Il segno duro Ъ: a cosa serve la lettera più strana dell’alfabeto russo

Sputnik
Non corrisponde a nessun suono, ma ha una precisa funzione tecnica. I bolscevichi le dichiararono guerra, e così, dal 1991 in poi, è una strategia di marketing tornare ad aggiungerla alla fine delle parole, come era prima della riforma grammaticale del 1917, tanto che un giornale ne ha fatto il suo elemento di riconoscibilità

Nell’apprendimento della lingua russa, uno straniero deve affrontare molte difficoltà. Una delle prime è il cirillico, l’alfabeto. Ha parecchie lettere in più rispetto a quello latino, e tante lettere hanno un aspetto piuttosto insolito.

Inoltre, ha due lettere che non sono pronunciate: la Ъ и la Ь, dette in russo “tvjórdyj znak” e “mjàgkij znak”, ossia “segno duro” e “segno morbido”. Nessuna parola inizia con loro (proprio come nessuna inizia con la lettera Ы), e non hanno valore fonetico in sé, bensì solo una funzione “tecnica” a livello ortografico: indicano come pronunciare la lettera che le precede o segue. In questo articolo ci occuperemo del “tvjórdyj znak”, il “segno duro”.

“Come scrive ‘Ъ’…”

Sorprendentemente, se una persona russa legge la frase “Как пишет ‘Ъ’” (“Kak pìshet ‘Ъ’”; letteralmente: “Come scrive ‘Ъ’”) non ha alcuno smarrimento. Capisce subito che vuol dire: “Come scrive il quotidiano ‘Kommersànt’” o qualche mezzo di informazione dell’omonimo gruppo editoriale, che comprende anche dei periodici e una stazione radio. La Ъ infatti è un loro logo ormai consolidato.

E se si scrive su un motore di ricerca russo la lettera Ъ, i primi risultati non saranno pagine di grammatica sul segno duro, ma pagine del “Kommersant” e la sua homepage

Il capo delle pagine culturali del giornale, Sergej Khodnev, non ricorda che ci sia un’altra pubblicazione al mondo riconoscibile con una sola lettera. Abbreviazioni: sì, per esempio NYT, ma una sola lettera e peraltro senza suono, no!

La parola “kommersànt”, “uomo d’affari” in russo non è scritta con un segno duro alla fine, ma senza: коммерсант. Da dove viene allora la lettera Ъ nella testata del giornale “Kоммерсантъ”?

Un’eredità della Russia zarista

Questa lettera prima della Rivoluzione del 1917 era chiamata “Jer” (еръ) e tra i suoi usi aveva quello obbligatorio alla fine delle parole che terminavano in consonante. Molto spesso, la lettera indicava che il sostantivo, la forma verbale o anche un cognome erano riferiti al genere maschile: “Санктъ-Петербургъ” (“San Pietroburgo”), “понялъ” (“ho capito”), “Джонатанъ Свифтъ” (Jonathan Swift). Sulle insegne dei negozi, i cognomi dei commercianti o i nomi dell’attività commerciale terminavano sovente in Ъ:  “Граммофоны А.Бухардъ” (“Grammofoni A. Burkhard”) , “Салонъ” (“Salone”), e così sulla stampa: “журналъ” (“rivista”), “альманахъ” (“almanacco”).

Dopo la Rivoluzione d’Ottobre, fu attuata una riforma dell’ortografia e la lettera “Jer” alla fine delle parole fu rimossa. Ciò permise un risparmio di circa il 4% dello spazio nei testi stampati. E la riforma, con le sue semplificazioni, fu molto importante per l’eradicazione dell’analfabetismo, che era dilagante ai tempi dell’impero zarista.

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“Alla fine degli anni Ottanta, i padri fondatori del quotidiano ‘Kommersant’ trovarono psicologicamente importante colmare il divario tra la perestrojka e la realtà pre-rivoluzionaria”, spiega Sergej Khodnev a Russia Beyond. Insomma, volevano dimenticare l’esperienza sovietica e l’economia pianificata, e ricordare l’epoca gloriosa del commercio che esisteva prima della Rivoluzione del 1917. A proposito, un giornale chiamato Kommersant con il segno duro alla fine esisteva davvero prima della Rivoluzione e scriveva di questioni di business.

La Ъ come segno di prestigio

L’ortografia prerivoluzionaria è piaciuta anche ai fondatori della catena di negozi di carne “МясновЪ” (Mjasnov): una macelleria con questo nome avrebbe potuto ben figurare in una galleria commerciale pre-1917. E questo esempio è tutt’altro che l’unico oggi.

L’aggiunta del segno duro alla fine delle parole porta un riferimento semantico al capitalismo dei tempi zaristi, il che comunica l’idea di un buon servizio e di rispetto per il cliente. In effetti, nei negozi sovietici, senza concorrenza, i clienti erano trattati senza troppo garbo.

L’attuale funzione grammaticale del segno duro Ъ

A differenza di altre lettere che nel 1917 furono completamente abolite (la Ѣ, jat; la Ѳ, fita; e la І) il tvjordyj znak sparì dalla fine delle parole, ma restò parzialmente in uso con un’altra funzione: il separatore di lettere. Nel russo prima della riforma il segno duro Ъ andava scritto tra il prefisso e la radice delle parole, se il prefisso terminava con una consonante, e la radice iniziava con una vocale. Ad esempio, prima della rivoluzione, “risparmiare”; “fare economia” si scriveva “съэкономить” e non “сэкономить” (“sekonómit”) come oggi.

Dopo la Rivoluzione, volevano farne a meno anche in questa funzione e usare al suo posto un apostrofo, come separatore, ma la pratica non prese piede.

Ora il segno duro Ъ è ancora posto tra prefisso e radice, ma solo se la radice della parola inizia con una di queste quattro vocali (dette iotizzate): E, Ё, Ю, Я. Il fatto è che, a seconda di ciò che queste lettere hanno davanti, sono pronunciate o meno come se avessero una “i breve” prima di loro. E, ad esempio, nella parola “подъезд” (“androne”, “ingresso”, “scala”), il segno duro fa immediatamente capire che bisogna pronunciarla “padjést”, con la semivocale /j/ che continua a farsi sentire chiaramente nella composizione.


Mettiamo i puntini sulla e! Storia della ё, la lettera più bistrattata dell’alfabeto russo 

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