Anti-terrorismo, Londra torna a cooperare con Mosca

Il premier britannico David Cameron con il Presidente russo Vladimir Putin a Sochi (Foto: Ap)

Il premier britannico David Cameron con il Presidente russo Vladimir Putin a Sochi (Foto: Ap)

Secondo gli esperti, gli attentati di Boston avrebbero indotto il Regno Unito a smettere di politicizzare la propria collaborazione con i servizi segreti russi

I servizi segreti di Russia e Regno Unito riprenderanno a collaborare. Ad annunciarlo è stato il primo ministro britannico David Cameron in seguito all’incontro con il Presidente russo Vladimir Putin, avvenuto a Sochi il 10 maggio 2013. Il Regno Unito sembrerebbe pronto a voltare pagina dopo la vicenda dell’ex agente del Kgb Aleksandr Litvinenko, avvelenato nel 2006 a Londra con il polonio-210.

Parlando con i giornalisti dopo il suo incontro con Putin, nel quale si è discusso inoltre della crisi siriana e dei rapporti economici bilaterali, Cameron ha dichiarato di aver affrontato con il Presidente russo anche il tema della sicurezza alle Olimpiadi invernali che si terranno a Sochi nel 2014. “Il Presidente Putin ed io siamo giunti alla conclusione che in occasione delle Olimpiadi i nostri servizi segreti dovrebbero collaborare in parte”.

Dmitri Peskov, portavoce di Putin, ha detto: “Il rapporto tra i servizi segreti era stato interrotto per iniziativa dei britannici, ma siano felici di constatare la loro disponibilità a cooperare in nome della sicurezza delle Olimpiadi di Sochi”.

Nel 2006 Londra aveva indicato l’ex agente del Kgb Andrei Lugovoi come principale sospettato dell’avvelenamento di Litvinenko, chiedendone l’estradizione. Mosca però si rifiutò di dare il proprio consenso. La disputa assunse toni sgradevoli, e l’ambasciatore britannico in Russia consigliò pubblicamente al Cremlino di emendare la Costituzione al fine di permettere l’estradizione.

Nel 2011, durante i colloqui con Dmitri Medvedev, Cameron si rifiutò di scendere a compromesso con Mosca riguardo al caso. “Su questo punto -, disse all’epoca il premier britannico, - i due governi divergono. Non intendiamo in alcun modo minimizzare l’accaduto”.

La situazione oggi sta cambiando e quello delle Olimpiadi di Sochi non è l’unico tema di sicurezza attualmente all’ordine del giorno.

L’attentato di Boston – o piuttosto il disinteresse con cui i servizi segreti Usa hanno accolto gli avvertimenti giunti da Mosca riguardo alla presunta pericolosità dei fratelli Tsarnaev – ha assunto un significato politico. E pare che nel Regno Unito stia accadendo altrettanto.

La cooperazione tra servizi segreti russi e statunitensi era iniziata subito dopo la caduta dell’Urss, per poi intensificarsi all’indomani dell’11 settembre. Tuttavia, stando a Sergei Shestov, colonnello di riserva del Kgb nonché presidente dell’associazione veterani delle Forze speciali Vympel, gli americani avrebbero sempre accolto i rapporti provenienti da Mosca con una certa “arroganza”.

Il dato appare confermato da un editoriale del Washington Post. Stando al quotidiano, l’Fbi potrebbe aver creduto che Tamerlan Tsarnaev non rappresentasse alcuna minaccia, “avendo motivo di accogliere con scetticismo gli avvertimenti della Russia riguardo agli emigrati ceceni, che Mosca considera spesso, sbagliando, dei terroristi”.

Il Congresso Usa sta rivolgendo all’Fbi delle domande delicate. Il senatore repubblicano Lindsey Graham ha criticato l’Fbi per non essere riuscita a prevenire l’attentato.

“Non crede che una delle prime cose che l’Fbi avrebbe dovuto fare sarebbe stata quella di domandarsi: Abbiamo mai interrogato qualcuno nella zona di Boston il cui profilo potrebbe essere compatibile con questo gesto?. Com’è possibile che il nome del fratello maggiore non sia saltato fuori? E com’è possibile che avendo a disposizione una sua foto, che è stata mostra al mondo intero, non siate riusciti a risalire a lui, dal momento che una sua foto era presente anche nei vostri archivi?”.

Il 7 maggio 2013 Robert Mueller, direttore dell’Fbi, si è recato in visita a Mosca per incontrare i suoi omologhi russi. La visita è stata annunciata su Facebook da Michael McFaul, ambasciatore Usa in Russia. Il portavoce dell’Fbi Michael Kortan ha dichiarato all’Associated Press che Mueller e i vertici dei servizi segreti russi hanno discusso delle indagini relative agli attentati di Boston.

Il grande risalto che è stato dato alla visita dovrebbe mitigare le critiche nei confronti dell’Fbi, così come la dichiarazione resa questo mese dal segretario di Stato John Kerry il primo giorno della sua visita a Mosca: “Sono contento che i nostri uomini stiano lavorando insieme all’attentato di Boston. Apprezziamo il loro operato”.

Prima della visita di Cameron a Sochi, il direttore della rivista Natsionalnaya Oborona (Difesa nazionale) Igor Korotchenko aveva affermato che il Regno Unito tornerà forse  tornare a cooperare con i servizi segreti russi. Per Londra, infatti, un’ulteriore politicizzazione di questi rapporti potrebbe rivelarsi politicamente controproducente.

Andrej Iljashenko è editorialista sui temi del Medio Oriente per diversi media russi e riviste militari

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