Calmucchia, dove rinasce il buddismo

Una seconda ondata di repressioni avvenne nel 1943, quando un terzo dei calmucchi venne trasferito a forza in Siberia

Una seconda ondata di repressioni avvenne nel 1943, quando un terzo dei calmucchi venne trasferito a forza in Siberia

Anton Agarkov
In una delle regioni più meridionali del Paese sta trovando nuova vita questa religione, quasi del tutto annientata durante il periodo staliniano
Durante gli anni delle persecuzioni di Stalin un terzo della popolazione della Calmucchia, una delle regioni più meridionali della Russia, è stata deportata. Nel Paese veniva perseguitato ogni tipo di religione. Compreso il buddismo
Nel 1941 tutti i monasteri e i templi buddisti sono stati chiusi o distrutti, mentre gli esponenti dell’élite buddista sono stati condannati a morte o sono spariti nei campi di concentramento
Oggi invece è iniziata la ripresa dei Calmucchi. I giovani si stanno dimostrando interessati a salvaguardare la propria lingua e le proprie tradizioni. Vengono organizzati corsi di lingua nazionale gratuiti nel tempio buddista più importante della regione
I leader locali dicono che tutti gli sforzi in questo momento sono orientati non solo verso la ricostruzione dei templi, ma anche per una nuova rinascita della mentalità e della cultura
Negli ultimi anni fuori dalla città di Elista si svolgeva il festival dei tulipani, un evento che attirava artisti e musicisti da tutti gli angoli della repubblica
Le vecchie tradizioni si stanno facendo spazio vicino alle moderne tecnologie: a questo festival, organizzato nel mezzo della steppa, gli ospiti possono trovare wi-fi gratuito
I calmucchi sono molto orgogliosi dei loro tulipani
Anche la danza tradizionale ricorda un tulipano che ondeggia al vento
Nel cuore di questo tempio si trova una statua in oro rappresentante Buddha, alta otto metri: si tratta della più grande d’Europa