Forum Eurasiatico, Rosneft corteggia l’Italia

Il Forum Eurasiatico di Verona ha coinvolto oltre 700 aziende e 60 relatori in rappresentanza di otto paesi eurasiatici presenti (Foto: Evgeny Utkin)

Il Forum Eurasiatico di Verona ha coinvolto oltre 700 aziende e 60 relatori in rappresentanza di otto paesi eurasiatici presenti (Foto: Evgeny Utkin)

Da Verona, il numero uno del colosso petrolifero russo si dice pronto a investire nuovamente nel Belpaese. Coro di “no” alle sanzioni contro la Russia. Romano Prodi: “Sono un suicidio collettivo”. Il vice ministro russo degli Affari Esteri Alexei Meshkov: “Nel 2015 l’Europa potrebbe perdere 50 miliardi di euro”

Un anno fa, al secondo Forum Eurasiatico di Verona, il consigliere di Vladimir Putin, Sergei Glaziev, aveva prospettato uno scenario ucraino che sfortunatamente si è materializzato nel corso del 2014. All’epoca pochi in Europa ci avrebbero creduto. Ma adesso lo scenario internazionale è radicalmente cambiato e la parola Russia è spesso associata a epiteti negativi. Non però al forum Eurasiatico di Verona, che si è rivelato un successo. A cominciare dalla presenza di aziende e uomini d’affari interessati a lavorare con la Russia, passando per tanti singoli imprenditori che chiedono solo di poter fare business senza barriere politiche. Quindi, dalle parole di Romano Prodi “Le sanzioni sono un suicidio collettivo” all’ultimo agricoltore veneto, il coro è stato unanime. 

“Il clima delle sanzioni ha portato alla caccia delle streghe”, ha detto Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, nonché ideatore del Forum. “Una vera e propria sciagura per il made in Italy”, ma non per la Russia. “Il paese che ha sconfitto Napoleone e Hitler, certamente non si piega alle sanzioni”, sottolinea Fallico. 


Il tavolo dei relatori (Foto: Evgeny Utkin)

In Europa l’opinione pubblica crede che le grandi aziende russe siano in difficoltà e che siano a corto di liquidità. Ma quando Igor Sechin, presidente e CEO di Rosneft - la più grande compagnia di petrolio quotata nel mondo - sale in cattedra racconta un’altra verità: che Rosneft sta bene, che ha tanto cash per i suoi nuovi sviluppi e per le nuove acquisizioni, e – soprattutto - che non ce l’ha con l’Italia. Quindi, qualora ci fosse la possibilità di investimenti interessanti sul mercato italiano, il colosso dell’energia potrebbe approfittarne, come d’altronde è già successo in passato. Rosneft si appresta a comprare Saipem? Nonostante le voci che circolano tra la stampa, per il momento il gigante dell’energia russo non ha espresso alcuna intenzione riguardo all’acquisto della società italiana.

“Non esiste una proposta del genere sul mercato – ha detto Sechin a Verona, parlando con la stampa di una eventuale cessione di Saipem -, e non  mi piace parlare di fantascienza, sono concreto. Quando e se questa proposta si presenterà avremo la possibilità di pensarci”.

Le parole di Sechin sono però bastate per invertire la tendenza in negativo delle quotazioni di Saipem, che da una perdita dell’1% sono salite a un + 1,2% dopo il discorso del presidente di Rosneft. In realtà, Igor Sechin non si riferisce solo all’Italia, ma a tante altre aziende in molte parti del mondo.

Lo stesso discorso vale per Eni: “Un partner importante", lo ha definito Sechin,  guidato da "un petroliere professionista con tanta esperienza e che risolve le questioni riguardanti l’azienda con intelligenza e brillantezza”. Il “petroliere” di cui parla Sechin è Claudio Descalzi, l’AD del cane a sei zampe. 

I progetti comuni vanno bene (“in particolare quelli del mare di Barents e del Mar Nero dove l'Eni sta facendo dei passi necessari per avere le licenze”), ma se Eni decidesse di abbandonare i suoi piani, “andremo da soli”, avverte Sechin. E per Eni vale la stessa regola usata per Saipem: “Quando sarà sul mercato decideremo”, dichiara Sechin e poi aggiunge: “Dite ai vostri manager che anche il governo russo sta pensando di diminuire il suo peso in Rosneft”. Perciò,  quando ce ne sarà occasione, si potrà anche comprare (il prezzo di estrazione del greggio di Rosneft è tre volte più economico di quello di Eni ed è migliore di quello di tutte le altre compagnie nel mondo, stando – almeno - alle slides mostrate da Sechin alla platea del forum di Verona). 

"Chi agisce contro il mercato va contro se stesso - sottolinea Sechin -. L’assenza di relazioni tra Europa e Russia crea un rischio per milioni di consumatori", aggiunge l’AD di Rosneft che, invece, crede sia indispensabile "rafforzare la sinergia naturale” che c'è tra Mosca e Bruxelles.

Sulla stessa linea di Sechin anche Romano Prodi. L’ex presidente del Consiglio italiano è convinto che l’Europa stia commettendo un grave errore strategico nel “giocare la sua partita politica con le carte di un altro”. Per questo, sulla questione Ucraina e sulle sanzioni, Prodi consiglia a Bruxelles di “fare un passo indietro per poter fare un grande passo in avanti” nei rapporti con la Russia, storicamente paese amico dell’Unione europea. 

“Le sanzioni significano per l’Europa una perdita di 40 miliardi quest’anno e di 50 miliardi per il 2015, ma la Russia rimarrà un partner sicuro e affidabile per l’Italia”. Ne è convinto il Vice ministro degli Affari esteri russo, Alexei Meshkov, che dal palco del forum Eurasiatico di Verona ha aggiunto: “Putin ha avuto incontri molto positivi all’Asem di Milano nei giorni scorsi e sono convinto che alla fine potremo uscire da questa crisi che non serve a nessuno e ricominciare a collaborare con il vostro Paese”. 

“Le sanzioni – ha concluso l’ex ambasciatore a Roma -, hanno però stimolato in Russia attività e progetti importanti per la modernizzazione dell'economia, ad esempio in agricoltura”. Ma, alla fine, Meshkov ha scherzato con Prodi sul fatto che ogni Paese ha la sua ricchezza, “L’Italia ha l’olio e noi il petrolio”.  

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