Il bizzarro business dei cammelli

: Aleksej Nikolaev
Inizialmente desiderati per le loro caratteristiche esotiche, oggi questi animali vengono allevati nella regione di Astrakhan per produrre latte e lana. Ma c’è anche chi li utilizza per organizzare insolite corse

Fonte: Aleksej NikolaevFonte: Aleksej Nikolaev

Gare di cammelli in Siberia e negli Urali? Ditte che esportano cammelli? Potrà suonare assurdo, ma ai russi queste cose piacciono da pazzi! Ovviamente per avviare un business di questo tipo è necessario possedere svariati ettari di terra, bisogna vantare una certa destrezza nella caccia e avere i contatti giusti. A parte questo, allevare cammelli non è poi così difficile.

I cammelli in Unione Sovietica

Di recente un cammello ha attaccato due persone in un quartiere periferico di Mosca. Si è scoperto infatti che nel cortile di un’abitazione privata vivevano due cammelli, che venivano portati a passeggio come fossero dei mansueti cagnolini. Ma durante un’abituale passeggiata, uno dei due cammelli ha morso due signore incrociate per strada.

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Ovviamente si tratta di un caso eccezionale. In Russia i cammelli vengono allevati solo in alcune regioni del Paese, come ad Astrakhan, vicino al confine con il Kazakhstan. Lì, in una fattoria del posto, vivono circa 500 cammelli.

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In epoca sovietica i cammelli erano visti come animali esotici e spesso venivano importati, anche se in quel periodo era ben difficile poterci fare un business. Oggi ovviamente le cose sono ben diverse.

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“La febbre per questi animali è scoppiata cinque anni fa quando il sindaco locale ha pensato bene di organizzare le corse dei cammelli. All’improvviso la semplice curiosità verso questa specie si è trasformata in una vera e propria mania: zoo, privati cittadini, gente proveniente dalla Finlandia, dalla Svizzera, dalla Norvegia... Poco tempo fa abbiamo inviato cinque cammelli a Chelyabinsk (a 1.800 km da Mosca) a una coppia che organizza corse con i cammelli”, racconta Khalida Yusupova, titolare dell’azienda agricola Zaria dal 1998.

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“Non è un business che richieda un gran investimento – spiega -. Se si possiede un piccolo gruppo di cammelli, non è difficile riuscire a ottenere dei guadagni”.

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Il costo del latte di cammello varia dai 6,6 ai 13,2 dollari al litro e un chilo di lana può costare 0,6 dollari.

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“Ma non è semplice farli riprodurre. I cuccioli nascono in media ogni cinque anni. Non sono conigli! Poi ogni singolo animale vive dai 20 ai 30 anni. Ovviamente è facile dedurre che questi cammelli trascorreranno insieme a noi il resto della propria vita”, commenta Sugunduk, che da 30 anni alleva cammelli all’interno dell’azienda agricola Zaria.

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La principale fonte di guadagno è la vendita stessa della mandria: ogni cammello costa dai 420 ai 750 dollari.

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Ovviamente però la questione climatica non è da sottovalutare. Nella regione di Astrakhan piove una sola volta durante tutta l’estate e, anche se i cammelli sopportano bene l’inverno, ci sono alcune questioni che bisogna superare.

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“Ogni tanto la polizia ci chiama e ci chiede se il cammello che hanno appena recuperato è il nostro”, spiega Sugunduk.

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I cammelli infatti si muovono liberamente in un raggio di 20-80 chilometri e per essere trasferiti da un posto all’altro vengono impiegati gli elicotteri. Ma la gente dell’azienda agricola Zaria non possiede elicotteri.

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“Qui vicino si trova la frontiera kazaka. Ma ai cammelli i confini non importano: li superano senza problemi – racconta, sorridendo, Khalida -. Mi ero sempre immaginata la frontiera così come la vedevo in televisione. Ma nella realtà è ben diversa e non si vede. Infatti una volta mi hanno trattenuta per un giorno e mi hanno multata perché il mio cammello si era spinto oltre il confine kazako”.

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Al giorno d’oggi per poter seguire e monitorare i cammelli viene installato loro un microchip: un sistema non proprio economico ma molto efficiente per tenerli sotto controllo.

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Ma c’è una cosa che non è cambiata con il trascorrere degli anni: la minaccia dei lupi. È per questo che chi lavora con il commercio dei cammelli è sempre affiancato da un cacciatore di lupi esperto. “La caccia al lupo è un lavoro molto duro e quasi insopportabile”, conclude sconsolata Khalida.

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