A Pripyat, dove Chernobyl fermò la storia

Situata a 90 chilometri da Kiev, Pripyat era una giovane città fondata negli anni Settanta dagli operai della centrale nucleare di Chernobyl, che si trova a soli due chilometri di distanza

Situata a 90 chilometri da Kiev, Pripyat era una giovane città fondata negli anni Settanta dagli operai della centrale nucleare di Chernobyl, che si trova a soli due chilometri di distanza

PRIPYAT-CITY.RU
Con un’ordine di evacuazione emanato il 27 aprile 1986, la tranquilla esistenza di questa giovane cittadina sovietica venne all’improvviso interrotta dalla catastrofe avvenuta nella vicina centrale nucleare. E gli abitanti del posto che si salvarono dalle radiazioni non fecero mai più ritorno alle proprie case
La città era stata costruita per ospitare all’incirca 75mila persone. Secondo un censimento realizzato poco prima della catastrofe, a Pripyat vivevano 48mila abitanti
L’età media dei residenti era di 26 anni e i matrimoni erano un evento tutt’altro che raro in città. Per questo si stava lavorando alla costruzione di una sala pensata appositamente per ospitare le feste di nozze. Il disastro di Chernobyl però ne interruppe i lavori
Secondo le statistiche, la crescita demografica a Pripyat era pari a 15mila persone ogni anno
In città si contavano cinque scuole con oltre 5mila allievi
I lavori per la costruzione della centrale nucleare di Chernobyl e della “città atomica” di Pripyat iniziarono praticamente nello stesso anno: nel 1970
La costruzione di Pripyat, così come si usava all’epoca, fu definita un Grande progetto pansovietico, realizzato in tempi velocissimi da giovani provenienti da tutto il Paese
La città, che avrebbe dovuto ospitare tecnici ed esperti nucleari, nacque così sulle rive del fiume omonimo
A parte il lavoro quotidiano alla centrale, la vita a Pripyat non differiva molto dalla quotidianità di qualsiasi altro centro urbano dell’Unione Sovietica
Ma l’esistenza pacifica di questa neonata città venne interrotta all’improvviso da un ordine di evacuazione, emanato nel pomeriggio del 27 aprile. Alle 14, colonne di autobus scortate dalla polizia iniziarono ad allontanare i cittadini dalle proprie case
Inizialmente venne annunciata come una semplice un’evacuazione temporanea, ma la gente non fece mai più ritorno alle proprie case
L’esplosione nel quarto blocco della centrale nucleare di Chernobyl avvenne nella notte del 26 aprile 1986. Due persone morirono sul colpo
Decine di ingegneri che lavoravano nell’impianto morirono successivamente a causa delle radiazioni
Dopo l’evacuazione della popolazione, venne creata una zona “cuscinetto” di 30 chilometri attorno alla centrale, dove era vietato entrare
Il reattore distrutto dall’esplosione venne coperto da uno speciale sarcofago, nel tentativo di contenere le radiazioni. Le altre tre unità vennero disattivate e decontaminate