Quando il cinema lo si costruisce in casa

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

Maxi-schermi più grandi della parete di camera mia. Poltrone ergonomiche e massaggianti. Luci soffuse e porta-vivande. Se i russi perdono la voglia di andare al cinema, sarà il cinema ad andare da loro. La nuova moda nella terra degli oligarchi è quella di far costruire in casa propria cinema e teatri. Vere e proprie sale cinematografiche dotate di dolby surround, occhiali 3D e distributori di pop-corn. Un lusso non per tutti, ovviamente. Ma che sta spopolando tra le famiglie più benestanti di questo paese. 

Un ragazzo che conosco, anche lui straniero come me, da anni residente a Mosca, architetto di professione, sta dirottando il proprio lavoro su questo tipo business: “Progetto cinema privati per le case degli oligarchi”, spiega.

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I clienti sono quelli più disparati, appartenenti ovviamente alla fascia dei super ricchi: benestanti signori sempre accompagnati da donne bellissime; politici e sportivi; uomini sconosciuti con i quali non si riesce a trattare e che delegano sempre qualche portavoce; star della televisione, magnati del petrolio e registi affermati.

“In realtà si presentano come persone normali”, racconta. “Spesso tratto personalmente con loro... o meglio, con le loro mogli: il più delle volte sono le donne a decidere il colore delle poltrone o la sistemazione delle luci”. 

I gusti, mi spiega, sconfinano spesso nel kitsch. Luci al neon e poltrone leopardate. “A molti clienti piace così - dice -. Anche se i gusti stanno piano piano cambiando. La stessa cosa sta accadendo per l’arredamento e per i vestiti: i russi viaggiano sempre di più, visitano paesi stranieri, e i loro gusti si stanno adeguando allo standard europeo”.

Le sale vengono solitamente realizzate in piani seminterrati, dove la luce non può filtrare. “Progettiamo tutto: dalla realizzazione dello schermo all’impianto sonoro. Dai pavimenti all’illuminazione. Spesso, ai clienti più sprovveduti, diamo in dotazione anche intere collezioni di dvd”. 

Capricci da oligarchi, penseremmo noi, comuni mortali. Eppure le richieste, conferma questo amico, sono in aumento. “Il mercato per ora non è ancora saturo, c’è molto da lavorare. Molti clienti arrivano non solo dalle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, ma anche dal Kazakistan e da qualche ricca provincia russa”.

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