Russia, ecco perché i ragazzi si fanno crescere la barba

Ilya Ogarev
Per alcuni è un complemento non solo dell’aspetto, ma della personalità. E sebbene per secoli (dopo il divieto imposto da Pietro il Grande) sia stata stigmatizzata, ora è tornata di moda

Fonte: Ilya OgarevFonte: Ilya Ogarev

Vladimir Skornjakov, musicista. Ha la barba da 11 anni

All’età di dieci anni ho sentito un disco dei Beatles e ho capito che non avrei mai abbandonato questo mondo. Da ragazzo sono andato alla scuola di musica. Dopo molti anni di studi tecnici, battute d’arresto e false partenze, ho finalmente trovato il mio posto. Sono il chitarrista del gruppo funk rock dei Muzgruppalits.

Per tanti anni ho pensato di farmi crescere la barba, ma c’era sempre qualche ostacolo: o le mie ragazze non volevano, o non cresceva bene. Quando tutto si è sistemato, è parso ovvio che io avessi bisogno della barba. Non posso dire se mi ha cambiato: nel frattempo mi sono anche sposato, ho avuto dei bambini e sono invecchiato; è difficile dire cosa abbia influito di più su di me.

Ci sono state volte in cui mi sono tagliato la barba, ed è così buffo! Sembro un ragazzino vecchio. Ma con la barba è impossibile fare alcune cose: non posso leccare la coppetta dopo aver mangiato il gelato, per esempio, o mi imbratterò tutto senza neanche accorgermene.

Molte persone in Russia pensano che avere la barba significhi essere trasandati e poco attenti all’igiene personale, ed anche per questo la barba è vietata nell’esercito. E sì, a volte è vero, se non la curi, la barba si sporca in fretta, ma lo stesso può dirsi di ogni parte del corpo.

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Oleg Prokofiev, barman. Ha la barba da 5 anni

Avevo 16 anni quando mi sono ritrovato per la prima volta dietro al bancone. Da allora in poi è stata la mia carriera. È allo stesso tempo il mio hobby, il mio lavoro, la mia filosofia e quasi la mia religione. A 16 anni capii che era ciò che volevo fare e sono felice che non l’ho solo fatto, ma sono anche cresciuto professionalmente.

I primi peli di barba mi sono spuntati quando avevo quattordici o quindici anni. Ero così orgoglioso! Avevo sempre ammirato gli uomini con la barba e sognavo averla anche io! Ho iniziato a lasciarla crescere a 17 anni e da allora solo un paio di volte mi sono rasato, sempre pentendomi di averlo fatto. Mi prendo cura della mia barba: la spunto, ci passo il balsamo, e la amo! Le persone sembrano darmi più fiducia con una bella e morbida barba, specialmente quando al bar hanno voglia di fare due chiacchiere.

Ero l’unico studente delle scuole superiori con la barba, e ogni tanto qualche ragazzo più piccolo mi si avvicinava per un esprimere un desiderio, come avveniva nella storia sovietica del “Vecchio Khottabych”. (In questo libro di Lazar Lagin, la barba dell’anziano protagonista può far realizzare i desideri, ndr). Mi piaceva la cosa, e glielo lasciavo fare.

La barba è un bell’accessorio per gli uomini, ma ha bisogno di tanta cura e molta attenzione. È quasi a livello dei denti, che vanno sempre lavati, per mantenerli belli e in salute.

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Aleksander Lebedev, casaro. Ha la barba da 5 anni

Correvo nella squadra olimpica russa di pattinaggio su ghiaccio, ma un giorno ho realizzato che dovevo imparare qualche mestiere e alla fine sono diventato casaro. La prima forma di formaggio l’ho fatta nel garage di casa, e ora ho il mio caseificio.

Non c’è un significato speciale dietro alla mia barba. Semplicemente, mi piace. La sento parte di me. Con la barba è come se fossi in completa armonia con me stesso.

Una volta mi sono rasato e nello specchio ho visto una faccia fresca da giovanotto, a cui nessuno porterebbe rispetto.

La cosa strana è che, visto che produco formaggio, devo sempre portare una speciale protezione per coprire la barba.

Di solito sono troppo impegnato per andare dal barbiere. Posso cavarmela da solo anche per mezzo anno. La regolo ogni tanto col rasoio.

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Sergej Kapitanov, insegnante di yoga. Ha la barba da 3 anni

Quando ero adolescente facevo atletica. Dopo gli allenamenti mi sentivo spesso svuotato e stanco, e il mio allenatore mi suggerì di praticare un po’ di yoga. Sono sempre stato molto irascibile. L’arte mi ha aiutato a calmarmi. Ho studiato arte all’Istituto Surikov di Mosca. Ma è stato lo yoga a cambiarmi la vita. E sono diventato un insegnante. Dopo la fine della scuola ho anche smesso di mangiare carne.

Avevo la barba già prima dello yoga. Una volta un mio amico mi citò il modo di dire russo secondo cui “barba significa ricchezza del casato” e suonò bene alle mie orecchie. Dopo, non mi è più piaciuto radermi. Mi dava l’impressione che mi togliesse la linfa vitale; mi pareva di perdere le energie. È strano che nel buddismo non avere capelli e peli significhi che la persona ha meno ostacoli nel suo cammino di conoscenza. Nello yoga, invece, si preferisce avere capelli e barba lunghi, come luogo dove accumulare energia.

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Aleksej Nikolaev, fotografo. Ha la barba da 5 anni

Frequentavo un club di fotografia ai tempi della scuola, ma poi l’ho abbastanza trascurata. Un bel po’ di anni dopo ho iniziato a fare foto da solo e poi è andata così, la prima macchina, i corsi, il miglioramento, e mi sono innamorato del giornalismo. Penso che tutti i fotografi inizino così.

Neanche mi ricordo quando sono stato senza barba. Quando mi sono trasferito a Mosca, i miei capelli hanno come smesso di crescere. Io davo la colpa al clima, ma in ogni caso dovevo farmi crescere qualcos’altro sulla faccia. Per tanto tempo ho tenuto il pizzetto, ma poi, nel 2013, prima di andare in Afghanistan, ho deciso di farmi crescere tutta la barba, e da allora l’ho sempre tenuta di questa lunghezza. L’ho fatto più che altro per adattarmi ai costumi del luogo e sentirmi più a mio agio. Ma ora non penso di radermi più.

Com’era la mia faccia senza barba? Preferisco non ricordare! A volte la barba funziona come una maschera, in qualche caso è necessaria. Una volta, mentre stavo viaggiando in India, un uomo voleva a tutti i costi tingermela con l’henné. È stato difficile resistere. “Sembrerai uno del posto”, mi diceva.

Come molti fumatori con la barba, me la sono bruciata un paio di volte. È stato molto strano. Ho una regola quanto alla cura della mia barba: quando comincia a contendersi con me il cibo, è ora di dargli una bella spuntata. Non vado dal barbiere. Di solito faccio tutto da solo. L’unico posto dove mi sento a mio agio dal barbiere è in Turchia. Questi vecchietti nei saloni turchi sono i migliori barbieri che io abbia mai incontrato.

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Viktor Cheremisin, chef. Ha la barba da 8 anni

Sono cresciuto a Mosca, ed ero un ragazzo disubbidiente e turbolento. A 16 anni sono stato felice di trovare un posto di lavoro in un ristorante di qualità. È passato del tempo, e ora sono uno chef. Non potrei amare più di così il mio lavoro, ma ho anche un hobby: realizzo oggetti in vera pelle e decorazioni per giochi di avventura. Un giorno vorrei avere un gigantesco hangar dove poter fare tutto quel che mi va.

Mi piaceva usare il rasoio a mano libera, e per un bel po’ ho avuto motivi e disegni sulla barba. Ho smesso di andare dal barbiere otto anni fa, e faccio tutto da solo. La barba ti dà disciplina. Una volta me la sono rasata e subito ho realizzato i benefici di averla: copre doppio mento, guance grasse e cicatrici. Quando ho la barba la mia ragazza mi chiama “bombo”. Quando me faccio, divento un “bruco”.

Vorrei che la gente capisse che avere la barba non vuol dire che si è pigri. Prendersene cura è più laborioso che non averla; diventa come il rituale del trucco delle donne!

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Pavel Naskrenski,  specialista di marketing. Ha la barba da 10 anni

Sono nato e cresciuto in Bielorussia e ho frequentato una scuola ordinaria. Alle superiori ho studiato arte e cultura e mi sono diplomato in regia. Dopo ho lavorato principalmente come fotografo e come attore in un teatro per bambini, ma nel 2016 ho deciso di trasferirmi a Mosca. All’inizio ho fatto un paio di lavoretti, ma poi sono diventato parte della più compagnia di marketing più tosta che c’è.

Ho iniziato a farmi crescere la barba alle superiori, ma visto che la mia mamma era insegnante in quello stesso istituto, mi costringeva a radermi all’inizio di ogni anno scolastico. Non mi piace radermi, mi sento “nudo”, senza peli in faccia. C’è stato un anno intero, durante il servizio militare, in cui dovevo farmi la barba ogni giorno. Appena ho finito la naja, me la sono immediatamente lasciata crescere.

Senza la mia barba, sembro un bambino. Completa davvero la mia personalità. In realtà sono una persona felice e positiva e questa barba fiammeggiante lo prova.

A volte per strada la gente mi chiede se è vera. Io ci rido sempre su: no, non l’ho presa in affitto! E altre volte vogliono sapere se l’ho mai tinta. Ma no, mai. Amo la mia barba e penso che sia fantastica così com’è. Come farsene crescere una? Basta aspettare un paio di mesi.

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