5 laboratori che sono il fiore all’occhiello del Politecnico "Pietro il Grande" di S. Pietroburgo

Riuscite a immaginare vari robot, veicoli ad energia solare, un supercomputer, un laboratorio di ricerca sulle malattie cerebrali e diverse startup innovative, tutte sotto lo stesso tetto? Benvenuti all'Università politecnica "Pietro il Grande" di San Pietroburgo (SPbPU), uno dei principali atenei russi nel campo scientifico e ingegneristico

Cinque laboratori che sono il fiore all’occhiello del Politecnico "Pietro il Grande" di S. Pietroburgo

MATERIALE PROMOZIONALE Riuscite a immaginare vari robot, veicoli ad energia solare, un supercomputer, un laboratorio di ricerca sulle malattie cerebrali e diverse startup innovative, tutte sotto lo stesso tetto? Benvenuti all'Università politecnica "Pietro il Grande" di San Pietroburgo (SPbPU), uno dei principali atenei russi nel campo scientifico e ingegneristico

Опубликовано Russia Beyond it Понедельник, 17 июня 2019 г.

Fondata nel 1899, l'Università politecnica "Pietro il Grande" di San Pietroburgo (SPbPU), nota anche più brevemente come Politecnico, è considerata una delle migliori istituzioni di ricerca e istruzione in Russia, e sforna professionisti di fama mondiale in una varietà di settori, tra cui: fisica applicata e matematica, ingegneria industriale, ingegneria chimica, ingegneria aerospaziale, ecc.

Tra i suoi allievi di spicco figurano fisici nucleari e progettisti di armi atomiche come Julij Khariton e Nikolaj Dukhov, progettisti di aeromobili di fama mondiale e ingegneri aerospaziali, come Oleg Antonov, Nikolaj Polikarpov e Georgij Beriev. È anche il luogo in cui hanno studiato o lavorato i vincitori del premio Nobel Nikolaj Semenov (Chimica, 1956), Pjotr Kapitsa (Fisica, 1978) e Zhores Alferov (Fisica, 2000).

Più di 33.000 studenti sono attualmente iscritti all’Istituto, tra cui 7.000 provenienti da Europa, Asia e Africa. L’Università ha un ufficio di rappresentanza a Shanghai, in Cina, e un centro informazioni a Madrid, in Spagna. Questi centri aiutano l’università a trovare i migliori candidati internazionali e a promuovere la cultura russa all’estero. 

Il Politecnico fa parte della Russian Academic Excellence Initiative (il “Project 5-100”), un’iniziativa statale volta a migliorare il rating delle università russe a livello globale e a renderle più competitive con altre università di alto livello all’estero. Nell’ottica di questo obiettivo, il Politecnico ha lavorato duramente negli ultimi cinque anni per modernizzarsi. Proprio di recente, dal 16 al 17 maggio, l’Università ha ospitato una conferenza del “Project 5-100”, in cui ha discusso i progressi già raggiunti e le sfide ancora aperte. 

“Se si confronta come era l’università nel 2013 e come appare oggi, sembrano praticamente due università diverse - sostiene Andrej Rudskoj, rettore dell’SPbPU -. L’implementazione del ‘Project 5-100’ ci ha richiesto di cambiare l’immagine della nostra università, la sua struttura interna e la sua mentalità, la qualità dell’insegnamento, il suo brand, nonché ha richiesto la nostra partecipazione ai vertici internazionali, una costante attività di pubblicazione e il dover aumentare la nostra cooperazione con realtà industriali ad alta tecnologia. Quindi oggi è veramente una nuova università, che fa parte dell’élite scientifica accademica mondiale.” 

Secondo lui, la quantità di studenti stranieri presso il Politecnico è cresciuta di tre volte negli ultimi cinque anni. Questo, dice, dimostra che l’immagine dell’Università come istituzione educativa competitiva è migliorata. 

Oltre 100 società di fama mondiale collaborano attualmente con l’Università. La lista include non solo grandi società russe come Rosatom e Rostech, che svolgono un ruolo significativo nell’economia del Paese, ma anche nomi stranieri come Siemens, GM, Intel, Airbus e Festo Holding GmbH: collaborano con il Politecnico a progetti di ricerca congiunti e offrono lavoro ai laureati dell’istituto. 

Dalla robotica alle startup innovative: ecco i cinque laboratori di ricerca di cui la "Pietro il Grande" è più orgogliosa: 

The Kawasaki-Polytech Robotics Center  

Fondato nell’autunno 2018, il Kawasaki-Polytech Robotics Center è il più grande centro di ricerca e formazione nel campo della robotica industriale in Russia. 

Creato in collaborazione con il produttore giapponese di macchinari Kawasaki, il centro funziona sia come show-room che come luogo in cui studenti di ingegneria e giovani professionisti possono studiare e lavorare assieme su robot industriali per l’industria automobilistica, mentre si preparano per una carriera nel settore.

Attualmente, il centro dispone di una gamma di robot in grado di completare in piena autonomia attività complesse come la verniciatura o la saldatura di oggetti.

The Supercomputer Center 

Il Supercomputer Center del Politecnico è tra i primi cinque più potenti in Russia. Comprende due sistemi: Nanoscale e Tornado, per compiti diversi. Funziona 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 e può affrontare ricerche complesse e interdisciplinari in una varietà di settori, dalla meccanica alla biofisica e alla biotecnologia.

Secondo l’ingegnere elettronico capo Anton Lukjanov, il supercomputer è utilizzato non solo da studenti e personale accademico, ma anche da società esterne, non necessariamente affiliate all’università.

“Una delle principali differenze di questo computer da un personal computer è che consente di unire diversi computer: due, dieci o addirittura 15. Permette, insomma, di riunire la potenza di un gran numero di computer per risolvere problemi complessi, rendendo così possibile fare calcoli più velocemente”, spiega. 

The Molecular Neurodegeneration Lab  

Trovare una cura per malattie come l’Alzheimer e il Parkinson non è un compito facile, ma il Laboratorio di studio sulla Neurodegenerazione Molecolare dell’SPbPU si sforza di avvicinarsi all’obiettivo e renderlo realtà. In Russia, ci sono un certo numero di centri di ricerca che lavorano in quest’area, ma tutti si trovano a Mosca. Il laboratorio del Politecnico è l’unico di San Pietroburgo che si concentra sullo studio delle ragioni alla base delle disfunzioni cerebrali. 

Gli studi coinvolgono sia la ricerca molecolare che prove comportamentali su topi geneticamente modificati che sono comunemente utilizzati per la ricerca o come modelli animali di malattie umane, e sono anche utilizzati per la ricerca genetica. 

“Uno degli esperimenti che analizza la disfunzione cerebrale nelle fasi iniziali sui topi serve a vedere come cambia il loro comportamento. Per vederlo, li mettiamo in una situazione in cui devono camminare lungo un bastone dritto. Se riescono a farlo facilmente, sono sani. Se no, se si confondono e cadono, qualcosa non va nel loro cervello”, spiega Olga Vlasova, vice capo del laboratorio. 

Il laboratorio è attivo dal 2012 e ha già registrato un brevetto su un composto chimico che potrebbe curare tali malattie in futuro.

Solar Team Lab 

Un progetto unico, che vede impegnati studenti e neo-laureati del Politecnico, il Solar Team Lab, ha una serie di sottoprogetti: la macchina da corsa di Formula Student, un’astronave solare e un’auto da corsa solare. Quest’ultima è la più complessa delle tre, ed è stata addirittura autografata dallo stesso presidente Vladimir Putin durante la sua visita all’università nel 2018. 

Costruita in due anni (grazie a calcoli fatti usando il supercomputer), l’auto può raggiungere i 90 km/h ed è già stata mostrata all’estero. L’anno scorso ha partecipato all’American Solar Challenge 2018 e ha ricevuto il premio “Best First Time Car”.

“Oggi stiamo lavorando ad adeguamenti per la prossima stagione, ancora per gli Stati Uniti, e per implementare la nostra idea di trasformarla in un’auto senza conducente”, afferma Evgenij Zakhlebaev, responsabile del Solar Team. L’anno scorso il team è stato sponsorizzato da Kaspersky Lab e ora riceve il supporto del Politecnico e della società francese Motul. 

FABLAB (Center for Creativity) 

Dalle macchine di Rube Goldberg (un meccanismo progettato in maniera deliberatamente complessa per eseguire operazioni semplici) ai prototipi di motori buggy: il FABLAB (Center for Creativity) del Politecnico è un luogo in cui tutti possono ottenere il supporto necessario per trasformare le loro idee in realtà. Studenti e innovatori nel campo dell’ingegneria esterni all’università lavorano qui su decine di progetti utilizzando le strutture, il supporto tecnico e la possibilità di consulenza, forniti gratuitamente dal centro. Le strutture del centro includono anche stampanti 3D, laser e vari strumenti tecnologicamente avanzati. 

Tra le sue storie di successo c’è la startup “Air & Soil Technologies”, che ha sviluppato il robot drone “iSee” in grado di identificare visivamente piante o infestanti per l’irrorazione individuale di diserbante, piuttosto che trattare l’intero campo/area. Questo riduce le sostanze chimiche utilizzate dell’80% e aumenta il rendimento in media del 12%. 

Come ricorda Akmal Kholikulov, il fondatore della startup, il progetto è stato implementato all’interno delle mura di FABLAB, usando i suoi strumenti e il supporto del Polytech, incluso quello per la promozione e la commercializzazione dell’idea. “All’inizio pensavamo di sviluppare un drone per piantare le piantine su un campo, ma dopo aver condotto un sondaggio e consultazioni con esperti, abbiamo deciso di cambiarlo nella versione attuale”, spiega. 

“Abbiamo investito i nostri fondi personali, ma abbiamo ottenuto il supporto necessario dal Politecnico per tutto ciò che riguarda l’ingresso sul mercato (promozione e preparazione della nostra proposta ai potenziali clienti). All’interno delle mura FABLAB, abbiamo costruito il drone e lo abbiamo testato sui terreni dell’università”, dice, aggiungendo che ora l’azienda ha già ottenuto un contratto con un’azienda agricola russa.

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