Spartak Mosca, la panchina di Massimo Carrera traballa?

Damjan Ziber/Global Look Press
Nel maggio scorso, eroe capace di riportare la squadra al titolo di campione di Russia dopo 16 anni, il tecnico italiano è ora travolto dalle critiche dopo un inizio deludente (lo Zenit di Mancini e a +11), scelte discutibili, e l’ultima prestazione choc con una neopromossa

La notizia sportiva della settimana in Russia è la catastrofica prova offerta dai campioni in carica dello Spartak Mosca, allenati dall’italiano Massimo Carrera, contro la matricola Tosno, squadra neopromossa di una cittadina di 37 mila abitanti non lontana da San Pietroburgo. Il risultato potrebbe essere la miccia capace di far saltare in aria uno spogliatoio già in subbuglio per le prestazioni non proprio esaltanti di questo inizio campionato, che dopo dieci giornate vede i moscoviti già troppo distanti dalla vetta; a ben 11 lunghezze dallo Zenit di Roberto Mancini.

Carrera aveva riportato il titolo nazionale in casa Spartak dopo 16 anni a bocca asciutta, ma gli onori dell’anno passato sembrano lontani, e nel calcio di oggi, rischia di fare la fine di un altro famoso italiano all’estero (ora in Francia, al Nantes), quel Claudio Ranieri eroe d’Inghilterra nel 2015/16, con la prima Premier League nella storia del Leicester, ed esonerato l’anno successivo senza troppe cerimonie. 

Ma torniamo alla partita contro il Tosno. Quello che sembrava dover essere un match dal pronostico scontato, si è trasformato in un grande scandalo in casa Spartak e in una raffica di critiche nei confronti di Carrera. Gli uomini del trainer italiano erano in vantaggio per due reti a zero fino a cinque minuti dal fischio finale, e con un uomo in più dal ventottesimo, dopo il cartellino rosso sventolato in faccia a Shachov per un goffo fallo da ultimo uomo. Sembrava, insomma, che niente potesse, almeno stavolta, togliere i tre punti ai campioni di Russia. Ma ecco che, mentre stava per scoccare l’ottantaseiesimo minuto, il difensore serbo Marko Petković faceva il patatrac, rinviando sui piedi di un avversario, con il rimpallo che si trasformava in un involontario assist per Markov, che accorciava le distanze. E poco dopo, al minuto 89, il Tosno completava la rimonta con Zabolotnyj, assestando un colpo durissimo al morale dello Spartak e facendo emergere tutto il malcontento che covava nello spogliatoio.

Così, nella conferenza stampa del dopopartita, Carrera diceva ai giornalisti “di chiedere ai suoi calciatori se avessero problemi con lui”, facendo scatenare le dietrologie.

Tanto che, secondo il direttore di “Sport-Express”, dopo la gara, negli spogliatoi si sarebbe consumato l’ennesimo scontro tra l’allenatore italiano e i suoi giocatori, e Carrera sospetterebbe ormai una congiura dei senatori per “farlo fuori” dalla panchina.

Tesi smentita dai dirigenti dello Spartak e dal capitano della squadra biancorossa, Denis Glushakov, che su Instagramha scritto che si tratta solo di illazioni della stampa, mentre il proprietario del club, il miliardario Leonid Fedun, rinnovava l’immutata stima al tecnico e invitava tutti a stringersi attorno a lui e a lottare partita dopo partita per risalire la china. 

Ma la stampa e gli esperti di calcio fanno a gara nello spiegare gli errori dell’allenatore e come abbia perso il controllo dello spogliatoio. Citano tra gli sbagli l’aver imposto altri italiani nello staff tecnico: Attilio Malfatti e Giorgio D’Urbano, il che avrebbe rotto qualcosa nei meccanismi del club. E ancora l’aver voluto e il continuare a schierare e a difendere il serbo Petković, che fa molti errori, che spesso costano cari a una squadra che prende un sacco di gol in zona Cesarini e che non sa più vincere in trasferta. 

I segnali di nervosismo si vedevano già da prima del disastroso finale di gara con il Tosno: in caso di cambi i giocatori non davano più la mano all’allenatore, né festeggiano con lui in caso di gol o vittoria. E Carrera da parte sua ha più volte accusato chi scende il campo di non aver dato il massimo o di aver commesso errori imperdonabili.

Si avvicina il match con il Liverpool in Champions League, previsto per il 26 settembre, e il futuro resta incerto. Lunedì sera, dopo un incontro chiarificatore con giocatori e società, Carrera ha detto “che nessuno ha intenzione di alzare le mani e arrendersi, e non resta che rimboccarsi le maniche e lavorare con ancora più impegno di prima, perché siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo tutti remare nella stessa direzione”. 

Ma tra gli esperti restano i dubbi sulla tenuta della panchina, e secondo molti Carrera potrebbe presto perdere il posto. 

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