La ragazza di Leningrado che con i suoi disegni raccontò l’Assedio

Durante la Seconda guerra mondiale Leningrado rimase sotto l’assedio dei nazisti per quasi 900 giorni. Nata nel 1923, Elena Marttila aveva 18 anni quando iniziò l’assedio. E sullo sfondo di quegli eventi drammatici, la morte e la sofferenza vennero da lei assimilate sotto forma di arte

Durante la Seconda guerra mondiale Leningrado rimase sotto l’assedio dei nazisti per quasi 900 giorni. Nata nel 1923, Elena Marttila aveva 18 anni quando iniziò l’assedio. E sullo sfondo di quegli eventi drammatici, la morte e la sofferenza vennero da lei assimilate sotto forma di arte

Elena Marttila
Elena Marttila oggi ha 94 anni ed è tra i pochi testimoni ancora in vita di uno degli episodi più tragici della Seconda guerra mondiale. Con i suoi ritratti ha raccontato al mondo il dramma vissuto dalla popolazione durante quei 900 giorni infiniti, che si concludevano esattamente il 18 gennaio di 73 anni fa
Sotto l’assedio dei nazisti la città si ritrovò priva di elettricità e vennero tagliati tutti i collegamenti con il mondo esterno. La gente iniziò così a morire di fame. I disegni realizzati da Elena Marttila raccontano la sofferenza e la disperazione della popolazione
La giovane artista realizzò anche un ritratto di Olga Bergolts, chiamata la poetessa dell’assedio, che insieme ad Anna Akhmatova leggeva alla radio i suoi poemi, che risuonavano per le strade della città attraverso i diversi altoparlanti. L’arte e la poesia hanno aiutato la gente a trovare la forza di lottare per sopravvivere a quei tragici momenti. Nell’immagine: “Leningrado chiama: Olga Bergolts”
Elena Marttila realizzò anche un ritratto del compositore russo Dmitrij Shostakovich. Nell’immagine, Shostakovich
Durante l’assedio, la giovane Elena lavorò come medico in un ospedale per bambini, coordinando anche le operazioni di evacuazione. Scriveva su dei pezzi di carta tutte le informazioni e le idee che reputava interessanti per i suoi disegni. Al giorno d’oggi si tratta di documenti di grande valore, testimonianza di ciò che accadde in quel periodo. Nel 1942 Marttila, insieme a sua madre, venne fatta evacuare attraverso un passaggio aperto nel ghiaccio sul lago Ladoga. Nell’immagine, “Attraversando il lago Ladoga”
L’inverno del 1942 risultò particolarmente rigido. Si calcola che solo nei mesi di gennaio e febbraio morirono di freddo circa 200.000 persone. Nell’immagina, “Culla di cristallo”
“L’immagine dell’Assedio di Leningrado diffusa da Elena entra in conflitto con la narrativa eroica promossa dalle autorità dell’epoca. Per questo al termine della guerra le venne imposto di distruggere questi disegni”, ha commentato Ksenia Afonina, curatrice di diverse mostre e studiosa indipendente dell’arte della Seconda guerra mondiale. Nell’immagine, “L’Istituto artistico di Leningrado”
“Sicuramente voleva conservare questi lavori come testimonianza per le generazioni future – ha commentato Afonina -. Ha trasformato i suoi bozzetti in grandi lavori, riuscendo a raccontare il dramma di quel periodo e le tragedie vissute dagli abitanti di Leningrado. I disegni di Elena ci consentono oggi di osservare l’assedio di Leningrado attraverso gli occhi delle persone che lo vissero in prima persona”. Nell’immagine, “Donna di Leningrado”
Insieme alla coautrice Svetlana Magayeva, Marttila ha pubblicato “Martiri dell’Assedio di Leningrado”, un libro che racconta le storie delle persone che vissero quella tragedia. Nell’immagine, “Madonna di Leningrado”
Questo mese Elena Marttila compirà 94 anni: è lei uno degli ultimi testimoni ancora in vita dell’Assedio