Irina Rodnina, pattini d'oro

Aspettando Sochi 2014, la vita della campionessa sovietica che vinse la malattia e divenne la numero uno al mondo del pattinaggio su ghiaccio

Dal rischio tubercolosi alla gloria eterna del pattinaggio artistico. Con tre medaglie d’oro olimpiche. E 24 primi posti, tra Giochi, Mondiali ed Europei, senza mai arrivare seconda, primato nello sport mondiale. Irina Rodnina è una leggenda, un certificato senza tempo di bellezza, classe e grinta sui pattini. E di successi, tanti successi.

A 20 anni la sovietica era già campionessa europea e mondiale, in coppia con il primo partner, Alexei Ulanov. Poco più di un decennio prima, invece, lottava per la vita in un sanatorio, con i medici che provavano ogni tipo di cure per scongiurare la tubercolosi.

Nel 1972 arrivava, assieme a Ulanov, compagno di vita e di gara, l’oro ai Giochi invernali di Sapporo, in Giappone. Prima della separazione: Ulanov s’innamorava di un’altra pattinatrice, Ludmila Smirnova. E Rodnina, dopo aver cercato compagni alla sua altezza, cominciò a fare coppia con Aleksandr Zaitsev, sconosciuto al pubblico. Con cui si sposava tre anni dopo, formando uno dei duetti storici del pattinaggio.

Da parte lo stile romantico dell’epoca: in pista uno più veloce, potente, sportivo. Agli Europei di Goteborg 1972 l’esordio di Rodnina/Zaitsev portava dieci "6.0" nelle votazioni. Un record che nessuno è mai riuscito a ripetere. Ai Mondiali norvegesi dell’anno successivo s’interrompeva la musica durante l’esibizione del duo, che continuava l’esercizio fino alla fine. Come nulla fosse. Con successo finale, ovviamente.

Piovevano vittorie: oro alle Olimpiadi 1976 e 1980. Sei allori mondiali (dal 1973 al 1978), sette titoli europei (sempre dal 1973 al 1980, escluso il 1979, anno in cui Rodnina non gareggiava per la nascita del figlio Sasha). L’Urss le riservò grandi onori, come avvenuto per altri big dello sport sovietico: Ordine della bandiera rossa del lavoro nel 1972, l’Ordine di Lenin, quattro anni dopo.

Poi, tra il 1988 e il 1989 ecco l’ingresso nella Hall of Fame femminile e in quella del pattinaggio. E come altri fuoriclasse, tolti i pattini la campionessa è entrata in politica: oggi è una deputata di Russia Unita. 

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