Respinti dalla mamma, due cuccioli di orso polare sono stati adottati dal personale dello zoo

Pixabay
È successo a Gelendzhik, una località sulle rive del Mar Nero, dove i piccoli sono stati accuditi da sei dipendenti del parco zoologico: “Un evento eccezionale. Per fortuna non sono più in pericolo di vita”

Due cuccioli di orso polare, un maschio e una femmina, sono nati all'inizio di dicembre nello zoo di Gelendzhik, una località balneare sulle rive del Mar Nero. Ma, respinti dalla loro mamma, sono stati adottati dai dipendenti del parco zoologico. La notizia è stata pubblicata dal Siberian Times.

“Purtroppo Seryozhka, la madre, non ha mostrato alcun segno di istinto materno - ha detto Elena Milovidova, vice direttrice dello zoo -. Abbiamo dovuto portare via i cuccioli e sei di noi, me compresa, hanno fatto da madri ai piccolini, tenendoli costantemente d'occhio per assicurarsi che fossero al caldo e che avessero abbastanza latte”.

Al di là della tenerezza della storia, si tratta di un evento importante per la comunità zoologica, per via della rarità dell’evento e di come è stato gestito: “Si tratta non solo di un’esperienza unica per noi, ma anche di un evento incredibilmente interessante per il resto del mondo, visto che in totale, negli ultimi 50 anni, si contano meno di 20 cuccioli polari cresciuti [con successo] in cattività senza l'aiuto della madre. Una statistica che non è paragonabile a nessun altro animale selvatico, come gli elefanti o gli orangotanghi”, ha aggiunto Milovidova.

Nutrire un animale di questo tipo, infatti, è quasi impossibile, e nemmeno la presenza del padre è d'aiuto, visto che in natura non ha alcun ruolo nella crescita dei piccoli.

Fra le varie misure adottate dal personale, c’è stata la somministrazione di siero ai cuccioli, per garantire loro una prima stimolazione immunitaria, di solito fornita dal latte materno. Sforzi che sembrano dare i primi risultati: le due “palle di pelo” ancora senza nome hanno finalmente aperto gli occhi, e le loro madri adottive sono state ridotte a quattro, visto che per fortuna i piccolini non sono più in pericolo di vita.

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