Stop al fumo, la Russia sceglie la salute

Secondo quanto previsto dalla legge appena entrata in vigore, il proprietario di un locale nel quale un cliente si azzardi a fumare potrà essere multato anche fino a 40mila rubli (Foto: PhotoXpress)

Secondo quanto previsto dalla legge appena entrata in vigore, il proprietario di un locale nel quale un cliente si azzardi a fumare potrà essere multato anche fino a 40mila rubli (Foto: PhotoXpress)

Dal primo giugno vietato fumare in bar e ristoranti, alberghi, mercati e stazioni ferroviarie. Così il paese mette al bando le sigarette

Uno degli argomenti discussi in modo più acceso nei media russi e nella blogosfera negli ultimi giorni è indubbiamente il divieto assoluto di fumare nei luoghi pubblici, entrato in vigore il primo giugno. Da quella data è un reato fumare in bar e ristoranti, alberghi, mercati, treni a lunga percorrenza e stazioni ferroviarie. Secondo quanto previsto dalla legge appena entrata in vigore, il proprietario di un locale nel quale un cliente si azzardi a fumare potrà essere multato anche fino a 40mila rubli (1150 dollari). La legge è ancora più inflessibile e severa per le grandi aziende, che rischiano di pagare ammende per importi intorno ai 90mila rubli (2600 dollari circa). In altre parole, violare la legge sul fumo potrebbe letteralmente dissanguare un’azienda o un’attività. 

Prima di quest’ultimo divieto, i ristoranti e i bar russi mantenevano ben distinte le aree per i fumatori e per i non fumatori, ma malgrado ciò l’aria all’interno di un locale era appestata. Il divieto di fumo è l’ultimo tentativo in ordine di tempo da parte delle autorità russe di fare della sanità pubblica del paese una priorità assoluta. Una delle più importanti eredità di Vladimir Putin sarà indubbiamente il suo ininterrotto impegno a favore della salute e del benessere fisico dei cittadini. Sin da quando è diventato presidente, infatti, Putin ha sempre incoraggiato il benessere fisico ed è stato di grande esempio. Negli ultimi quattordici anni la Russia è passata da paese che un tempo era caratterizzato da eccellenti qualità sportive nel mondo a importante potenza che alle ultime Olimpiadi invernali ha vinto il maggior numero di medaglie.

 
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Altra iniziativa importante è stata quella di instaurare un orario limite per la vendita di alcolici nei negozi. Fino a un anno fa, dopo le 23 era impossibile comprare una bevanda alcolica, ma oggi questo limite orario è stato abbassato alle 22. Le autorità deputate a far rispettare la legge sono state invitate a prendere nota di chi consuma bevande alcoliche in luoghi pubblici. Oltre ad avere un effetto misurabile sulla salute della gente, questo provvedimento ha reso le città della Russia centrale molto più sicure negli ultimi anni. Le possibilità di essere molestati da un gruppo di teppisti ubriachi a Mosca o a San Pietroburgo, soprattutto nei centri storici, sono sensibilmente diminuite.

Perdita del giro d’affari?

La lobby del tabacco insieme ad alcuni esponenti del settore turistico-alberghiero sta cercando di denunciare in modo faceto che i ristoranti e i pub perderanno moltissimi soldi se i clienti decideranno di non frequentarli più a causa del divieto di fumo. Ricordo benissimo i tempi in cui la legge sul divieto di fumo in aereo non era granché rispettata nei voli interni alla Russia. Quando le compagnie aeree hanno iniziato ad adeguarsi seriamente alla legge, non per questo i fumatori hanno smesso di volare. Adesso le compagnie aeree non servono più bevande alcoliche nei voli interni e ciò ha contribuito notevolmente a ridurre i problemi che i passeggeri ubriachi potevano creare. Ancora una volta, è vero che ad alcune persone piace prendersi un drink quando si imbarcano su un volo a lunga percorrenza, ma non per questo c’è qualcuno che boicotta i voli.

Il fumo in Russia è una seria minaccia per la salute pubblica. Si ritiene comunemente (e questo dato è confermato da parecchi sondaggi) che nel paese fumi il 60 per cento circa degli uomini e il 20 per cento delle donne. Il problema del fumo è che non danneggia soltanto i fumatori: il fumo passivo infatti nuoce anche a chi si trova in compagnia di chi fuma o lo incontra da qualche parte. È ormai un dato scientificamente dimostrato che i fumatori passivi inalano più fumo tossico e corrono il rischio di contrarre il tumore ai polmoni e le malattie dell’apparato respiratorio o cardiovascolare. Che cosa c’è di peggio che contrarre una patologia così seria, oltretutto non essendo tabagisti? Anche prima che entrassero in vigore le nuove norme, le leggi precedenti contro il fumo avevano già contribuito ad abbassare il numero dei fumatori russi del 16 per cento circa, secondo le cifre del Ministero della Sanità.

Le leggi entrate in vigore il primo luglio 2013 includevano restrizioni al fumo sul posto di lavoro, sui treni e nei trasporti pubblici cittadini, come pure nelle scuole, negli ospedali, negli istituti culturali e negli edifici governativi. La legge ha messo al bando le sponsorizzazioni da parte delle società del tabacco. Il modo migliore per continuare a combattere il fumo, unitamente ai nuovi divieti, sarebbe quello di aumentare le tasse sulle sigarette, e ciò oltretutto assicurerebbe maggiori entrate nelle casse dello stato. Se da un lato io non sono favorevole a un’intromissione, seppur limitata, del governo e dello stato nella vita di tutti i giorni della popolazione, la sanità pubblica è un settore che ritengo estremamente importante e nel quale la responsabilità delle autorità è veramente quella di rivestire il ruolo di “fratello maggiore”.

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