Le russe preferiscono l’aborto alla pillola

In Russia ci sono 50 aborti ogni 1.000 donne in età fertile, rispetto ai 20 degli Usa, i 18 della Gran Bretagna e sotto i 10 della Germania (Foto: PhotoXPress)

In Russia ci sono 50 aborti ogni 1.000 donne in età fertile, rispetto ai 20 degli Usa, i 18 della Gran Bretagna e sotto i 10 della Germania (Foto: PhotoXPress)

Ancora oggi in Russia l’interruzione indotta di una gravidanza rimane una delle forme più usate di contraccezione, come rileva un recente studio condotto dagli esperti dell’Onu

Ancora oggi in Russia l’interruzione indotta di una gravidanza rimane una delle forme più usate di contraccezione, come rileva un recente studio condotto dagli esperti dell’Onu.

La Russia ha una delle legislazioni più liberali in materia di aborto e quindi non sorprende che sia il Paese a detenere la “palma d’oro” in questa classifica, sorpassando di molto non soltanto i Paesi sviluppati, ma anche quelli della vicina Csi.

Un’altra motivazione per una tale popolarità è la mancanza di informazioni sui moderni metodi contraccettivi; soltanto il 14 per cento delle russe ha ammesso di fare uso della pillola.

Dal 1990 a oggi il numero di aborti nella Federazione è diminuito di quasi tre volte: da 4,1 milioni a 1,2 milioni all’anno. La cifra però rimane comunque alta. In Russia per 1.000 donne in età fertile ci sono 50 aborti, negli Stati Uniti 20, in Gran Bretagna 18 e in Germania meno di 10.

Alexei Uljanov, consigliere del Presidente dell’organizzazione pubblica “Delovaja Rossija” (“La Russia del lavoro”) vede la causa principale di questa situazione nella legislazione troppo poco severa.

È vero che abortire in Russia non comporta alcun problema. Come scrive in un forum una connazionale che ora vive in Germania, “la mia amica in Russia fa un aborto quasi ogni anno. Lì è diventata una routine: arrivi, paghi e fanno tutto”.

In Russia fino alla dodicesima settimana l’interruzione della gravidanza è gratuita. Dopo è consentita su indicazione medica o dei servizi sociali. È comunque facile aggirare l’ostacolo; esistono moltissime cliniche private dove, come si dice, “pagando, qualsiasi capriccio è assecondato”. Tanto più che la legge non prevede in questo caso alcuna responsabilità da parte del medico.

Proprio per questo Alexei Uljanov propone una serie di misure che possa ridurre di 3-4 volte il numero di aborti in Russia. Tra queste rientrano: l’idea di fissare l’operazione non nel giorno in cui si chiede ma dopo una “settimana di silenzio”; un colloquio obbligatorio della donna con uno psicologo o un operatore sociale; la responsabilità del personale medico per la pratica e l’incitamento all’aborto illegale.

Un altro modo sicuro per abbassare il numero degli aborti è la diffusione delle informazioni sui metodi contraccettivi. Su questo argomento i russi rimangono indietro rispetto ai Paesi europei.

Secondo una ricerca congiunta della Facoltà di Economia dell’Università Statale di Mosca e dell’Istituto di Demografia, circa il 10 per cento delle coppie non fa uso di alcun tipo di contraccezione. Per fare un confronto, in Ungheria l’indice è del 4 per cento, in Francia del 3 per cento, in Belgio del 2.

In compenso l’80 per cento delle donne ha dichiarato che si premuniscono per evitare una gravidanza indesiderata. In effetti un sondaggio più accurato ha svelato che utilizzano metodi più affidabili quali la spirale e la pillola rispettivamente il 20 per cento e il 14 per cento. Le altre preferiscono i metodi “della nonna”: l’Ogino-Knaus e la pratica del coito interrotto.

Il rapporto non dipende poi molto dal luogo geografico; per esempio gli abitanti di Mosca e San Pietroburgo dovrebbero essere più informati sui metodi contraccettivi moderni e invece al primo posto mettono il preservativo (il 44 per cento delle donne lo hanno definito il principale metodo di precauzione) e al secondo la pillola (16 per cento).

Il motivo può essere la persistente sfiducia nelle medicine. Nei forum femminili molte donne affermano che le pillole anticoncezionali danneggiano la salute, mentre pensano molto di meno alle tristi conseguenze di un aborto per la loro salute.

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