Una vita per i Romanov: lo studioso inglese che cerca la verità sulla storia dell’ultimo zar

Paul Gilbert, fondatore della Royal Russia, un’organizzazione che si impegna a fornire informazioni sui Romanov

Paul Gilbert
Paul Gilbert ha dedicato la sua vita allo studio della famiglia imperiale russa. Una conferenza e la pubblicazione di due nuovi libri danno seguito a questo lavoro colossale, portato avanti con il consenso dei discendenti della dinastia

Nel suo ufficio Paul Gilbert conserva ancora un’intera iconostasi dedicata all’ultimo zar. Tra i quadri, le icone e le foto si distingue chiaramente la figura di Nicola II: è la riproduzione di un ritratto realizzato dal grande Valentin Serov. “Ogni volta che entro in chiesa provo una grande pace interiore, fino a prima sconosciuta. È come se tornassi indietro nel tempo. L’architettura, le antiche tradizioni, le icone, l’odore dell’incenso, le liturgie e i cori hanno sempre un grande effetto spirituale su di me”, dice Gilbert, uno dei più appassionati studiosi della storia della famiglia imperiale russa. Nei giorni scorsi è tornato nella sua terra natale, l’Inghilterra, che aveva abbandonato in tenera età insieme ai genitori: lì allestirà una grande conferenza per commemorare l’ultimo zar russo, Nicola II, in occasione del 150esimo anniversario della sua nascita e il 100esimo anniversario della sua morte.

Un angolo del suo ufficio

Con il suo lavoro Gilbert desidera rendere omaggio allo zar e sfatare le notizie false che negli anni sono circolate sul conto dell’ultimo imperatore: menzogne, che secondo lui, sarebbero ancora oggi sostenute da molti storici occidentali. Fra queste vi sarebbe la convinzione che la notizia della morte di Nicola II nel 1918 sarebbe stata accolta con indifferenza dal popolo russo. I documenti esaminati da Gilbert rivelano infatti che dopo l’uccisione dello zar si svolsero cerimonie commemorative nelle chiese di tutto il paese, alle quali parteciparono “persone di ogni estrazione sociale, che piangevano e pregavano per la famiglia imperiale”, così come ricorda il principe Sergej Golitsyn.

Paul Gilbert vicino a un monumento dedicato a Nicola II a Ganina Yama, non lontano da Ekaterinburg, 2018

Un contributo concreto alla ricerca della verità

Nel 1994 Paul ha fondato la Royal Russia, un’organizzazione che si impegna a fornire informazioni accurate sui Romanov. Il sito internet dell’associazione raccoglie notizie, filmati d’epoca, foto, esposizioni e altri documenti.

La rivista

Gilbert ha inoltre fondato alcuni giornali dedicati alla storia imperiale russa. Sulle colonne delle sue riviste dà voce agli storici russi e pubblica ricerche basate su documenti venuti alla luce dagli archivi dopo la caduta dell’Urss.

A breve dovrebbe essere pubblicata la prima monografia di Gilbert, “La mia Russia. Ekaterinburg”, dedicata alla città degli Urali dove venne massacrata la famiglia reale.

Paul Gilbert a Ekaterinburg

Un altro libro, “Nicola II nella Russia post-sovietica”, sarà dato alle stampe nel 2019.

I contatti con i discendenti

Pur non avendo radici russe, Gilbert fin da piccolo ha nutrito un sincero interesse per la cultura e la storia di questo paese. Ha collezionato libri, fotografie e vecchie cartoline dedicate ai Romanov.

Da ragazzo ha dedicato molto tempo alla ricerca e allo studio della vita della famiglia imperiale. Ha viaggiato in Russia una trentina di volte, la prima delle quali nel 1989, quando parlare dei Romanov era ancora considerato un tabù per via della propaganda comunista.

Paul Gilbert

Il lavoro di Gilbert è stato riconosciuto dai discendenti della dinastia. La Granduchessa Maria Vladimirovna, nipote del cugino di Nicola II, ha espresso profonda ammirazione per il suo lavoro.

Nel 1998 Gilbert è stato invitato alla storica sepoltura dei resti di Nicola II, di sua moglie e di tre dei cinque figli a San Pietroburgo. Lì Paul è entrato in contatto con un altro ramo della famiglia imperiale, i principi Nicola e Dmitrij Romanovich.

Paul Gilbert nel monastero Porosenkov a Ekaterinburg, 2018

La prossima conferenza che si terrà nella città di Colchester (nella contea dell'Essex in Inghilterra) riunirà 150 partecipanti da ogni angolo d’Europa e del mondo.

A cento anni dalla morte dei Romanov, l’attenzione verso la famiglia imperiale è ancora alta. Ai Romanov sono stati dedicati libri, film, mostre, forum e documentari. Gilbert sostiene che il suo sito ha ricevuto 5,6 milioni di visite solo nel 2017 e la pagina Facebook vanta più di 160.000 follower da tutto il mondo.

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