Tinder, quando il primo appuntamento è un disastro: storie di flirt da dimenticare

Alena Repkina
La realtà non sempre rispecchia la fantasia. E può capitare che quella persona che avevamo idealizzato si riveli esattamente il contrario di quello che ci si aspettava... Esattamente come accade in queste storie

Il peggiore primo appuntamento #1: William, 23 anni

All’epoca avevo 21 anni. Avevo conosciuto questa ragazza su Tinder. Ci eravamo scambiati lunghi messaggi, intavolando profonde e intense conversazioni via telefono. Poi, quando ci siamo incontrati nella vita reale, è crollato tutto. Era come parlare a un muro: rispondeva a monosillabi e si lasciava andare a risatine sarcastiche. Praticamente stavo facendo un intero monologo e lei se ne stava zitta. Nel momento in cui le ho chiesto qual era il suo genere di musica preferito, si è limitata a fare spallucce e a dire “non saprei”. È stata una situazione terribilmente imbarazzante. Lunghi momenti di silenzio. L’appuntamento è durato non più di 40 minuti.
Prima di andarcene, lei ha proposto di salire sul punto di osservazione che c’è sopra a un negozio di articoli per bambini di Mosca, dal quale si può ammirare una delle viste più belle della città. Ho accettato con riluttanza. E così siamo saliti. Lì lei ha iniziato a dirmi che stava davvero bene con me e ha cercato di baciarmi. Ma io mi sono tirato indietro. Non sorprende che ce ne siamo andati ognuno per la propria strada.
Il peggiore primo appuntamento #2: Olesya, 30 anni

Un po’ di tempo fa ho conosciuto un italiano su Tinder. Aveva tutta l’aria di essere il tipico ragazzo italiano, bello e con i capelli ricci. “Questo è perfetto – ho pensato -, gli italiani sono facili e divertenti”. Con la testa piena di stereotipi, pensavo di aver già capito tutto. Già immaginavo il nostro primo appuntamento bevendo vino, ridendo, in totale relax... Immaginavo lui che mi avrebbe fatto dei complimenti, dicendomi che sono molto bella...
Ma nella realtà è risultato essere dieci anni più vecchio e 10 cm più basso. Stranamente, l’unica parola che sono riuscita a pronunciare è stata “buongiorno”. Per il resto parlava sempre e solo lui. Un tipo davvero strano. Mi ha raccontato la storia dell’Antica Roma, dei suoi imperatori... Ogni mio tentativo di intervenire nella conversazione e di portare l’attenzione su altre cose si è rivelato vano.
Trascorsi 40 minuti già non ce la facevo più e ho trovato il coraggio di dirgli che me ne sarei andata. Ho quindi aggiunto che era stato un piacere conoscerlo, precisando però quello che non mi era piaciuto. Ho chiamato il cameriere, tirato fuori il portafogli, pronta a pagare e ad andarmene. Ma lui mi ha urlato “sei patetica!”. Ha tirato fuori dei soldi dalla tasca, li ha gettati sul tavolo ed è corso via senza nemmeno aspettare il conto.
Il peggiore primo appuntamento #3: Nikita, 33 anni

Ci eravamo dati appuntamento vicino alla statua di Shukhov, a Chistye Prudy, nel centro di Mosca. Ero arrivato un po’ in anticipo e mi sono messo ad aspettare. Ho atteso 20 minuti, poi 40. Così ho deciso di chiamarla. Nessuna risposta. Così ho aspettato ancora e dopo dieci minuti ho ritelefonato. Ha risposto solo alla terza chiamata, dicendo: “Non posso parlare, sono a un seminario sulla crescita personale”. Ma se avevamo un appuntamento, le ho detto! “Sono a un seminario, non posso alzarmi e andarmene”, ha risposto.
Nonostante tutto, la volta successiva ho deciso di riprovarci, per curiosità e per scoprire di che tipo di crescita personale stava parlando. Ma di quel famoso seminario non mi ha mai raccontato nulla. È risultata essere solo una persona molto pigra, che preferisce spostarsi a bordo della sua 4x4 anche se fuori è estate e c’è bel tempo, perché è troppo pigra per camminare.
Il peggiore primo appuntamento #4: Darya, 28 anni

Su Tinder vi è una grande concentrazione di pazzi, di questo ne sono sicura! Non avevo una relazione e avevo voglia di divertirmi. Ho iniziato a frequentare virtualmene questo ragazzo: si chiamava Andrey, un nome che mi piace da matti, e in foto sembrava abbastanza sexy. Mi mandava messaggini tipo “Ciao bella! Tua mamma sta forse cercando un genero?”. Sembrava un tipo interessante.
Abbiamo continuato a scambiarci messaggini e parlavamo tutto il tempo. Ero davvero affascinata da lui. I suoi messaggi mi ricordavano le lettere che Onegin scriveva a Tatiana. Era un ragazzo davvero interessante con una visione insolita della vita.
Abbiamo parlato e parlato, ma non ha mai proposto di vedersi. Mi sembrava una cosa strana perché di solito i ragazzi insistono abbastanza in fretta per trovarsi di persona. Tra l’altro vivevamo a soli 10 minuti l’uno dall’altra e passavamo il tempo con il cellulare in mano, mandando ripetuti messaggini.
Fino a quando è arrivato il momento tanto atteso.
Ci siamo trovati in un bar. Ci siamo seduti... ed è iniziato un silenzio imbarazzante! Ho provato a sorridere e a intavolare una conversazione. Ma ho notato che le sue mani stavano tremando... “C’è qualcosa che non va?”, gli ho chiesto. “No, va tutto bene, sapevo che sarebbe successo...”, mi ha detto.
“E quale sarebbe il problema?”.
“Voglio dire... non lo vedi da sola? Non sono affatto come mi avevi immaginato. Guardati e poi guarda me”. La conversazione è proseguita così... Ho provato a farlo ragionare, a tranquillizzarlo, ma è stato tutto inutile. Dopo 15 minuti ero esausta e non capivo perché stavo cercando di consolare un uomo che nemmeno conoscevo. Ho terminato il mio tè e me ne sono andata.
Il peggiore primo appuntamento #5: Aim, 21 anni

Mia nonna desiderava disperatamente che conoscessi un ragazzo kazako. Io stessa sono kazaka. Stiamo parlando della mia nonna preferita, che cucina le torte più buone della storia. E così ho ceduto alla sua insistenza e ho deciso di provare.
Proprio in quel periodo un ragazzo kazako mi stava tampinando su internet. Così ci siamo incontrati... ma è stato terribile! Prima di tutto, è arrivato in ritardo di mezzora. E io sono il tipo di persona che apprezza la puntualità. Inoltre si è dimostrato un tipo pieno di sé, che non ha fatto altro che vantarsi tutto il tempo. E ci ha provato di brutto con me!
Così gli ho detto che non mi stavo sentendo molto bene e me ne sono andata. Ma questo non gli è bastato: un mese dopo mi ha contattato nuovamente su internet. Si è rivelato un vero stalker! L’ho bloccato ma ha continuato a scrivermi da profili diversi... Si è dato una calmata solo quando finalmente si è sposato!
Anche mia nonna, per fortuna, si è messa l’anima in pace con la questione del fidanzato kazako.

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