Irina dall’Australia: “La mia nuova vita tra le onde dell’oceano”

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Insegnante di scienze naturali, si è trasferita dall’altra parte del mondo per seguire l’amore: “Qui è tutto diverso, lo si percepisce nella vita di tutti i giorni”

Ho conosciuto Tom, australiano, a Mosca: lavorava come insegnante in una scuola internazionale ed è lì che ci siamo incontrati. Quando abbiamo deciso di trasferirci all’estero, eravamo indecisi tra Inghilterra, Stati Uniti, Canada e Australia. Le prime tre opzioni si sono rivelate piuttosto costose per noi e così la vita ci ha portato dall’altra parte del mondo, circondati dall’Oceano. Tom ha trovato lavoro in Australia, senza contare che la sua famiglia non lo vedeva da sette anni.
Abbiamo passato parecchio tempo (e consumato molte energie) nel tentativo di ottenere il visto e i documenti necessari per il trasferimento. Il primo anno abbiamo vissuto con i suoi genitori, poi ci siamo trasferiti a 80 km a sud di Sydney.

Inizialmente non sapevo bene come comportarmi: uscivo per strada con la solita faccia seria che hanno i moscoviti, abituati a non comunicare con gli estranei. Vi lascio immaginare come mi sono sentita quando la gente del posto ha iniziato a rivolgermi la parola: al supermercato le cassiere sono molto cordiali, ti chiedono addirittura come stai! Ai loro occhi devo essere sembrata una stupida perché non sapevo come reagire.
In Australia poi mi sono iscritta all’università e ho sostenuto un esame che mi ha permesso di accedere al mondo dell’insegnamento. E così faccio supplenze insegnando scienze naturali nelle scuole. Devo ammettere che non è semplice trovare un lavoro qui.

I bambini in Australia vengono istruiti in maniera molto indipendente e dal mio punto di vista ciò si riflette anche nell’educazione della gente e nella vita di tutti i giorni. A partire da una certa età, i genitori offrono ai bambini una mancetta in cambio di piccoli lavoretti, come lavare i piatti e così via. Quando ho deciso di propormi come cameriera in un bar locale, il proprietario si è stupito che a 28 anni non avessi esperienza.
Mi piace il fatto che in Australia si insegni ai bambini a sviluppare un pensiero critico e creativo. Imparano a ragionare e a riflettere su ciò che accade nella società. Inoltre l’insegnamento qui si basa su esempi ed esercizi pratici: spiegano anche ai più piccoli come funzionano le carte di credito e come calcolare piccoli investimenti.

Gli australiani puntano a godersi la vita: per loro il lavoro e il successo non sono le cose principali. I valori più importanti sono la famiglia e la salute, ecco perché quasi tutti fanno sport, vanno in spiaggia, organizzano escursioni e grigliate con i bambini. Poi, quando si va in pensione, si inizia a viaggiare e a visitare l’Europa.

Sembrerà strano, ma qui mi manca il cibo che di solito a Mosca non mangiavo, come la “Doktorskaja kolbasà”. Inoltre in Australia è molto difficile trovare il pane nero. Infine mi manca parlare in russo: lavoro e comunico prevalentemente in inglese.
Devo ammettere che qui è tutto diverso, perfino il bucato: per via dell’umidità i vestiti lavati ci mettono una settimana ad asciugarsi! Non come a Mosca, che in una sola notte si seccava tutto!

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