La legge sulla leva delle donne

Circa 50mila donne prestano servizio nelle forze armate russe (Foto: Ria Novosti)

Circa 50mila donne prestano servizio nelle forze armate russe (Foto: Ria Novosti)

Una proposta di modifica mira a consentire alle donne, a partire dall'età di 18 anni e fino a 27, di servire le forze armate russe

I deputati della Duma propongono il servizio di leva per tutte le donne tra i 18 e i 27 anni. Le relative modifiche alla legge “Sull’obbligo dell’esercito e sul servizio militare” sono già state inviate al Ministero della Difesa.

Attualmente in Russia la chiamata al servizio militare è riservata ai cittadini di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i 27 anni. I deputati propongono di parificare i diritti delle donne con quelli degli uomini, precisando nella legge che solo le donne che lo richiedono presteranno servizio.

Dalla legge è escluso il punto che esenta le cittadine dai corsi di addestramento di breve durata (i cosiddetti “voennye sbory”).

Come ha chiarito a Izvestia l’autrice degli emendamenti, Tatjana Moskalkova, vicepresidente del Comitato per la Csi e membro della Commissione per il controllo d’autenticità sulle informazioni di reddito dei deputati della Duma, l’idea principale della chiamata per le donne è parificare i loro diritti a quelli degli uomini.

“Non si devono incitare le donne a entrare nell’esercito. Bisogna soltanto non privare di questa possibilità quelle che sono già motivate e lo vogliono. E questo si può realizzare se c’è uguaglianza tra i sessi e si concede alle donne il diritto di arruolarsi nelle forze armate”, ha spiegato la Moskalkova.

Intanto, l’ammiraglio Vladimir Komoedov, presidente del Comitato della Duma per la difesa ed ex comandante della flotta del Mar Nero, ha osservato che le donne aiuteranno a risolvere i problemi di organico del Ministero della Difesa, nati a causa del fallito progetto di creazione di un sistema di integrazione a contratto.

“C’è mancanza di uomini nel Paese, mentre le donne sanno entrare in una casa che va a fuoco o fermare un cavallo in corsa, quindi occorre chiamarle al servizio militare. Aiuteranno a integrare l’esercito; visto che per l’ennesima volta ci siamo lasciati sfuggire i contrattisti è il caso ormai di sostituirli con le donne”, ha precisato Komoedov, senza nascondere un po’ d’ironia.

Egli ha aggiunto che mentre prestava servizio nella flotta del Mar Nero, è stato piacevolmente sorpreso dalla presenza di donne sulle navi americane che arrivavano nei porti russi. “Ricordo che allora mi interessava sapere dove vivessero sulla nave e se non ci fossero rivendicazioni dalla parte maschile dell’equipaggio. Mi hanno spiegato che qualsiasi sopruso veniva duramente stroncato. Penso che anche da noi si instaurerà un meccanismo simile”, ha aggiunto Komoedov.

Nelle truppe moderne, spiega l’ammiraglio, per le donne c’è lavoro e non poco. “Si possono affidare molti incarichi alle donne: possono diventare radiotelegrafiste, paracadutiste, traduttrici e persino tiratrici scelte. Ovviamente non bisogna metterle in un carro armato o su un cacciabombardiere, ma ci sono molti posti dove non solo per gli uomini, ma anche per le donne lavorare sarebbe un gioco da ragazzi”, ha notato Komoedov, aggiungendo che gli emendamenti della Moskalkova, dopo il via libero del Ministero della Difesa, saranno presi in esame nella seduta del Consiglio di difesa dell'autunno 2013.

Il vicedirettore del Consiglio di difesa della Duma Franz Klincevich ritiene che l’introduzione della chiamata per le donne spronerà gli uomini a prestare servizio militare.

“Sono a favore di questa iniziativa per poter redarguire la parte di popolazione maschile che sfugge alla leva. Non si comportano da veri uomini”, afferma Klincevich. Ora alla Duma si aspetta la risposta dello Stato Maggiore. Tatjana Moskalkova ha spedito il progetto degli emendamenti al capo del Dipartimento di mobilizzazione generale con la richiesta di valutare la sua proposta. “Ho incontrato personalmente Vasilij Smirnov, a capo del Dipartimento di mobilizzazione generale dello Stato Maggiore, ed egli non ha espresso alcuna avversione. Il progetto di legge è stato mandato al Ministero della Difesa per la firma, per capire se da parte loro ci siano le condizioni e l’appoggio e non si tratti di una semplice dichiarazione”, ha dichiarato la Moskalkova a Izvestia.

Il Dipartimento intanto ha raccontato al giornale che al momento stanno ancora pensando alla proposta dei deputati, ma nel complesso appoggiano l’idea. “Nelle nostre forze armate anche ora prestano servizio le donne a contratto, quindi non c’è nulla di male in quest’idea. Altro è fare in modo che la legge venga formulata correttamente, affinché non provochi reazioni negative nella società”, ha raccontato Smirnov.

Intanto, lo Stato Maggiore ha chiarito che toccherà creare spazi separati per le donne, bagni, docce e caserme. Per tale motivo il servizio di leva delle donne esige un accurato calcolo economico.

Igor Konashenkov, direttore del Dipartimento di stampa e comunicazione del Ministero della Difesa ha ricordato alla testata giornalistica che attualmente nell’esercito russo prestano servizio circa 50.000 donne, di cui 3.000 con il grado di ufficiale e le rimanenti su base contrattuale con il grado di sergente o soldato semplice.

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