Cinque curiosità sulle forze speciali russe

Aleksej Sukhorukov/Sputnik
Un ufficiale in pensione degli Spetsnaz racconta Russia Beyond i compiti e l’addestramento di questi soldati

1 / Non sono Rambo

Si ritiene erroneamente che gli uomini delle Spetsnaz siano simili a Sylvester Stallone nel film “Rambo”. Nulla di più sbagliato. “Questi uomini non sono in grado di mescolarsi e confondersi con la gente comune”, racconta un nostro intervistato. Un soldato delle Spetsnaz deve essere in grado di correre, strisciare e restare a digiuno di acqua e cibo per un lungo periodo. Di solito si tratta di persone magre, alte 1,70 m e in grado di sparare con velocità e precisione.

“Certo, ci sono ‘gorilla’ simili a Rambo. Ma questi combattenti di solito si vedono solo sul campo di battaglia, loro non partecipano alle marce di lunga distanza” 

2 / Sono addestrati per il combattimento corpo a corpo, ma non sempre lo usano

Un altro errore diffuso è credere che ogni soldato delle forze speciali sia un maestro di kung-fu. “Il combattimento corpo a corpo si utilizza solo se due imbecilli si trovano su un campo aperto senza una mitragliatrice in mano o una pistola, oppure senza un coltello a portata di mano. Solo in questo caso si arriverebbe alle mani”.

Il combattimento corpo a corpo viene utilizzato solo per affinare la disciplina fisica e mentale durante la fase di addestramento, per poter affrontare a sangue freddo qualsiasi situazione di stress durante i combattimenti. 

3 / Le specializzazioni

Un altro errore diffuso è ritenere che gli uomini delle forze speciali sappiano tutto e siano in grado di fare qualsiasi cosa. In realtà non si tratta di supereroi.

Ognuno ha la propria specializzazione e il proprio compito. C’è chi opera nelle zone urbane, chi invece sui terreni di montagna e nei boschi. Altri invece sono costretti a parlare in una lingua straniera come se fosse la propria lingua madre e devono essere in grado di sparare a una distanza di almeno 1,5 km.

“Io ero specializzato in operazioni antiterrorismo nei boschi e nelle montagne. Atterri in elicottero e ti muovi a bordo di un fuoristrada. Poi si cammina per uno o due giorni fino al punto di combattimento”, racconta la nostra fonte.

“Ci si muove sempre di notte per evitare di essere intercettati dal nemico. Si dorme in grotte e in luoghi nascosti. C’è sempre qualcuno di guardia. Dormiamo a turni. Una volta arrivati a destinazione, si ha solo un paio di giorni per portare a termine la missione”. 

4 / Svolgono compiti di ogni tipo

“La mia unità potrebbe avere il compito di sgomberare un’area oppure realizzare una perlustrazione o una retata. Ci sono stati momenti in cui mi sono ritrovato a dover organizzare un’imboscata e osservare il nemico per settimane da una collina o un sentiero. Ho partecipato anche a operazioni in zone urbane, ma sono meno frequenti”, ha spiegato il comandante. 

Gli specialisti per le operazioni in zone urbane seguono un addestramento a parte. Il lavoro consiste nell’individuare il nemico e ripulire l’area. Può capitare che il nemico debba essere catturato in movimento, come in un inseguimento della polizia.

Un altro compito poi è individuare e neutralizzare una persona all’interno di un contesto urbano: ciò richiede molto sangue freddo. 

Altre unità invece sono specializzate in missioni in prima linea. La loro missione consiste nel viaggiare verso la postazione nemica e distruggerla. Come prima cosa, uno squadrone interviene da un lato, con un attacco veloce e mirato, e poi si ritira. L’operazione può avvenire a piedi o su un mezzo, come un elicottero o a bordo di una nave. L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare, attaccare e andarsene il più velocemente possibile.

5 / Le armi

“Sul campo di battaglia si può essere addirittura nudi, ma bisogna sempre avere con sé la propria mitragliatrice - spiega il nostro interlocutore -. Sono quattro le cose importanti: un’arma principale, quella di riserva, i sistemi di comunicazione e il materiale per il pronto soccorso. Sono indispensabili”.

Tutto si decide in funzione dell’obiettivo e della tattica da utilizzare: può essere necessaria un’arma silenziosa, una distanza adeguata dal nemico, poi l’operazione può essere fatta di notte o di giorno, su un campo aperto, tra i boschi, in montagna oppure in uno spazio chiuso come case ed edifici.

La scelta dell’arma dipende da tutti questi fattori.

“Di solito avevo sempre con me una mitragliatrice, un fucile e una pistola. Si tratta quasi sempre di armi di fabbricazione russa”. 

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