Corea, come si difende la Russia in Estremo Oriente

3 maggio 2017 Nikolaj Litovkin, RBTH
Con l’escalation di tensioni nella penisola coreana, il sistema di difesa missilistico russo è stato allertato al massimo grado e la stampa riporta il presunto trasferimento di mezzi tecnologico-militari verso i confini del Paese

Soldati nel distretto militare orientale. Fonte: Evgenij Yepanchintsev/RIA NovostiSoldati nel distretto militare orientale. Fonte: Evgenij Yepanchintsev/RIA Novosti

“La Russia segue con estrema preoccupazione lo svolgersi degli eventi nella Repubblica popolare democratica di Corea”. Questa la dichiarazione del presidente della Commissione Difesa della Camera Alta russa, Viktor Ozerov, il quale ha precisato che il governo non considera il territorio della Russia un obiettivo dei lanci missilistici dei vicini nordcoreani.

“Ma d’altro canto la tecnologia è pur sempre tecnologia e i nostri militari faranno tutto ciò che è in loro potere per scongiurare il rischio che dei missili possano casualmente colpire il territorio della Russia”, ha affermato il rappresentante della Camera Alta del Parlamento russo.

A tale scopo nell’Estremo Oriente russo sono in corso manovre supplementari e si sta verificando l’adeguata preparazione dei contingenti umani nel caso di un eventuale conflitto ai confini del Paese.

Cosa presuppone l’allerta “al massimo grado” dei sistemi di difesa missilistici?

“Un missile nordcoreano potrebbe finire se trasportato ‘dal vento’ fino da noi. Affinché ciò non accada tutti gli ufficiali delle unità di difesa missilistica in Estremo Oriente devono essere richiamati per essere immediatamente reperibili nelle basi di loro pertinenza”, ha spiegato a Rbth Aleksej Ramm, analista militare del giornale Izvestija.

Così nella regione sono stati dispiegati anche altri complessi missilistici S-400 specializzati in grado di annientare dei missili balistici nemici a una distanza di 400 km.

Secondo Ramm, finora i sistemi di difesa antimissile erano stati allertati solo per monitorare i cieli e gli obiettivi aerei senza che i loro dispositivi di lancio fossero attivati, ma adesso sono pronti a distruggere fulmineamente eventuali missili nemici lanciati in direzione della Russia.

“Di conseguenza sono state predisposte e prelevate dai depositi anche munizioni supplementari per i sistemi di difesa antiaerea. E si sta effettuando un controllo a tappeto dei sistemi e dei congegni di difesa antimissile”, aggiunge l’analista.

Le voci sul trasferimento di mezzi tecnologico-militari e di armamenti al confine con la Corea del Nord

Alla fine di aprile gli abitanti dell’Estremo Oriente russo hanno cominciato a scambiarsi dei video dai quali sembrava che i militari stessero trasferendo mezzi tecnologico-militari pesanti attraverso Khabarovsk nel Territorio del Litorale verso i confini con la Corea del Nord.

“Dite sempre che tutte le notizie che arrivano dalla Corea sono delle sciocchezze e invece oggi 16 aprile, giorno di Pasqua, è già transitato il terzo convoglio che trasporta mezzi militarie armamenti. Allora non è vero che le cose sono poi tanto semplici. Forse sta succedendo qualcosa al confine con la Corea”, commenta una voce fuori campo dell’autore del video.

Tuttavia, secondo Aleksandr Gordeev, responsabile dell’ufficio stampa del Circondario militare orientale, i mezzi tecnologici trasferiti sarebbero serviti per le manovre effettuate il 29 aprile.

“Non potrei dire nel concreto di quali contingenti si tratti, ma i mezzi sono stati trasferiti nelle regioni in base al piano di verifica dei risultati delle manovre del periodo invernale”, ha spiegato il rappresentante del Ministero della Difesa.

A suo avviso, le truppe si muoverebbero in direzione dei nuovi poligoni per adempiere a degli obiettivi militari, ma in una località che resta ignota. “Di recente abbiamo concluso un monitoraggio simile nel distretto della Transbajkalia. Con ogni probabilità il contingente ritrasferirà i mezzi tecnologici nella base di dislocazione permanente”, afferma Gordeev.

La Russia potrebbe essere coinvolta nel conflitto?

Gli esperti ritengono poco probabile che i reparti e le unità dell’esercito vengano impiegati in azioni dirette, ma ora è importante monitorare lo stato di allerta e di preparazione dei contingenti in previsione dei possibili scenari.

“Esistono varie modalità di controllo: la mobilitazione verso le basi di dislocazione, il dispiegamento dei sistemi di difesa antimissile, il monitoraggio a tappeto degli obiettivi aerei e la trasmissione di dati alla base di comando che deve decidere quale soluzione adottare. Si tratta della consueta routine militare impiegata in tutto il mondo nel corso delle manovre e delle azioni militari in prossimità delle zone di confine”, spiega Vadim Kozjulin, professore dell’Accademia di Scienze militari.

Con ciò l’esperto ritiene che anche nel caso in cui i militari si trovassero nella condizione di dover distruggere un missile della Corea del Nord, Mosca non interverrebbe nel conflitto nordcoreano.

“Rilasceremo una nota di protesta e riprenderà la solita routine politica e diplomatica tipica di questi casi, ma non ci faremo mai coinvolgere in un grande conflitto”, conclude Kozjulin.

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