Vola l'export toscano in Russia: +42,4% nel 2015

Dati in controtendenza rispetto alla media nazionale. Antonio Fallico di Banca Intesa Russia: "Il forum di San Pietroburgo sarà un'occasione importante per rilanciare il business"

Corre l’export toscano in Russia. Nel 2015, infatti, le esportazioni Made in Tuscany verso Mosca hanno sfiorato i 746 milioni di euro, incassando un +42,4% sul 2014. Un dato in controtendenza rispetto a quello italiano che l’anno scorso ha registrato una compressione delle esportazioni verso la Federazione del 25,2% (7,1miliardi di euro), a causa del perseverare della crisi geopolitica, della volubilità economica internazionale e della fluttuazione del cambio del rublo legato alle dinamiche dei prezzi petroliferi.

È l’istantanea emersa all’apertura dei lavori del secondo seminario italo russo in corso a Firenze organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum economico internazionale di San Pietroburgo e Consolato onorario della Federazione Russa di Firenze.   Secondo i dati Istat elaborati da Conoscere Eurasia, l’anno scorso l’interscambio Toscana-Russia si è fermato a 1,03 miliardi di euro, in calo del 6,7% rispetto al 2014. A pesare negativamente sulla bilancia il tonfo delle importazioni da Mosca diminuite del 51,3%, trascinate al ribasso dalla contrazione della domanda dei prodotti di estrazione mineraria (-60%) e di quelli manifatturieri (-33,2%). Per contro, sul fronte dell’export sono le attrezzature e i macchinari a far scattare il rialzo in doppia cifra delle spedizioni verso il Cremlino. Le due categorie, infatti, nel 2015 si sono avvicinate ai 438 milioni di euro in crescita del 255% sull’anno precedente. Diminuiscono, invece, le vendite dei prodotti provenienti dai distretti più rappresentativi in Russia, come il tessile e l’abbigliamento che l’anno scorso si sono fermati a quasi 142 milioni di euro (-20,9%) e il comparto alimentari e bevande a -33,8% (14,8milioni di euro). 

Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “Il dato delle esportazioni toscane verso la Russia è la dimostrazione che le sanzioni e le conseguenti contro sanzioni - pur nel loro drammatico impatto sulla bilancia commerciale dell’ultimo biennio -non hanno azzerato quanto fatto dalle imprese italiane in questi anni. In attesa che lo scenario economico internazionale si liberi dalle sovrastrutture ideologiche che lo hanno paralizzato - ha proseguito Fallico – occorre riprendere la via della fiducia. Russia e Italia sono due Paesi amici e strategicamente complementari. Una realtà che emergerà anche al prossimo Forum economico internazionale di San Pietroburgo (16-18 giugno) dove l’Italia sarà Paese sarà ospite d’onore. Si tratta di una grande occasione di ripresa delle relazioni economico-commerciali. Per questo – ha concluso il presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia – l’Associazione Conoscere Eurasia, su incarico dell’organizzatore del Forum ‘Roscongress’, di cui è il partner italiano da diversi anni, sta realizzando il Padiglione italiano, al quale parteciperanno - con il coordinamento dell’Ambasciata d’Italia a Mosca - le principali aziende italiane interessate alla Federazione Russa. Nel Padiglione saranno presentate le tecnologie e il know-how sviluppati in Italia d’interesse per la diversificazione dell’economia russa, organizzati in cinque cluster: meccanica-alta tecnologia, energia, agro-industria, infrastrutture e finanza”.

Sul fronte dei dati 2015 elaborati da Conoscere Eurasia, è Firenze a trainare le esportazioni toscane in Russia con oltre 329,7 milioni di euro (+21%), seguita da Massa Carrara (226,1 mln). A distanza, Arezzo (43,5 mln); Pisa (37,6 mln), Lucca (36,9 mln) e Prato (32 mln).

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