Tempo di bilanci: cosa è piaciuto e cosa no ai tifosi venuti in Russia per il Mondiale

AP
Per quasi tutti il Paese e l’organizzazione dell’evento sono stati la sorpresa positiva, soprattutto visto quello che sentono di solito raccontare in patria sulla realtà russa. Le critiche? In pochi parlano inglese e molti cartelli sono solo in cirillico. Ma la magia del calcio ha permesso comunque di capirsi

Cosa ricorderemo di questi Mondiali 2018 oltre alle prodezze sul campo? Sicuramente la Piazza Rossa inondata di turisti, avvolti in bandiere colorate, con facce felici e dipinte, mentre i clacson dei caroselli di auto interrompono le allegre chiacchiere multilingue. E poi la soddisfazione di chi è venuto da lontano. “L’organizzazione? Perfetta! Tutti hanno dato il meglio”, dicono, tra gli altri, i tunisini Amal e Kamal. “I russi hanno organizzato il Mondiale per la prima volta e con che successo! Ovunque sportelli informativi e giovani volontari pronti ad aiutarti. Le persone sono molto accoglienti. È stato come un grande festival. Ben fatto, brava Russia!”

Schermi con le partite ovunque

Marie è di Parigi. Studia in Canada e sta per continuare il suo percorso universitario a San Pietroburgo. È venuta per il Mondiale anche per farsi prima un’idea del Paese. “I media ci dicono cose assolutamente diverse: che la Russia è fredda e ostile, che le persone sono totalmente controllate dal governo, e il Paese retrivo e cade a pezzi, ma tutto è così diverso nella realtà! Non mi sarei mai aspettata che sarebbe stato così facile vedere le partite. Anche se non avevo un biglietto e non volevo andare nella fan-zone, ho potuto vedere le dirette sugli schermi onnipresenti, anche nella metropolitana!”.

I lati negativi del benvenuto russo

Una delle principali difficoltà associate allo stare in Russia è la lingua. Molti tifosi di calcio con cui abbiamo parlato ci hanno detto che quasi nessuno parla inglese, ed è difficile orientarsi, anche se in realtà ci sono molti cartelli in inglese.

“La lingua è la principale difficoltà. In questo bel Paese nessuno parla inglese”, ci hanno ripetuto in tanti, aggiungendo che gli organizzatori hanno risparmiato un po’ sui cartelli, e anche Claudia, anche lei tunisina, ritiene che non fossero abbastanza.

Torneremo sicuramente

Una famiglia spagnola dice che è la loro prima volta in Russia, ma sicuramente non sarà l’ultima, nonostante problemi simili. “È stato tutto molto semplice. Ogni volta che ci siamo un po’ persi, le persone ci hanno sempre aiutato. Per non parlare dei volontari della Fifa! Onnipresenti. Siamo rimasti davvero sorpresi dal livello di ospitalità: la gente del posto non parla inglese, ma questo non rende la comunicazione o lo stare qui impossibile”.

Toilette unisex?

Amal, guardando suo marito, dice, “l’unica cosa che non riesco a capire è che i bagni sono misti! Ovunque, uomini e donne devono andare nello stesso posto. Siamo stati in molte città del mondo, ma è la prima volta che vediamo qualcosa del genere. Per noi è stata una sorta di choc culturale”. (In realtà, quei bagni misti sono WC chimici mobili, che sono stati appositamente installati per le strade per l’evento di massa. Non è una pratica comune, e in Russia si possono facilmente trovare strutture separate per donne e uomini).

I cartelli della metropolitana

Le città hanno fatto del loro meglio per rendere comprensibile e chiaro il complicato sistema di metropolitane per i nuovi arrivati. Ma non sempre è stato fatto abbastanza per affiancare scritte in inglese a quelle russe in alfabeto cirillico: “Ho sempre preso la metropolitana e questo non è stato un problema”, ci ha comunque rassicurati un tifoso. “Le lettere qui sono diverse ma… posso capirle adesso.” Altri, tuttavia, si sono lamentati del fatto che le traduzioni delle indicazioni stradali non sono sempre presenti.

Il Passaporto del tifoso apriva tutte le porte

“È stato tutto molto facile, soprattutto perché il trasporto pubblico era gratuito, e abbiamo potuto usare la Fan Id [lo speciale passaporto del tifoso] ovunque. La Russia è stata molto amichevole. Le fan ID funzionavano anche nei musei. È una grande opportunità: siamo venuti qui per delle partite di calcio e abbiamo avuto incluso nel prezzo un intero programma culturale”, ci ha detto un passante del Regno Unito. E chi ha la fan ID potrà tornare in Russia senza visto per tutto il 2018! 

Sentirsi a casa
Gli intervistati più espressivi erano i brasiliani. Walles è uno dei fan più bizzarri, che ha davvero portato con sé lo spirito del carnevale. Si illumina letteralmente di felicità ed entusiasmo: “Dirò ai miei amici in Brasile che non venendo qui si sono persi il momento migliore della loro vita. La gente qui è così calda, così aperta, accogliente… quando sono arrivato non riuscivo a smettere di sorridere: luoghi, persone, foto, questo e quello… Penso che questo sia il mondo ideale perché unisce le persone. Non so quale sia l’energia che fa adorare così tanto il Mondiale russo, ma ha funzionato alla grande. L’energia che ho sentito qui è la stessa di quando sono in Brasile. Mi sento a casa in Russia. Sono in paradiso!

Quanto ha beneficiato l’economia russa dei Mondiali di calcio? 

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