Si perde nella tundra selvaggia, sopravvive 18 giorni tra la neve

Pavel Lvov/Sputnik
Questo allevatore di renne ha perso 15 kg prima di essere salvato

Un giovane con una grande giacca invernale saluta per la prima volta dall’inizio del 2020 i suoi parenti. Sospira. Si accende una sigaretta. Espira lentamente. “L'infermiera ti ha detto di andare in ospedale”, dice una voce dietro la telecamera.

“Sì, ma prima mi faccio una doccia”, risponde l'uomo con indifferenza. Negli ultimi 18 giorni ha lottato contro la morte nella gelida tundra.

I soccorsi

Il 16 dicembre, una chiamata al servizio locale di emergenza ha denunciato la scomparsa di una persona. Il pastore di renne Anatoliy Sery era partito per un viaggio di lavoro verso una località a circa 60 km dal suo villaggio natale di Amguema, nella remota Chukotka (Estremo oriente russo). 

Sery aveva con sé una motoslitta, un cane e un telefono satellitare. Prima che il telefono morisse, è riuscito a contattare la sua famiglia e a lanciare l’allarme: si era perso nella tundra. 

La tundra è una vasta formazione vegetale dove la crescita degli alberi è ostacolata dalle bassissime temperature e dalla breve stagione estiva. In inverno è facile perdersi in queste distese sconfinate, dove il paesaggio è tutto uguale e non vi sono punti di riferimento. Quando poi iniziano le bufere di neve, la situazione non può che peggiorare.

Il capo del distretto cittadino Roman Korkishko ha tenuto una riunione d'emergenza per pianificare le operazioni di ricerca e salvataggio. E così due gruppi di soccorritori a bordo di 11 motoslitte sono partiti alla ricerca di Sery.

Dopo quattro giorni di vane ricerche, dalla città sono partiti altri rinforzi. Ma senza risultati.

Il ritrovamento

A circa 200 km dalla destinazione finale del presunto percorso che l'uomo scomparso avrebbe dovuto intraprendere per raggiungere il vicino villaggio di Ryrkaipiy, Sery finalmente si è imbattuto in una minuscola casa di pescatori in rovina, vicino al fiume ghiacciato.

Per un uomo che ha trascorso diversi giorni nella tundra gelida senza un'adeguata quantità di cibo e di acqua (se non sotto forma di neve), la casa di pescatori si è rivelata un’oasi fondamentale per la sua salvezza.

“Il suo telefono satellitare è morto e non aveva un dispositivo GPS. In un primo momento è semplicemente rimasto in attesa dei soccorsi - ha spiegato Evgenia Malakhova, una funzionaria della città a conoscenza dei dettagli della missione di ricerca -. Poi ha cercato una via d'uscita, ma ha svoltato nella direzione sbagliata. Quando è finita la benzina della motoslitta, ha trascorso diverse notti dormendo direttamente sulla neve. Fortunatamente aveva con sé una piccola scorta di cibo, che è riuscito a farsi bastare per quattro giorni”.

Quando il veicolo ha smesso di funzionare, Sery ha legato il suo cane alla motoslitta e se n'è andato a piedi.

Nella malandata casa di pescatori non vi erano riserve né di acqua né di cibo, ma il rifugio è servito a dare un tetto al malcapitato, proteggendolo dalla bufera di neve. Nella capanna vi era anche una fornace, che Sery ha alimentato con qualsiasi cosa ha trovato nei dintorni per mantenere il fuoco acceso. Il ricovero di fortuna ha salvato la vita all’uomo. Fuori il termometro era arrivato a -30°C

Il ritorno a casa

I soccorritori hanno trovato per primo il cane, che aveva aspettato il padrone nel luogo esatto dove lo aveva lasciato, legato con il guinzaglio alla motoslitta. Il cane è stato portato via in elicottero.

Ben presto è stata localizzata anche la capanna di pescatori con il pastore di renne affamato al suo interno.

Sorprendentemente, sebbene l'uomo avesse perso 15 chili in 18 giorni a causa della malnutrizione, gli operatori sanitari hanno ritenuto che le sue condizioni fossero abbastanza buone da permettergli di tornare a casa, bypassando il ricovero...

“Va tutto bene, ha perso solo 15 chili. Ma è allegro e felice di essere stato salvato. Starà in congedo medico per un po' di tempo”, ha detto Malakhova. 

Il video del tanto atteso ritorno mostra infatti un uomo composto. Si trascina con la sua sigaretta in mano, abbraccia una donna e dice in modo leggermente irritato: “Non mangio da 15 giorni”.

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