L’informazione che guarda alla Russia

Una società americana ha lanciato una nuova risorsa specializzata sulle tematiche legate alla Federazione. In un’intervista, i motivi che hanno spinto gli ideatori del progetto a puntare sulle notizie che arrivano dall’Est

A metà marzo 2014 i ragazzi di Vice hanno lanciato il loro nuovo sito di informazione in 22 Paesi, chiamandolo Vice News. La società si descrive come leader mondiale tra i fornitori di contenuti mediatici per un pubblico giovanile, anche se Vice fa affidamento sugli articoli di esperti e sul giornalismo investigativo. Sin dai primi giorni in cui è diventata una risorsa globale, il team di giornalisti e direttori di Vice è venuta più volte in Russia, ammettendo di essere affascinato dal Paese.

Nel 2011 Shane Smith, fondatore e direttore generale dell’azienda, è andato da Mosca a Chabarovsk in treno, spingendosi fino alla Corea del Nord dove ha girato sette puntate del documentario “Campi di lavoro nordcoreani”. Questa storia ha portato il team sotto i riflettori dell’intera nazione e, come vantaggio iniziale ulteriore, è valsa un contratto con la rete televisiva statunitense via cavo Nbo che adesso ne trasmette i documentari. Carsten Kritscher, direttore generale di Vice Media in Germania, in quest’intervista rilasciata a Russia Oggi cerca di spiegare la passione che l’azienda ha per la Russia e i russi. “Beh, noi adoriamo la Russia! Il primo dvd di Vice Media mai messo in commercio conteneva le riprese del mio viaggio in Transiberiana - spiega -. A quello ha fatto seguito la storia degli animali radioattivi della taiga siberiana, poi abbiamo parlato dei comportamenti da adottare a bordo dei treni russi. Anche se nel corso degli anni non abbiamo modificato il nostro stile narrativo, ammetto che di recente i nostri articoli dalla Russia sono improntati a un maggiore orientamento politico in reazione agli eventi globali che portiamo in primo piano. Due anni fa abbiamo dato il via al progetto Vice Russia e adesso a Mosca abbiamo un team di 15 persone. Siamo pronti a impegnarci in una vasta gamma di operazioni, a cominciare dal giornalismo investigativo tramite servizi creativi messi a punto internamente, come sviluppo strategico, produzione cinematografica e pubblicità”.

“Vice si rivolge a un pubblico molto giovane: la maggior parte dei nostri fan ha tra i 13 e i 18 anni ed è in prevalenza di sesso maschile. All’inizio di marzo il nostro team di Mosca ha trascorso due settimane in Ucraina per quello che noi chiamiamo un video di esperienza full-immersion. I ragazzi hanno incontrato i russi bussando letteralmente di porta in porta e chiedendo di poter ascoltare le loro storie, astenendosi dal fare commenti o aggiunte, e varcando così la cosiddetta linea di confine tra i due paesi. Non abbiamo la presunzione di affermare che capiamo la Russia meglio di tutti gli altri media. E, in ogni caso, ho come l’impressione che i russi non abbiano le idee chiare fino in fondo su loro stessi. Ciò che offriamo però ci porta molto più avanti di tutti gli altri media: noi mostriamo russi e ucraini che raccontano le loro storie. Ed è per questo che siamo più bravi degli altri media. Noi non siamo impegnati politicamente. Non facciamo parte né della destra, né della sinistra, né del centro. Noi siamo Vice e ci atteniamo alla nostra filosofia. Ammetto che ciò potrebbe sembrare ingenuo, ma è la verità. A noi stanno a cuore le storie interessanti: questa è la nostra responsabilità ed è per questo che possiamo ancora prendere decisioni precise”.

“Il gruppo Vice Media si occupa di riviste, articoli specifici, documentari, agenzie di promozione, festival musicali e forte supporto ai giovani artisti”. La società entro il 2016 prevede di sfiorare il miliardo di dollari quotando le proprie azioni: lo ha rivelato al Digital Innovators’ Summit di Berlino il direttore commerciale di Vice Media, Carsten Kritscher.

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