Amministrative di Mosca, la sfida tra Sobyanin e Navalny

Sergei Sobyanin (al centro) è diventato sindaco di Mosca nel 2010 (Foto: Photoshot / Vostock Photo)

Sergei Sobyanin (al centro) è diventato sindaco di Mosca nel 2010 (Foto: Photoshot / Vostock Photo)

Dopo dieci anni, si torna a votare nella capitale: i due principali contendenti si trovano a fare i conti con un clima sociale ed economico in peggioramento

Di certo, non si tratta di una semplice elezione cittadina. Anzi, la sfida dell'8 settembre 2013 a Mosca tra Sergei Sobyanin e Alexei Navalny rischia pesare di più, in termini politici, sul governo centrale che non sull'amministrazione della città. Perché il blogger che ha sfidato Vladimir Putin è, semplicemente, il nemico giurato dell'esecutivo, il paladino dell'estensione delle libertà civili, un modello per migliaia di giovani.

E proprio le nuove generazioni che si affacciano al voto possono rappresentare l'effetto sorpresa. Infatti, a Mosca si ritorna alle urne dopo dieci anni: le elezioni erano state abolite nel 2004 in favore della nomina presidenziale. E proprio il ripristino del voto era stato deciso, nel 2012, dopo che migliaia di manifestanti erano scesi per le strade di Mosca e in altre città.

Ma osserviamo più da vicino i due principali sfidanti.

Sergei Sobyanin, 55 anni, è stato nominato sindaco nel 2010, sostituendo il suo predecessore Yuri Luzhkov, destituito dall'allora Presidente Dmitri Medvedev. Obiettivo di Sobyanin era la modernizzazione di Mosca tramite nuove infrastrutture di trasporto e il miglioramento degli spazi pubblici. Insomma, una carriera politica tradizionale.

Mentre Navalny, 37 anni, rappresenta un'altra generazione di attivisti politici: è salito alla ribalta in gran parte grazie al suo dinamismo su Internet e al ruolo di primo piano svolto nelle proteste di piazza contro il governo.

L'elezione per la carica di sindaco della città era inizialmente prevista per il 2015, al termine del mandato quinquennale. Ma Sobyanin, ex governatore di Tyumen, la più ricca provincia produttrice di petrolio in Russia, ed ex capo dello staff del Presidente Putin, ha sorpreso tutti annunciando a giugno 2013 che avrebbe presto cercato la rielezione per "aumentare la sua legittimazione tra i moscoviti".

Un'affermazione in controtendenza rispetto a quanto dichiarato dal sindaco solo a febbraio 2013: "I nostri sondaggi mostrano che il 70-80 per cento dei moscoviti non vuole elezioni anticipate". E molti analisti avevano letto la mossa di Sobyanin come un modo, dopo aver ottenuto un'elezione quasi sicura, per poter governare da sindaco il malcontento crescente presente nella città.

Poi la candidatura di Navalny a scompaginare le carte. Sobyanin poteva avere vita facile dopo l'esclusione dalla competizione di Mikhail Prokhorov. L'uomo d'affari, arrivato secondo, nel 2012, alle elezioni presidenziali, era indicato da un primo sondaggio come il suo rivale potenzialmente più forte.

Ma una legge entrata in vigore nel mese di giugno 2013 ha vietato ai funzionari eletti di detenere conti e patrimoni all'estero. Prokhorov aveva previsto di regolarizzare la sua posizione entro il 2014. Ma ha successivamente fatto sapere che non potrà farlo in tempo per candidarsi alle elezioni.

Foto: Photoshot / Vostock Photo
Il blogger Alexei Navalny,
sfidante di Sobyanin alle
amministrative di Mosca
dell'8 settembre 2013
(Foto: Photoshot / Vostock Photo)

Tutt'altra storia quella del blogger. Navalny è diventato famoso denunciando la corruzione nelle grandi aziende russe di proprietà statale. Il suo impegno parte nel 2010 quando ha costruito un network di avvocati, finanziato tramite crowdfunding, per indagare sui contratti illeciti nel sistema degli appalti pubblici e per denunciare i funzionari corrotti.

Uno scontro con l'establishment senza esclusione di colpi: lo stesso Navalny è stato il bersaglio di cinque indagini penali negli ultimi 18 mesi. A luglio è stato dichiarato colpevole di essersi appropriato indebitamente di 16 milioni di rubli (oltre tre milioni e mezzo di euro) da un’azienda statale di Kirov e quindi condannato a cinque anni di carcere.

La sentenza, pronunciata al termine di un processo molto controverso, ha spinto migliaia di suoi sostenitori a scendere in piazza. Nella sorpresa generale, appena 24 ore dopo aver spinto per il suo arresto, i pubblici ministeri sono tornati in tribunale per sostenere che Navalny doveva essere liberato in attesa dell’esito del ricorso in appello. Dunque il rilascio, che gli ha permesso di correre all’elezione per la carica di sindaco.

"È stato Sobyanin a far uscire Navalny dal carcere, - ha riferito Igor Bunin, direttore del Centro di Tecnologia politica di Mosca. - Il sindaco uscente ha bisogno di dimostrare che queste elezioni sono trasparenti e realmente competitive per legittimare la sua vittoria. Per questo ha lasciato che il blogger partecipasse".

E per recuperare il tempo perduto, la campagna elettorale di Navalny punta sulla denuncia dell'esistenza di un sistema di corruzione generalizzata che arriva fino ai piani alti del governo. Secondo Lilia Shevtsova, analista politico senior presso il Carnegie Moscow Centre, "Navalny sta attuando molti metodi di coinvolgimento nella campagna, sia online che offline, per quanto le sue risorse siano limitate".

Risorse che ammontano a un totale di 49 milioni di rubli (poco più di un milione di euro), provenienti da donazioni. Ogni giorno il blogger tiene fino a cinque meeting all'aperto con gli elettori vicino alle stazioni della metropolitana, in diversi quartieri della città.

Quella che era partita come una campagna per legittimare Sobyanin come sindaco, ha gradualmente legittimato Navalny come principale avversario del sindaco uscente. Un tema chiave è se Navalny verrà arrestato dopo le elezioni, cosa che potrebbe avere l'effetto di farlo diventare un prigioniero politico agli occhi di molte persone.

Il sondaggio più recente condotto da Synovate Comcon ha rivelato che del 58 per cento degli intervistati che intende votare, più del 63 per cento appoggia Sobyanin, che rappresenta il partito di governo Russia Unita, seguito da Navalny con il 20 per cento. Una quota minoritaria delle intenzioni di voto è stata riservata agli altri quattro candidati. Se nessuno dei due candidati otterrà più del 50 per cento dei voti, si dovrà andare al ballottaggio.

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