Brics e SCO, doppio summit a Ufa

Il Presidente russo Vladimir Putin con il Presidente brasiliano Dilma Rousseff (Foto: Reuters)

Il Presidente russo Vladimir Putin con il Presidente brasiliano Dilma Rousseff (Foto: Reuters)

La capitale della Baschiria ospita due incontri di importanza strategica sul piano internazionale: il VII summit delle economie emergenti e il vertice dell’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione. Durante il vertice dei Brics verrà formalizzato l’avvio della Nuova Banca di Sviluppo e del Fondo di Riserva

Ufa, la città della Baschiria, ospiterà in questi giorni gli incontri di due importanti realtà internazionali: l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (Shanghai Cooperation Organisation, SCO) e quella dei Paesi Brics. I leader dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si incontrano oggi per il settimo vertice. 

I colloqui inizieranno nella serata di oggi, 8 luglio, con una cena tra il Presidente russo Vladimir Putin e i leader delle altre quattro maggiori economie emergenti.
Alla vigilia del vertice, il capo del Cremlino aveva dichiarato che la Russia lavorerà per “approvare una strategia di cooperazione economica tra i Brics”. 

“La realizzazione delle riforme del sistema di direzione del Fondo Monetario Internazionale e l’incremento del ruolo delle economie emergenti continuano a essere tematiche molto attuali”, ha dichiarato il consigliere del Presidente russo, Yuri Ushakov. 

 
La politica comune dei Brics

Durante il vertice verrà inoltre formalizzato l’avvio della Nuova Banca di Sviluppo e del Fondo di Riserva. La creazione della banca (che si basa su un capitale di 50 miliardi di dollari e arriverà a 100 miliardi) aveva preso il via l’anno scorso durante il vertice di Fortaleza. La sede sarà a Shangai e ci sarà una rotazione nella presidenza, il cui primo mandato spetterà all’India. 

I paesi membri hanno dichiarato che il lavoro principale della Banca sarà stimolare la creazione di infrastrutture e lo sviluppo delle regioni meridionali. È da anni infatti che i paesi emergenti reclamano una riforma del FMI e della Banca Mondiale, dominata dai paesi occidentali. Continuando a scontrarsi con continui rifiuti, si è deciso di creare questa nuova istituzione, che al momento vanta un capitale di gran lunga inferiore rispetto a quello della Banca Mondiale, ma contribuirà a creare un nuovo equilibrio finanziario a livello internazionale. 

Verrà quindi avviato il Fondo di Riserva: con un capitale di 100 miliardi di dollari, avrà l’obiettivo di prestare assistenza a qualsiasi componente del gruppo in caso di crisi finanziaria. La Cina contribuisce con 41 miliardi, Brasile, Russia e India con 18 miliardi, mentre il Sudafrica con 5 miliardi. Le basi di questa nuova istituzione sono state gettate a Fortaleza. 

I leader dei Brics tuttavia non si limiteranno a ridisegnare gli equilibri economici mondiali, ma puntano a rimescolare le carte anche dell’assetto politico: “Durante l’incontro si affronteranno tutte le tematiche più attuali dell’agenda internazionale - ha spiegato Ushakov -, compresa la questione ucraina, la crisi greca e la minaccia del terrorismo di matrice islamica”. 

La Russia ha ottenuto la presidenza lo scorso 1° aprile. Da allora, il capo del Cremlino Vladimir Putin ha ribadito la necessità che il gruppo riesca a ottenere maggior protagonismo politico. “Il programma della presidenza russa prevede la realizzazione di circa 110 misure finalizzate a sviluppare la cooperazione in diverse sfere”, ha aggiunto Ushakov. 

Durante il summit, Putin affronterà incontri bilaterali con il presidente del Brasile Dilma Rousseff e con il presidente cinese Xi Jinping. 

Il summit dell’Organizzazione di Shangai per la cooperazione

In questi giorni Ufa accoglierà anche il summit dell’Organizzazione di Shangai per la cooperazione (struttura regionale nata nel 2001 e che coinvolge Cina Popolare, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan ed Uzbekistan). Tra le tematiche che verranno affrontate ci saranno l’accettazione di nuovi membri come India e Pakistan e la valutazione sulla possibile adesione dell’Iran. 

Durante il summit si cercherà poi di delineare una politica di sviluppo per il 2025, dove Cina e Russia saranno i paesi con maggior peso. Anche se non se ne conoscono i dettagli, pare che non ci siano i presupposti per stabilire un blocco politico-militare.

Secondo fonti diplomatiche russe, “l’Organizzazione di Shangai per la cooperazione non ha una linea militare. Per questo esiste già il Trattato di Sicurezza collettiva”. 

Priorità assoluta l’avranno i progetti economici, sia a livello di infrastrutture sia a livello tecnologico. Durante il vertice si discuterà poi di come contrastare l’estremismo religioso. 

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