La fragile bellezza del Bajkal

Situato nella zona meridionale della Siberia, e raggiungibile dalle città di Irkutsk e Ulan-Ude, il Bajkal è il più grande e profondo bacino di acqua dolce al mondo

Situato nella zona meridionale della Siberia, e raggiungibile dalle città di Irkutsk e Ulan-Ude, il Bajkal è il più grande e profondo bacino di acqua dolce al mondo

Ekaterina Turysheva
Quiete e potenza. Forza e silenzio. Il lago Bajkal offre uno dei paesaggi più spettacolari al mondo, dove la natura selvaggia regala scorci mozzafiato. Ma l’intervento dell’uomo rischia di mettere a dura prova il delicato ecosistema di questo luogo, che contiene quasi il 20% delle riserve d'acqua dolce del pianeta
Qui si trovano oltre 1.400 specie animali e vegetali e ogni anni vengono scoperte nuove forme di vita. Nel 1996 il lago è stato posto sotto la tutela dell’Unesco come patrimonio dell’umanità
Purtroppo il lago non si salva dall’inquinamento: a un centinaio di metri dalla riva un grande impianto di trasformazione del legno e di lavorazione della cellulosa, molto contestato dalle popolazioni locali, da anni sta mettendo a dura prova l’ecosistema di questo paradiso naturale
L’unicità di questi paesaggi, la natura selvaggia e lo spettacolo naturale che si staglia sullo specchio d’acqua rendono questo lago una meta molto frequentata dai turisti
Contiene quasi il 20% delle riserve d'acqua dolce del pianeta, esclusi i ghiacciai e le calotte polari. Non sorprende quindi che ci si interroghi sul possibile utilizzo di queste acque
Attualmente una crescente quantità di rifiuti sta minacciando il fragile ecosistema del lago
Tra gli eventi più importanti che si svolgono in questa zona c’è la Baikal Ice Marathon, la maratona che si svolge in primavera sui ghiacci del lago, dove i runner percorrono una distanza di 42 chilometri tra raffiche di vento e neve
Secondo il Libro Bianco del lago Bajkal, pubblicato con il supporto del Programma di Sviluppo dell’ONU, ci sono circa 40 organizzazioni non a scopo di lucro che lavorano attivamente per aumentare la consapevolezza della gente in merito a questo problema, nel tentativo di difendere una natura che non appartiene solo alla Russia, ma al mondo intero
La compagnia petrolifera Transneft aveva anche cercato di costruire in questa zona un oleodotto che avrebbe dovuto passare molto vicino al lago. Nel 2006 però un decreto ha fatto in modo che il progetto venisse realizzato 40 chilometri più lontano