‏Romanov, i misteri prima della morte

‏È stato pubblicato un libro che ripercorre e indaga i misteri di Casa Ipatjev, a Ekaterinburg, dove la famiglia dell’ultimo imperatore russo fu giustiziata da un plotone di esecuzione. Vitalij Shytov, fotoreporter e storico, ha dedicato quarant’anni a studiare la tragica storia di questo edificio. “Casa Ipatjev: documentario e annali fotografici. 1877-1977” presenta molteplici materiali d’archivio e frutto di indagini, il cui scopo principale è quello di gettare un po’ di luce sul mistero della morte della famiglia dell’ultimo zar / Casa Ipatjev dietro la recinzione. Settembre 1977
‏Casa Ipatjev fu costruita alla fine degli anni ‘80 dell’Ottocento nel luogo in cui prima sorgeva una dacia appartenente all’illustre storico e geografo russo Vasilij Tatishchev, fondatore di Ekaterinburg e Stavropol (oggi Togliatti) / Soldati dell’Armata Rossa e residenti del posto sul portico di Casa Ipatjev. 1927
‏Nel 1908, la casa fu acquistata dall’ingegnere minerario Nikolai Ipatjev. Nel 1918, dopo la rivoluzione e la destituzione dello zar, fu requisita dal governo. Una volta espulse le autorità sovietiche, per un certo periodo la casa tornò al precedente proprietario, che presto espatriò dalla Russia sovietica / Dintorni di Ekaterinburg. Monumento commemorativo dedicato ai Romanov nella vecchia strada Koptyakovskaya
‏Nell’aprile del 1918, mentre Ipatjev era via, le autorità locali requisirono la casa e tutto intorno all’edificio fu costruita una recinzione. La famiglia dello zar Nicola II, a quei tempi in esilio a Ekaterinburg, vi fu trasferita il 30 aprile e lì rimase rinchiusa per 78 giorni prima di essere giustiziata nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 / Le armi del regicidio: la Mauser № 161474 di Ermakov
‏Il plotone di esecuzione agli ordini di Jakov Jurovsky, comandante di Casa Ipatjev. Shytov dice che nel corso delle ricerche per il suo libro la sua attenzione è stata per lo più attratta dagli appunti del regicida Jurovsky Uno dei suoi taccuini conteneva la trascrizione segreta di un incontro tra bolscevichi avvenuto nel 1934 negli Urali, dove abitavano i Romanov / Un gruppo di bolscevichi urali alla “tomba” dei Romanov, il posto nel quale si presume che siano stati seppelliti dopo essere stati giustiziati
‏Uno dei regicidi, il rivoluzionario Peter Ermakov, su un ponticello sovrastante alcune persone che dormono nel burrone di Porosenkov, dove erano stati nascosti i corpi dei membri della famiglia imperiale e dei loro domestici. 1924. Secondo la guardia Strekotin, Peter Ermakov diede il colpo di grazia ai membri agonizzanti della famiglia con una baionetta
‏Ganina Jama (Il pozzo di Ganya). Il ricercatore Nikolai Sokolov presso un falò. Nikolai Sokolov ha dedicato l’intera vita a raccogliere documenti e prove relative all’assassinio dei Romanov. La sua ricerca è stata fondamentale per il libro “L’assassinio della famiglia imperiale: dagli appunti dell’investigatore giudiziario N.A. Sokolov”, pubblicato nel 1925, in cui, secondo alcuni, sarebbero evidenti gli interventi di una terza parte. A causa di ciò, si dubita della piena autorevolezza di Sokolov
‏In periodi diversi, Casa Ipatjev ospitò il Museo antireligioso, il Consiglio degli atei, l’Ufficio del rettore dell’università comunista uralo-siberiana, un ostello per evacuati, un dipartimento dell’Istituto di cultura, e un archivio del partito regionale. Durante la Grande guerra patriottica, la Casa fu utilizzata per immagazzinare opere esposte all’Ermitage e traslocate da Leningrado / Burrone di Porosenkov. Monumento commemorativo dedicato ai Romanov. Una croce celebrativa nel luogo dove furono nascosti i resti dello zar Aleksei e di sua sorella Maria
‏La Casa fu demolita per ordine del Politburo, dato che richiamava e risvegliava fin troppo interesse tra i visitatori e i residenti. Nel 1977 fu quindi abbattuta. Vitalij Shytov fu l’unico giornalista a scattare una foto di quel momento con una macchina fotografica nascosta / L’abbattimento di Casa Ipatjev. 16 settembre, 1977
‏ “La demolizione della Casa fu eseguita di nascosto il 16 settembre 1977, sotto il controllo dei servizi di sicurezza. La casa era stata recintata e nessun giornalista fu autorizzato ad assistere alla sua demolizione. Io scattai le mie foto da un autobus, da una distanza di 20-30 metri. I servizi di sicurezza invece fotografarono la demolizione a scopi ufficiali. Le mie immagini però sono più generiche” dice Shitov \ Cronaca della distruzione di Casa Ipatjev. Fotografie scattate in esclusiva da Vitalij Shitov, Sverdlovsk (Ekaterinburg). 16-17 settembre 1977
‏Shitov è in possesso di alcuni manufatti rimasti dopo la distruzione di Casa Ipatjev: tra di essi vi sono maniglie di bronzo, strisce di carta da parati, lo sportello del forno d’ottone… Oggi questi oggetti sono esposti nel Museo in memoria dei Romanov di Ekaterinburg / Casa Ipatjev. Scorcio della parte sudorientale del seminterrato. 1977
‏Gli archivi furono finalmente aperti nel 1990, e da allora Vitalij Shitov vi ha raccolto informazioni sulla sorte del proprietario della casa e sulla morte della famiglia imperiale. Il libro contiene materiali provenienti da convegni svoltisi in tutto il mondo dai quali gli studiosi – antropologi, archeologi, genetisti – sono giunti alla conclusione che i resti della famiglia imperiale rinvenuti sono autentici / Casa Ipatjev. Sala da pranzo. La famiglia imperiale fu condotta qui prima di essere trasferita nel seminterrato
‏Nel 2003, nel luogo dove sorgeva un tempo Casa Ipatjev, è stata eretta la Cattedrale sul Sangue, una delle più grandi chiese ortodosse di tutta la Russia / Casa Ipatjev. La stanza dell’esecuzione. 1918

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