Vodka senza segreti

Vodka e cetrioli (Foto: PhotoXPress)

Vodka e cetrioli (Foto: PhotoXPress)

Celebre e celebrata. La bevanda più diffusa della Federazione senza misteri: ecco come prepararla

La letteratura russa abbonda di migliaia di pagine sulle sue proprietà benefiche e nocive scritte negli anni. Qual è dunque il segreto di questo liquido trasparente dall’odore caratteristico, dal sapore leggermente pungente e dalla percentuale alcolica del 40 per cento? Cerchiamo di approfondire un po’. Prima di tutto si tratta di capire che cosa è realmente la vodka. Quella vera, quella genuina, è il distillato alcolico (del 96-98 per cento, a differenza dal whiskey che è ottenuto da un composto alcolico inferiore) ricavato dalla segale più pura o dal grano migliore, diluito con acqua di sorgente o della falda artesiana nella percentuale di 40/60, esclusivamente in base al peso e non al volume.

Detto ciò, analizziamone le caratteristiche maggiormente apprezzate. Prima di tutto, secondo gli esperti la vera vodka è prodotta esclusivamente nell’Europa dell’Est, in Russia, Bielorussia, Ucraina e Polonia. Alcuni includono in questo elenco anche la Finlandia, ma le obiezioni non mancano. Secondo i veri appassionati, tutte le altre vodke, a prescindere da quanto siano costose o quanto avanzata la tecnologia utilizzata per produrle, molto semplicemente non sono sullo stesso piano (prendetene nota, voi tutti appassionati di Grey Goose o di Absolut). Il mistero del perché la vera vodka sia prodotta soltanto in Europa dell’Est e non altrove è proprio quello che è: un mistero. Secondo alcuni dipenderebbe dal sapore particolare del grano locale dal quale si ottiene il distillato alcolico, secondo altri dalle notevoli proprietà dell’acqua di quella regione. In ogni caso, una spiegazione certa e unanime non c’è.

La ricetta

La Hrenovukha (vodka di rafano) è la vodka aromatica più popolare, soprattutto nei ristoranti russi, ma può essere preparata facilmente anche in casa. Per una bottiglia di buona vodka vi serviranno due radici di rafano, mezzo limone, e un cucchiaio di miele bianco senza aggiunta di zucchero per conferire morbidezza alla vodka. Tagliate il rafano in strisce sottili, aggiungetelo alla vodka insieme al miele e al succo di limone e lasciate riposare il tutto in un luogo tiepido e al buio per parecchi giorni. Trascorso questo periodo, filtrate, raffreddate e…gustate! La vodka che otterrete fungerà a meraviglia da aperitivo o, se preferite, da altrettanto efficace digestivo

Il fatto però che la vodka in origine sia stata inventata in Russia significa che ha la legge dalla sua parte. I produttori polacchi del secolo scorso cercarono di brevettare il nome “vodka”, affermando che essa era comparsa per la prima volta in quella che oggi è la Polonia. Ma, documenti alla mano, il governo russo e lo storico William Pokhlyobkin dimostrarono che i russi erano stati i primi a produrla e a dar loro ragione arrivò una decisione del tribunale internazionale. Per inciso, vale la pena accennare al destino di Pokhlyobkin: più che per il suo lavoro riguardante la storia della Scandinavia, per il quale si fece una meritata reputazione nell’ambito della comunità scientifica, egli divenne famoso per i suoi libri di cucina, tra i quali uno dedicato interamente alla “Storia della vodka”. In buona parte l’attuale revival della cucina russa si deve proprio alle sue opere di enogastronomia.

Purtroppo, però, Pokhlyobkin andò incontro a una morte atroce: fu trovato nel suo appartamento e sul suo corpo si individuarono undici ferite inferte da qualcosa di simile a una grossa siringa. Pare che l’arma letale fosse piena di vodka: gli inquirenti infatti trovarono nel sangue di questo studioso, che era moderato nel bere, una percentuale molto alta di alcool. E i suoi assassini non furono mai scoperti. La prossima volta che bevete un bicchiere di gorkaya ("bitter"), come i russi chiamano affettuosamente la vodka, brindate alla memoria di William Valentinovich (ma non fate mai tintinnare i bicchieri). E, più di ogni altra cosa, fate in moda da servirla come si deve.

Prima di tutto, ricordate che la vodka non va mai servita col ghiaccio, ma dovrebbe essere bevuta sempre molto fredda (dopo averla tenuta in freezer per un’ora, per esempio), e tenete conto che sarà fredda al punto giusto quando avrà una consistenza simile alla glicerina. Utilizzate bicchierini da 50-70 ml. (shottini) anch’essi preventivamente raffreddati. Con la forchetta tenuta nella mano sinistra infilzate quindi un tipico stuzzichino o zakuska (piccoli cetriolini salati o in salamoia o cetriolo), e con la destra afferrate il bicchiere di vodkaghiacciata.

Nel museo della vodka
Guarda il video 

È imperativo che la buttiate giù con un sorso solo e subito dopo diate un morso allo stuzzichino. Anche il pesce sotto sale funge da ottimo zakuska (per saperne di più leggete il nostro articolo sui migliori snack da mangiare con la vodka). Con un sapore amaro in bocca, con il fuoco nelle viscere la vita vi sembrerà già meno terribile.

Non stupisce che la vodka sia il rito di prassi ai funerali in Russia. Del resto, anche ai matrimoni… Ma lasciamo stare per il momento il dramma del bere vodka e ritorniamo a un altro argomento enogastronomico. Oltre alla vodka pura, il menu di qualsiasi rispettabile ristorante russo offre una vasta scelta di cordiali, comprese le vodke aromatiche e alla frutta. La vodka aromatica (nastoyka) è prodotta miscelando la vodka pura con vari prodotti aromatici privi di zucchero aggiunto. L’aroma più comune è quello che si ottiene inserendo la scorza di limone, una intera per mezzo litro: la si dovrebbe lasciar riposare in un luogo tiepido per tre settimane, filtrare e poi raffreddare. La vodka alla frutta (nalivka) è prodotta utilizzando frutta e bacche fresche (le più popolari in Russia sono i mirtilli palustri e i mirtilli rossi), con aggiunta di zucchero o miele. Lasciate riposare per due mesi e mezzo in un luogo tiepido (le bacche dovrebbero arrivare a occupare i due terzi del recipiente), aggiungete zucchero o miele a piacere e filtrate. Il liquido ottenuto non ha bisogno di essere raffreddato quanto la vodka normale o la nastoyka amara.

E infine un paio di suggerimenti su come scegliere una buona vodka in Russia. Regola numero uno: non è assolutamente vero che la più costosa è sempre la migliore. Spendere una cifra superiore ai 20 dollari la bottiglia significa pagare per altro, non per il contenuto, per esempio la confezione design, il lavoro di esperti marketing e pubblicitari. Potete stare certi che nella gamma dei prezzi medi la qualità della vodka non è assolutamente inferiore. Regola numero due: cercate di scoprire dai residenti locali quale vodka è stata messa in sconto di recente, dato che un prodotto nuovo in genere è di qualità migliore di quello che è in promozione da tanto tempo. Ciò è dovuto alle particolarità del processo di produzione della vodka: i filtri della fase della distillazione dopo un po’ diventano sporchi. Una linea sporca deve essere chiusa per manutenzione preventiva, ma il periodo di inattività ha i suoi costi: quindi i produttori cercano di limitare quanto più possibile le interruzioni nella produzione, e questo influisce sulla qualità della vodka. Regola numero tre: i russi non dicono mai "Na zdorovye" ("Alla salute" oppure “Cin cin”) quando bevono vodka. Dicono altre cose, spesso soltanto "Poyekhali!" (“Andiamo!”) come disse Gagarin sulla rampa di lancio.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta