I russi si dicono favorevoli ad aumentare l’età minima per assumere alcolici

Mikhail Mokrushin/Sputnik

Qual è la prima cosa che vi viene in mente quando pensate alla Russia? Se la risposta è vodka, vi sbagliate di grosso. Negli ultimi anni il “quadro alcolico” del paese ha subito una svolta: secondo i dati più recenti, il 40% della popolazione ammette di non bere mai. E da un nuovo sondaggio condotto dal centro di ricerche Vtsiom emergono dati ancor più interessanti: la maggior parte dei russi si dice a favore dell’aumento dell’età legale per il consumo di alcol (oggi per bere bisogna avere 18 anni).

Il 78% degli intervistati sostiene di essere favorevole ad alzare a 21 anni l’età minima per bere. Solo il 21% si dice contrario. 

Secondo il giornale Izvestia, il Ministero russo della Sanità sta lavorando a un progetto di legge per introdurre nuove restrizioni. La bozza sarà presentata nel 2019.

Gli autori del sondaggio hanno inoltre fotografato l’opinione della popolazione sul consumo di alcolici: il 46% degli intervistati si dice consapevole del rischio di malattie e morte legato all’alcolismo; il 44% dice che l’abuso di alcol può portare al divorzio; il 42% parla del rischio di perdere il lavoro e la casa. Il 38% dei russi inoltre ricorda il pericolo che l’alcol rappresenta per chi guida in stato di ebbrezza.

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