Ucraina, la pace passa da Minsk

Il segretario di Stato americano John Kerry a Sochi per incontrare il Presidente russo Vladimir Putin e il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov (Foto: EPA)

Il segretario di Stato americano John Kerry a Sochi per incontrare il Presidente russo Vladimir Putin e il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov (Foto: EPA)

Il segretario di stato americano John Kerry ha discusso di persona la crisi con il Presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Affari Esteri Sergei Lavrov

Per la prima volta dall’inizio della crisi ucraina, un alto responsabile Usa ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin. Il 12 maggio il segretario di Stato americano, John Kerry, ha visitato per la prima volta, negli ultimi due anni, la Russia, conducendo ore di trattative con il collega Sergei Lavrov e il Presidente russo Vladimir Putin. Al Cremlino, declinano la possibilità di una svolta nei rapporti fra Mosca e Washington, ma gli esperti russi sono convinti che i risultati degli incontri a Sochi incidano seriamente sul meccanismo di regolazione della crisi ucraina, includendo di fatto gli Stati Uniti nel “formato normanno”.

“La via migliore alla pace”

Parlando dei trascorsi colloqui, l'assistente del Presidente della Russia, Jurij Ushakov, ha detto che non si è trattato di una svolta, ma quantomeno di contatti aperti e cordiali. Lavrov ha dichiarato che il suo incontro con il collega statunitense si è svolto nel migliore dei modi. Anche Kerry ha sottolineato la sincerità, l'apertura nelle trattative con la leadership russa e parlando dell'Ucraina, ha definito gli accordi di pace di Minsk “la migliore e più importante via alla pace”. “Essi devono essere adottati nel modo più pieno”, ha affermato il capo del dipartimento di stato.

 
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Durante il briefing al termine dei negoziati, Kerry, commentando le dichiarazioni del Presidente ucraino Petro Poroshenko sulla volontà di Kiev di riprendere il controllo dell'aeroporto di Donetsk caduto sotto il controllo dei miliziani, ha detto che preferirebbe vedere il leader ucraino ripensare le proprie posizioni. Secondo le parole del segretario di stato, in caso contrario, gli accordi di Minsk si troverebbero sotto “una grave minaccia”.

 Le dichiarazioni di Kerry a Sochi sono in un certo senso simboliche, ha dichiarato a RBTH il vice preside della facoltà di economia mondiale VshE, Andrei Suzdaltsev. Come ha evidenziato il politologo, il segretario di stato americano ha in sostanza promesso di fare pressione su Kiev, ammettendo per la prima volta che gli accordi di Minsk sono stati violati da entrambe le parti, e non solo dai miliziani delle repubbliche popolari o dalla Russia, come in precedenza si sosteneva a Washington.

Un accordo fondamentale

Secondo l'opinione degli osservatori, le due parti a Sochi sono riuscite a raggiungere accordi fondamentali riguardanti la situazione ucraina. Gli USA ora eserciteranno ulteriore influenza su Kiev per assicurare la piena esecuzione degli accordi di Minsk, mentre Mosca, da parte sua, userà tutta la sua influenza sulle repubbliche autoproclamate del Donbass. La base comune di questo risultato sono stati gli accordi di Minsk, aspetto questo molto importante per Mosca, in quanto garante della realizzazione dei piani, sottolinea a RBTH il capo del dipartimento europeo di sicurezza dell'Istituto d'Europa RAN, Dmitri Danilov.

Se in precedenza gli USA si limitavano al riconoscimento politico o diplomatico dell'importanza degli accordi di Minsk, ora gli Stati Uniti lavoreranno direttamente sul campo della regolazione della crisi ucraina, fa notare il politologo. Ciò aumenta le probabilità di far tornare la pace nella regione, se si tiene conto dei legami insolitamente stretti fra Kiev e Washington, afferma il politologo. Gli esperti suppongono che gli USA si siano in sostanza uniti al formato normanno (Russia, Germania, Francia, Ucraina). “Di fatto, anche gli USA sono entrati nel meccanismo di questi colloqui. Noi (Mosca, ndr) lo abbiamo richiesto ma non eravamo certi che avrebbero accettato. Obama ha deciso di fare un prudente e meditato passo verso di noi”, ha dichiarato il direttore generale del Centro delle tecnologie politiche, Igor Bunin.

“Un momento critico”

Dopo i colloqui di Sochi, Kerry ha discusso la realizzazione degli accordi di Minsk al telefono con il Presidente Poroshenko e durante l'incontro personale con il capo del Ministero degli Esteri ucraino Pavlo Klimkin al summit NATO nella città turca di Adalia. In Turchia, come riportano i media, benché Kerry abbia tradizionalmente dichiarato che gli accordi di Minsk debbano essere rispettati dalla Russia e dai separatisti, ha aggiunto che “ora è sopraggiunto il momento critico per agire”. Secondo l'opinione di Danilov, il carattere positivo degli incontri a Sochi costituisce la chiave per il proseguimento del dialogo russo-americano in futuro.

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