Le Madonne tatare delle grandi città

Oksana, 24 anni, studentessa. “Mio marito è russo, ma non ha niente contro il matrimonio tradizionale tataro, chiamato ‘nikah’”

Oksana, 24 anni, studentessa. “Mio marito è russo, ma non ha niente contro il matrimonio tradizionale tataro, chiamato ‘nikah’”

SERGEJ POTERYAEV
Appartengono a uno dei gruppi etnici più numerosi della Russia. Ma piano piano stanno perdendo la propria identità culturale. È per questo che il fotografo Sergej Poteryaev ha cercato di raffigurare, come fossero moderne Madonne, le donne del popolo tataro
Al giorno d’oggi molte differenze estetiche tra persone appartenenti a gruppi etnici diversi sono scomparse. Tuttavia, le differenze etniche e culturali continuano a essere caratteristiche molto importanti. È per questo che il fotografo russo Sergej Poteryaev ha cercato di raccontare, attraverso i suoi scatti, il popolo tataro, fra i gruppi etnici più numerosi in Russia // Ksyusha, 25 anni, casalinga: “Negli Urali ogni cosa è complicata. In alcuni villaggi ci sono ancora tensioni tra tatari e bashkiri. Io sono bashkira per parte di madre, mentre mio padre è russo”
Elena, 31 anni, assistente sociale. “Le tradizioni della mia famiglia si sono piano piano perse nel tempo”
Sergej ha realizzato diversi ritratti di donne tatare, chiedendo cosa significa per loro essere tatare e vivere in una grande città. Questo gruppo etnico vive perlopiù nella Russia centrale, soprattutto in Tatarstan. La capitale della regione è la città di Kazan. La maggior parte dei tatari è musulmana e parla una propria lingua nativa // Guzel, 25 anni, ingegnere: “Provengo da una famiglia tatara, quindi parlo tataro, soprattutto a casa”
Molti di loro non vestono gli abiti tradizionali tatari, non conoscono la lingua e non sono in grado di cucinare cucinare i piatti tradizionali di questo popolo  // Irina, 25 anni, lavora in un centro medico: “Non conosco la lingua tatara. Da piccola capivo e riuscivo a dire qualcosa”
Fotografate dietro a dei pizzi, come fossero veli da sposa, le donne vengono osservate attraverso la lente della propria tradizione culturale. In queste immagini, le donne vengono raffigurate come “Madonne tatare” // Oksana, 23 anni, insegnante in una scuola d’arte: “Mia nonna era tatara. Io mi sono sempre considerata russa, anche se a volte venivo indicata come ‘orientale’. Il colore naturale dei miei capelli è castano chiaro, ma spesso li tingevo di nero. Forse, inconsciamente, volevo sottolineare le mie radici orientali”
Dinara, 28 anni, casalinga. “Sono tatara quasi al cento per cento, ma non parlo la lingua nativa”
Fausia, 18 anni, economista. “Mio marito è russo, mentre io sono tatara. Anche se mio marito è un cristiano ortodosso, io frequento la moschea”
Sveta, 28 anni, disoccupata. “Mia nonna è molto religiosa. Mi porta in moschea, ma non mi lascio coinvolgere. Sono molto lontana dall’Islam”
La vita in una città moderna e i matrimoni con persone di diversa nazionalità e religione stanno facendo scomparire, lentamente, la vera identità di questo popolo. Tuttavia, continua a essere una componente molto importante della personalità di questo popolo // Venera, 34 anni, stilista: “Mi ero sposata con un uomo tataro, ma il matrimonio non è andato bene”