Come fanno in Russia a costruire le case sul permafrost?

Kommersant
Nell’estremo Nord il clima è duro e la terra permanentemente congelata. Eppure ci sono città grandi, come Jakutsk, dove vivono oltre 310 mila persone. Un architetto ci spiega come si deve costruire in simili condizioni e com’è la vita da quelle parti

Praticamente tutta l’intera parte nord-orientale della Russia è territorio di permafrost. Ma, nonostante le dure condizioni climatiche, anche qui vengono costruite città e vivono persone. 

Jakutsk è la più grande città del mondo sul permafrost: qui risiedono oltre 310 mila persone. La popolazione aumenta di anno in anno e la città sta crescendo: ci sono nuovi quartieri residenziali e moderni spazi pubblici con il fascino dell’Estremo Nord.

È Sergej Permjakov, architetto di Jakutsk e membro del programma di sviluppo professionale Arkhitektory.rf, a spiegarci come si costruisce una città moderna sul permafrost.

Sergej Permyakov

La cosa principale: non riscaldare il terreno!

La Repubblica di Sakha, o Jacuzia, è il più grande soggetto federale (occupa un quinto del Paese) e la regione più fredda della Russia. Con oltre tre milioni di chilometri quadrati è anche l’unità amministrativa più estesa del mondo (è dieci volte l’Italia). Il suo clima è continentale. Ciò significa che in inverno nessuno si sorprenderà per una temperatura di meno 50 gradi (qui il termometro scende anche fino a -60 ºC), e, in estate di più 30. Con una tale escursione termica, la cosa più importante è mantenere la stabilità del terreno, altrimenti gli edifici e le strade sprofonderebbero nel senso letterale del termine. E questo significa che non si deve lasciar scongelare il permafrost.

“La prima regola dell’Estremo Nord è che nulla deve essere interrato”, afferma Sergej. Tutte le comunicazioni, i tubi e le linee di riscaldamento passano sopra il suolo e diventano parte del paesaggio urbano. “Ci piacerebbe davvero giocare con questi elementi in qualche modo, da un punto di vista architettonico, ad esempio, lavorando sull’illuminazione, ma per ora questo resta solo un progetto”, afferma Sergej.

Tutti gli edifici di Jakutsk si ergono su palafitte in modo che il calore delle case non riscaldi il permafrost. Qui sorgono il più grande centro di ricerca nell’Estremo Nord (l’Università federale del Nordest), il primo complesso sportivo al mondo costruito su palafitte (il Triumph), e il circo coperto più settentrionale, il Mamontenok (“mammuttino”).

Case coloratissime in stile jakuto

Jakutsk fu fondata dai cosacchi nel XVII secolo e nella città si possono vedere edifici di epoche diverse: nel centro ci sono vecchie case di mercanti e chiese. Nei quartieri dormitorio ci sono i tipici palazzoni sovietici, solo che qui sono su palafitte. Allo stesso tempo, a Jakutsk c’è un boom edilizio e si costruiscono nuove aree residenziali dal colorito tipicamente settentrionale, ad esempio, c’è un progetto di case a forma di zanne di mammut.

Come in altre città del nord della Russia, le case sono dipinte con colori vivaci, cosa che si crede aiuti a combattere la depressione, quando non si vede il sole per molto tempo, e anche a orientarsi nella nebbia gelata.

Ed ecco che nei cortili si creano nuovi campi da gioco con materiali ecocompatibili, come il legno.

Nei nuovi complessi residenziali, i parchi giochi sono generalmente costruiti sul tetto degli edifici, e non sul terreno: il freddo rende i materiali fragili, e quindi molte strutture sono a rischio di non sopravvivere all’inverno.

Come risolvere il problema dei trasporti a -50 ºC

“A causa del permafrost, a Jakutsk, i parcheggi vengono costruiti nei primi piani delle case, e non ci sono parcheggi sotterranei”, afferma Sergej.

Ma in inverno, la maggior parte degli abitanti del posto lascia congelare le auto nel cortile fino a primavera e passa al trasporto pubblico. Per i passeggeri qui ci sono delle delle fermate calde: delle pensiline chiuse riscaldate, all’interno delle quali c’è una tv, l’orario elettronico delle corse, delle prese per la ricarica dei telefoni, e il Wi-Fi!

Tuttavia, se qualcuno ha bisogno di usare la macchina nei mesi freddi, deve fare in questo modo: lasciare il motore acceso in autunno e spegnerlo solo in primavera. Per tutto questo tempo la macchina rimane in moto con le chiavi nel quadro, e con l’allarme in funzione. Ma non c’è troppa paura dei ladri. “Chi volete che vada a rubare a -50 ºC? Con un tale freddo, ci sono persino poche persone per strada”, afferma Sergej.

La battaglia di Jakutsk contro la polvere

Il principale problema della città durante l’estate è invece la polvere. A Jakutsk, l’aria è molto secca, molte strade sono sterrate e c’è poco verde. Esiste anche un programma municipale di controllo delle polveri: le strade devono essere asfaltate, e nello spazio tra loro e gli edifici viene realizzata una zona verde, oppure viene sistemata ghiaia o altro materiale privo di polvere. Tuttavia, a causa del clima, gli alberi non mettono facilmente radici, e si cerca di preservare i pochi esistenti. “Abbatterli a Jakutsk è proibito, e se costruiamo una strada, cerchiamo di aggirarli”, afferma Sergej

Come sarà Jakutsk tra dieci anni? “Gli architetti vogliono vedere una città moderna e il nostro compito è creare spazi pubblici che tengano conto delle caratteristiche climatiche”, afferma Sergej. La città ha molti laghi naturali che diventano un centro di attrazione per le persone. Qui si stanno sviluppando nuovi parchi e aree ricreative.

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