Vi racconto gli italiani in Russia

Il console Piergabriele Papadia: "Nell'ultimo anno i connazionali iscritti all'Aire sono aumentati del 28 per cento". Diverso anche il target: non più solo funzionari e rappresentanti di grandi imprese, ma anche commercianti e avvocati. "La nostra comunità a Mosca è in grande espansione"
Il console generale a Mosca
Piergabriele Papadia de Bottini
(Foto: Ekaterina Chesnokova/Ria Novosti)  

È una comunità che aumenta. E che ha conquistato, negli ultimi dodici mesi, il 28 per cento di new entry in più. Sono gli italiani in Russia iscritti all'Aire (Anagrafe Italiani residenti all'estero). Rappresentanti di un Paese che emigra verso Est. "La Russia sta diventando una destinazione sempre più ambita. E la comunità di italiani a Mosca negli ultimi due anni è aumentata notevolmente". A tracciare i contorni di questa grande famiglia è il console generale Piergabriele Papadia de Bottini. Che a fine 2013 festeggia un anno di mandato.

"L'anagrafe dell'Aire un tempo comprendeva perlopiù funzionari e rappresentanti di grossi gruppi industriali. Ora ci sono avvocati, commercianti, rappresentanti di piccole e medie imprese". Gente che si trasferisce in Russia per lavoro. E spesso ci resta per amore.

"Il più delle volte i nostri connazionali si sposano con persone del posto. Instaurando così un legame stretto con questo Paese, che diventa una seconda patria - commenta il console -. Gli affari, d'altronde, in Europa non vanno molto bene. E le persone più intraprendenti vedono nella Russia un Paese che offre lavoro e grandi opportunità di business. Mosca è a poche ore di volo dall'Italia e ci sono tanti collegamenti diretti. Si può andare avanti e indietro abbastanza facilmente".

L'intervista all'ex console
Enrico Nunziata

La barriera del visto, effettivamente, rappresenta un problema per molti. "Ma ora si sta studiando un accordo per garantire il diritto di stabilimento al di fuori delle quote", assicura il console.

Dai certificati anagrafici alla regolarizzazione della patente di guida; dal diritto di voto all'emissione del passaporto, l'iscrizione all'Aire è un requisito necessario per ottenere buona parte di questi servizi. Parallelamente al rilascio dei visti italiani ai russi (un'attività in crescita, incoraggiata dall'Anno incrociato del turismo), il consolato si occupa anche di fornire assistenza ai concittadini: "Le domande che ci vengono rivolte con più frequenza riguardano l'ordinamento russo, ad esempio l'ottenimento del visto e del permesso di soggiorno. Per far fronte ai quesiti degli italiani in Russia, abbiamo anche attivato una casella di posta elettronica specifica per i nostri connazionali. E i messaggi che arrivano sono veramente tanti", spiega il console.

"L'iscrizione all'Aire rappresenta una sorta di diritto-obbligo: si presume che tutti i servizi che di solito vengono coperti dal Comune, in questo caso vengano assicurati dal Consolato, che a Mosca si avvale del lavoro di circa trenta persone. Le situazioni di emergenza che richiedono il nostro intervento fortunatamente sono piuttosto rare. E c'è un'ottima collaborazione con le autorità russe".

Tracciando un rapido bilancio dell'anno che sta per concludersi, il console valuta positivamente i rapporti bilaterali. "Abbiamo rilasciato un numero record di visti. Basti pensare che nello stesso arco di tempo in Cina è stato rilasciato un terzo dei documenti di ingresso emessi da noi qui in Russia. E le difficoltà che ci sono state durante l'estate dimostrano quanto delicato sia il nostro lavoro. I russi hanno sempre più voglia di andare in Italia. E lo dimostrano sia i viaggi, sia l'acquisto di immobili nel nostro Paese. Come augurio per il 2014, auspico che le nostre due economie si rafforzino. E che i rapporti tra Russia e Italia continuino a essere fonte di benessere. Per tutti".

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