La scala russa dell’amicizia: scopri se sei solo uno “znakomyj” o un vero “drug”

Legion Media
In russo ci sono molte parole che in italiano si traducono con “amico”, e hanno sfumature molto precise e importanti

A prima vista, i russi sembrano essere un po’ cupi e sorridere poco, ma in realtà sono molto amichevoli. Raramente si aprono agli estranei, ma con le persone vicine sono pieni di attenzioni, e i rapporti sono duraturi. È abbastanza comune, per esempio, che i russi rimangano in contatto con alcuni dei loro compagni di classe, nonostante il passare dei decenni! Come dice il famoso detto: “È meglio avere 100 amici che 100 rubli” (“Не имей 100 рублей, а имей 100 друзей”; “Ne imej 100 rublej, a imej 100 druzej”). Tuttavia, i russi separano con grande chiarezza il livello di intimità tra le persone: hanno una vera e propria scala dell’amicizia!

1) Знакомый – Znakomyj

La parola “znakomyj” (al femminile: “znakomaja”) indica un “conoscente”. È un termine neutrale e può essere usato in qualsiasi situazione per descrivere educatamente una persona (tuttavia, non si usa per rivolgersi direttamente a qualcuno; nessuno dirà: “Ehi, znakomyj!” o “Ciao, znakomaja!). Può invece essere utilizzato quando si parla agli amici di qualcuno che non conoscono, e non si vuole approfondire il tipo di confidenza che si ha con quella persona. Nella lingua russa questa parola non implica relazioni buone o cattive, ma se si vuole sottolineare che, pur non trattandosi di un amico stretto, si hanno con questa persona buoni rapporti, si può dire “khoroshij  znakomyj” (“un buon conoscente”).

Esempio: “Etot restoran porekomendoval moj khoroshij znakomyj” (Questo ristorante mi è stato raccomandato da un mio buon conoscente).

2) Приятель – Prijatel

Prijatel” (al femminile: “Prijatelnitsa”) indica una buona conoscenza, qualcuno nella cerchia più larga di amici. I “Prijateli” (al plurale) di solito trascorrono del tempo insieme, vanno ospiti l’uno dall’altro e hanno amici comuni. I rapporti però non sono molto stretti; hanno solo alcuni interessi in comune e amano fare due chiacchiere di tanto in tanto. “Prijatel” è usato molto raramente per rivolgersi direttamente a qualcuno.

Esempio: “My s prijateljami zavisli u Ivana do utrà” (“Con i miei amici siamo rimasti a casa di Ivan fino al mattino”).

A volte i gopnik chiamano i loro amici кореш (kòresh) o корифан “korifàn”, che, anche se l’etimologia non è certissima, potrebbe derivare dalla parola корень (kòren; “radice”; nel senso di qualcuno che ha le stesse radici). Nel linguaggio della mala, корешок (koreshòk; “radichetta”) era usato già all’inizio del XX secolo per indicare un “amico”; “uno dei nostri”. Al giorno d’oggi queste parole sono considerate gergo di strada un po’ da marginali, quindi è meglio non usarle nella buona società (a meno che non lo si faccia in tono scherzoso!).

3) Товарищ – Tovarisch

La parola “tovarisch” è spesso associata all’epoca sovietica (qui il nostro articolo sull’origine del termine). In effetti, durante il periodo comunista era un modo sia ufficiale che informale di rivolgersi l’uno all’altro, valido sia per gli uomini che per le donne. Nella società era onnipresente, ed equivaleva all’italiano “compagno”, usato nei partiti di sinistra. Tuttavia, il significato principale di questa parola definisce un’amicizia piuttosto stretta. Il tovarisch è qualcuno su cui puoi fare affidamento per alcune (ma non tutte) le questioni. Oggi i russi lo usano occasionalmente quando parlano dei loro colleghi o compagni di studio. A volte, tra i più giovani, con una certa accezione scherzosa.

Esempio: “Tovarischi kazhdij den prikhodili navestit menja v bolnitse” (“I miei compagni mi venivano a trovare ogni giorno in ospedale”).

Gli anziani a volte si chiamano tra loro старик “starìk” o старина “starinà”: “vecchio mio”. Tuttavia, è considerato offensivo se un giovane usa il termine per rivolgersi a un anziano.

4) Друг – Drug

Sebbene la parola “drug” (il plurale è друзья; “druzjà”; il femminile подруга; “podrùga”) sia di solito tradotta come “amico”, in russo ha il significato preciso di “persona molto vicina”. Il drug è un amico di cui ti fidi più degli altri. In generale, più ti fidi di una persona, più è distante da “znakomyj” e più vicino a “drug”. Anche il celebre poeta russo Aleksandr Pushkin ha scritto in una poesia dedicata a sua moglie: Пора, мой друг, пopa!Porà, moj drug, porà” (“È l’ora, amica mia, è ora!”)

La più alta forma di amicizia viene definita con l’espressione “luchschij drug” (“migliore amico”). Le parole “drug” e “podruga” implicano relazioni molto amichevoli, ma non romantiche; non si usano per “fidanzato”, “fidanzata”, “il mio ragazzo”, “la mia ragazza”. Per quello si dice “moj molodòj chelovèk”; “mojà devushka”.

Esempio: “Jurij - moj drug s detstva, my proschli mnogoe vmeste” (“Jurij è un mio caro amico fin dall’infanzia, ne abbiamo passate tante insieme”).

A proposito, si possono spesso sentire uomini chiamarsi a vicenda брат (“brat”) e братан (“bratàn”), ossia “fratello”: significa che sono solo “buoni amici” e sottolineano un certo cameratismo; non sono parenti. Le ragazze raramente si chiamano “sestrà” (“sorella”), sebbene la norma letteraria lo consenta.

Infine, considerate che la parola “drug” può essere utilizzata per indicare una persona qualsiasi di cui non si conosce l’identità. In questo caso vale come “tipo” o “tizio”.

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