L’amore dei russi per la pesca su ghiaccio (sottozero)

Aleksandr Hitrov
Ogni anno, in inverno, laghi e fiumi ghiacciati vengono presi d’assalto dai pescatori: “Così riscopriamo il legame con la natura”

Il 28 dicembre 2020, 45 uomini provenienti da diverse parti della Russia, armati di ami e canne da pesca, si sono recati sul lago artificiale ghiacciato di Kotovskij, nella regione di Tambov (418 km da Mosca). Sotto i cappucci impermeabili spuntavano i nasi arrossati dal freddo, e ogni due metri facevano capolino i pali a trivella per forare il ghiaccio. 

In questo periodo nessuno usa esche: è vietato; e solo lucci e pesce persico lunghi almeno 32 cm sono considerati degni di essere catturati. 

“Non si tratta semplicemente di fare un buco: bisogna invogliare il pesce con movimenti a scatti”, ha commentato un reporter di Vesti.Tambov TV presentando la gara di pesca invernale che si svolge ogni anno in diverse regioni della Russia.

Si tratta di un evento importante e molto seguito dai russi che praticano la pesca sportiva. Ma, al di là delle competizioni, l’usanza di pescare su fiumi e laghi ghiacciati è diffusa a scopo puramente ricreativo fin dall’epoca sovietica.

“Diverse volte all'anno, dagli anni '60 al 1995, mio padre, Valentin Kozlov, andava a pescare nel nord della Russia in inverno, e a volte mi portava con sé - ricorda Olga, residente nella regione di Mosca -. Tutto quello che pescavamo, lo mettevamo sotto sale per portarlo poi a casa. Eravamo felici di pescare qualsiasi cosa, grande o piccola che fosse... Era la mia tradizione preferita”.

Come racconta Olga, la pesca invernale è sempre stata una buona scusa per bere, sia durante che dopo. Provate voi, infatti, a stare seduti sul ghiaccio per 5-7 ore, con temperature abbondantemente sotto lo zero! 

Così come racconta Yurij Mosolov, 74 anni, residente a Mosca e pescatore esperto, molti hanno ereditato questo hobby dal padre. 

“Nel mio caso, tutto è iniziato 69 anni fa, quando i miei genitori mi portarono nel villaggio di mio nonno, sul Volga, per le vacanze; lì tutti erano pescatori. Hanno cominciato a portarmi a pescare sul ghiaccio quando io frequentavo appena la prima elementare. Che ti piaccia o no, ti entra nel sangue”, dice Mosolov. 

In Russia non ci sono grandi restrizioni sulla pesca, ad eccezione delle zone destinate all'allevamento ittico. Pertanto, ogni anno i pescatori si recano ovunque ci sia uno specchio d’acqua ghiacciato. 

Ecco come si presenta il festival della pesca sul ghiaccio a Vladivostok:

E quello della regione di Ivanovo:

Molti pescatori stanno seduti con la canna dall'alba al tramonto:

Per il pescatore Artem Vorovin, della regione di Kaliningrad, la pesca invernale è una fonte fondamentale di adrenalina: “La pesca su ghiaccio e la messa a punto dei fili richiede talento: ne deriva una vera e propria carica di adrenalina! Inoltre amo la neve bianca, l'aria limpida e gelida e il contatto con la natura. È questa la cosa principale che ha fatto nascere in me una così grande passione... il resto è secondario”, dice Vorovin. 

Lo scrittore russo Vasilij Avchenko, nel suo libro “Crystal in a Transparent Frame: Tales of Water and Rocks”, descrive così la sua passione: “[L'amore per la pesca] dimostra una connessione invisibile ma solida con qualcosa di vasto e non del tutto conoscibile: la natura? lo spazio? Dio? Una connessione che per me, ragazzo di città, non è stata evidente per molto tempo. Ora so per certo che cos'è. La pesca è praticamente l'unica cosa che collega me - che vivo di illusioni e convenzioni - con la vita reale”.

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