Caso Kashin, una svolta nelle indagini

Il giornalista Oleg Kashin

Il giornalista Oleg Kashin

Kommersant
Il giornalista politico Oleg Kashin ha fatto i nomi dei presunti responsabili all’aggressione avvenuta nel novembre 2010

Il noto giornalista russo Oleg Kashin ha dichiarato i nomi dei presunti assalitori che lo hanno aggredito e brutalmente percosso nel novembre 2010. Secondo le informazioni di Kashin, i due attentatori si chiamavano Danila Veselov e Vjacheslav Borisov, mentre nella macchina ad attenderli c'era Mikhail Kavtaskin. Questi dati sono stati confermati dal comitato investigativo russo.

Alla fine di giugno del 2015, secondo le parole di Kashin, Veselov e Kavtaskin sono stati giudicati colpevoli di una serie di reati e quindi incarcerati. Il ricercato Borisov invece è in fuga.

Tutti e tre i sospetti responsabili dell'aggressione del novembre 2010 lavoravano come guardie dello “Stabilimento meccanico” di San Pietroburgo, che rientra nella holding “Leninec”, di proprietà della famiglia del governatore dell'oblast di Pskov, Andrej Turchak.

Il mandante

Fino a oggi non è chiaro chi sia il mandante dell’aggressione. Veselov e Kavtaskin hanno fornito indicazioni tali da far ritenere responsabile del reato l'amministratore della holding “Leninec”, Aleksandr Gorbunov. Per l'esecuzione dell'omicidio, quest'ultimo avrebbe pagato 3.300.000 rubli (48.000 dollari secondo il corso attuale e 107.000 dollari, secondo quello del 2010).

Anche Gorbunov si trova attualmente sotto arresto a San Pietroburgo, ma per il momento, per detenzione illegale di armi.

Il fatto che i mandatari lavorassero tutti per la stessa azienda appartenente alla holding “Leninec” della famiglia di Andrej Turchak ha spinto molti esperti a credere che proprio lui fosse il mandante dell'aggressione a Kashin. Kashin invece, al momento, non ne fa alcun riferimento aperto, dal momento che il nome di Turchak non figura negli atti.

Turchak attraverso il suo portavoce si è rifiutato di commentare le notizie.

Chi è Kashin?

Oleg Kashin è un noto giornalista politico russo, collaboratore in precedenza di diverse testate come Kommersant, Izvestija, Expert, Russkaja Zhizn.

Nel maggio del 2013, Kashin si è trasferito nella città svizzera di Ginevra insieme alla moglie. Da lì, continua a scrivere per Slon, svpressa.ru, Sputnik & Pogrom e altri. Nel 2014 ha aperto un suo sito personale Kashin.guru dove, oltre a lui, pubblicano altri autori.

L'aggressione

Nella notte del 6 novembre 2010, Kashin è stato brutalmente percosso da due ignoti davanti alla sua casa di Mosca. Il giornalista ha subito fratture multiple degli arti e della mascella, una commozione cerebrale e una separazione traumatica delle falangi delle dita. È stato portato in uno stato di coma artificiale al fine di poter eseguire alcune operazioni complesse. Kashin è potuto ritornare al lavoro solo dopo alcuni mesi.

L'inchiesta

Il premier Dmitrij Medvedev, allora Presidente della Russia, promise di prendere l'inchiesta sull'attentato a Kashin sotto il proprio controllo. Tuttavia, negli ultimi tempi non c'è stata più alcuna informazione al riguardo. In una pubblicazione dei giorni scorsi però, Kashin ha ringraziato Medvedev e i rappresentanti del comitato di sicurezza per il lavoro svolto.

Nelle versioni principali sui mandanti proposte dallo stesso Kashin figuravano i nomi dei portavoce del movimento giovanile “Nashi” e “Molodaja Gvardija” (oppositori della sua attività), nonché di persone connesse all'amministrazione di Khimki, città dell’oblast di Mosca, a nord-ovest dalla capitale (Kashin aveva scritto delle proteste contro l'edificazione dell'autostrada Mosca-San Pietroburgo attraverso la foresta di Khimki) e infine del governatore di Pskov, Andrej Turchak.

La diatriba fra Kashin e Turchak

Nell'agosto del 2010, sulle pagine del suo blog personale, Kashin aveva denominato il governatore di Pskov, Andrej Turchak, usando una brutta parola, senza per altro rivolgersi a lui direttamente. Turchak rispose al commento chiedendo a Kashin di porgere le proprie scuse entro 24 ore. La perplessità di Kashin sul fatto se simili parole fossero oppure no una minaccia rimane irrisolta, mentre lo stesso Turchak ha successivamente cancellato il suo commento.

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