Vitalik Buterin, chi è il russo incoronato da Forbes “più giovane miliardario in criptovalute”

John Phillips/Getty Images
Ha iniziato a programmare al computer quando aveva cinque anni e oggi, grazie al suo Ethereum, questo ragazzo classe 1994 è una delle persone più ricche del mondo

Un ragazzo giovane e magro, con indosso una T-shirt bianca siede con un microfono in mano in una sala conferenze a Skolkovo, l’Innovation Center alle porte di Mosca. Diverse centinaia di persone lo ascoltano, e tutti i suoi gesti e le espressioni del viso sembrano tradire imbarazzo.

“Vogliamo capire come vengono fuori improvvisamente progetti del genere, dal valore di 36 miliardi di dollari. Da dove nasce tutto ciò? Probabilmente tutto questo viene dall’infanzia. Hai finito l’asilo e sei finito in Canada, ma come ci sei arrivato?”, gli chiede il moderatore dell’incontro.

Steve Waterhouse, Vitalik Buterin e Austin Hill durante il TechCrunch Disrupt, Londra, 2015

“Con mia madre e mio padre, in aereo, credo fosse un volo Lufthansa”, risponde lui.

“Sì, ma cosa è successo?”, il presentatore non si dà per vinto.

“Beh… il volo è durato 10-12 ore; un buon volo, ottimo direi”, il ragazzo continua a eludere la domanda.

Questo è un estratto da una conversazione del 2017 con uno dei fondatori del secondo sistema di criptovaluta e blockchain più popolare dopo il Bitcoin: Ethereum, il ventisettenne Vitalik (Vitalij) Buterin. Al momento di quell’intervista aveva 23 anni. Quattro anni dopo, “Forbes” lo ha nominato il cripto-miliardario più giovane del mondo. Ma il suo percorso non è stato così facile come sembra.

Infanzia e 400 articoli sulla blockchain

Vitalij è nato nel 1994 nella piccola e pittoresca cittadina di Kolomna, 115 km a sudest di Mosca, e si è trasferito con i genitori in Canada quando aveva sei anni. Da bambino, per volontà dei suoi, andava a lezioni di piano e in un’occasione anche di sci, ma tali attività non erano di suo gradimento. Buterin si è interessato molto presto alla programmazione informatica e a dieci anni creava già dei suoi piccoli giochi.

“Ho iniziato a programmare all’età di cinque o sei anni. Ma sul serio, ovviamente, ho iniziato a farlo all’età di dieci o dodici anni. All’inizio realizzavo tutti i tipi di giochi. Avevo un vecchio computer Windows 95 e un libro su come programmare in C++ con Allegro […]. Tutto è iniziato da lì”, ha raccontato Buterin in un’intervista al sito web xakep.ru.

A scuola, Buterin voleva sempre il massimo dei voti in tutte le materie. Lui stesso ha ricordato di essere stato ossessionato dallo studio.

“Quando ero al quinto o sesto anno, ricordo solo che molte persone parlavano sempre di me come se fossi una specie di genio della matematica. E ci sono stati così tanti momenti in cui ho pensato, ma perché non posso essere come una persona normale e avere una media come tutti gli altri?”, ha ricordato Buterin in un’intervista a Wired.

Vitalik ha appreso dei bitcoin nel 2011 da suo padre, Dmitrij, anche lui specialista nel campo dell’informatica. A quel tempo, Vitalij aveva già partecipato ad alcune Olimpiadi dell’informatica e si era classificato al quarto posto in una di esse.

“Papà mi ha detto che esisteva una valuta così interessante, con nessun governo e nessuna banca centrale che la controlla. All’inizio ho pensato: ‘Come può esistere un sistema del genere, dopotutto questi sono solo numeri in un computer! Come possono avere un valore?’ Tre settimane dopo, mi sono imbattuto nei Bitcoin su Internet e ho deciso di approfondire l’argomento”, ricorda Vitalij.

Ben presto, il giovane programmatore iniziò a scrivere articoli su bitcoin e blockchain per forum tematici e siti web. Già in quello stesso 2011, fu co-fondatore di una pubblicazione su questo argomento: “Bitcoin Magazine”. 

“Ho scritto in vari forum tematici fino a quando ho trovato un ragazzo che ha iniziato a pagarmi con bitcoin per i miei articoli sul suo blog […]. Il fatto è che il bitcoin univa tutti gli interessi che già avevo: matematica, informatica, programmazione, crittografia”, ha detto Buterin in un’intervista ad “Abra”, il canale YouTube specializzato in criptovalute.

Blockchain al posto dell’università

Il concetto di Ethereum, una piattaforma blockchain e della sua criptovaluta, l’Ether, Buterin lo ha inventato nel 2013. Un anno prima, era riuscito a entrare all’Università di Waterloo, in Canada, ma quasi subito ha abbandonato gli studi per lavorare ai suoi progetti crittografici.

“Nel 2012 ho abbandonato l’università e ho viaggiato in diversi posti dove c’erano progetti bitcoin. Alla fine sono arrivato in Israele. Lì, molte persone si sono concentrate sul concetto di utilizzare la blockchain per cose diverse dalle monete. Gli sviluppatori hanno proposto di creare protocolli separati per ciascuna applicazione blockchain, tipi speciali di transazioni. Ho subito capito che questo è molto limitante”, ha detto Vitalij in un’intervista a Rusbase. Lui ha avuto l’idea di creare un’unica piattaforma con il proprio linguaggio di programmazione, in modo che qualsiasi applicazione potesse essere scritta al suo interno.

Ha buttato giù la strategia del progetto e l’ha inviata a 15 amici affinché facessero le loro critiche. Due settimane dopo, circa 20 persone si sono offerte volontarie per aiutare Buterin nella realizzazione del progetto.

Vitalik ha raccolto i soldi per il lancio attraverso il crowdfunding: le persone hanno inviato un bitcoin in cambio di 2.000 ether, la futura valuta di Ethereum In poco tempo, Buterin ha raccolto 30 mila Bitcoin, al tasso del 2013: 18,5 milioni $.

Nel 2014 ha vinto i World Technology Awards, in un anno in cui tra gli altri in nomination c’erano persone come, ad esempio, Mark Zuckerberg. Nello stesso anno, Vitalik ha ricevuto una sovvenzione di 100.000 $ dalla fondazione del fondatore di PayPal, Peter Thiel.

“La mia più grande paura era che se non avessi pubblicato nulla, qualcuno lo avrebbe inventato e nessuno avrebbe saputo che ero stato io a inventarlo per primo. Per me essere il primo è molto più importante dei soldi”, ha detto Buterin.

Gli alti e bassi di Ethereum

Vitalij Buterin e altri tre co-fondatori, Mihai Alisie, Anthony Di Iorio e Charles Hoskinson, hanno lanciato Ethereum nel luglio del 2015.

Ethereum è essenzialmente un sistema unico in cui le persone possono creare applicazioni e condurre transazioni senza intermediari. Ad esempio, si possono creare portafogli di criptovaluta, caricare documenti nel database del sistema, che non andranno persi e che non possono essere modificati unilateralmente. Consente inoltre di creare applicazioni per la compravendita finanziaria, i giochi, i propri social network, per tenere elezioni dove è impossibile falsificare i voti, ecc.

Il fondatore di Ethereum, Vitalik Buterin, durante la sessione

Era possibile acquistare ether solo in cambio di bitcoin: per un bitcoin un nuovo utente riceveva 2 mila ether. 42 giorni dopo l’inizio del trading, Ethereum aveva già venduto ether per un valore di 31.000 bitcoin, o 18,4 milioni di dollari, secondo il sito web “Eyerys“.

“L’interesse era qualcosa di reale, di concreto. Non si trattava solo di parole. Questo mi ha dato una sensazione di orgoglio e responsabilità”, ha detto Buterin in un’intervista con “Eyerys”.

Al momento del lancio del progetto, un ether valeva 2,9 $; in un anno era salito a 10-11 $; due anni dopo, nel 2017, la sua tariffa variò da 160 a $ 271 $. Alla fine di maggio 2021 vale attorno a 2.300 dollari e in precedenza, quest’anno, ha superato i 4.000!

Grandi aziende come IBM, Goldman Sachs, JP Morgan e altre iniziarono a collaborare con il sistema. Nel marzo 2016 la capitalizzazione del progetto ha raggiunto il miliardo di dollari e nello stesso anno, sulla base della piattaforma Ethereum, il programmatore Christoph Christoph Jentzsch ha creato il progetto blockchain della Decentralized Autonomous Organization (DAO), un fondo di investimento autonomo che ha raccolto 150 milioni di dollari.

Un hacker ha trovato una falla nel codice sorgente del fondo e ha rubato criptomonete per un valore di circa 44 milioni di dollari. L’hacker non è mai stato trovato ed Ethereum ha congelato tutti gli ether rubati con un successivo rollback del blocco della blockchain, fino al momento dell’hacking. Questo ha effettivamente svalutato le monete rubate. DAO è stato escluso dal sistema, Buterin ha riscritto il codice sorgente della blockchain per restituire l’ether all’investitore e ha riavviato il sistema.

Tutti gli utenti del sistema aggiornato hanno ricevuto “nuovi” ether, copie dei vecchi, ma che funzionano con un nuovo software. Ad alcuni utenti questa decisione non è piaciuta: a loro avviso, l’errore è stato commesso dalla DAO e non dall’hacker, che ha semplicemente approfittato del buco nel codice sorgente del fondo. In segno di protesta, hanno creato la loro criptovaluta “Ethereum Classic” sulla vecchia versione della blockchain di Buterin. Esiste ancora: il suo prezzo al momento della scrittura di questo articolo è di 54,5 $.

Nel giugno 2017, un utente anonimo pubblicò informazioni sul sito web 4chan sulla morte di Buterin e sul fatto che gli addetti ai lavori stavano vendendo gli ether. La criptovaluta subì un forte calo, passando da 304 $ a 284 $ in un’ora. Poche ore dopo, Buterin pubblicò sul suo account Twitter una foto che lo mostrava vivo e vegeto e con una delle sue ultime transazioni sul sistema, dopodiché l’ether risalì al suo costo originale.

Ricchezza e progetti futuri

Nel tempo libero, Buterin ama viaggiare, nuotare, giocare a tennis e a badminton.

“Mi diverto imparando cose nuove o facendo cose strane come migliorare il mio tedesco. E poi amo fare lunghe passeggiate”, ha confessato Vitalij.

Vitalik Buterin a Seul

Sul suo Twitter ufficiale, ha pubblicato un elenco di cose che lo interessano:

  • Crittografia + blockchain
  • Estensione della durata della vita
  • Nuova governance/“social tech”
  • Migliore istruzione online di tutti i tipi
  • Costruire città
  • Riduzione della povertà globale
  • Spazio

Nel 2017, Buterin ha donato 2,4 milioni di dollari alla SENS Research Foundation, una fondazione di ricerca antietà.

Alla fine di aprile 2021, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha annunciato la vendita di obbligazioni per un valore di 100 milioni di euro alla blockchain di Ethereum. Sulla base di questa notizia il prezzo di un ether è passato da circa 2.500 a circa 3.400 $, toccando un picco di 4.179 $ l’11 maggio. Vitalij possedeva 333.520 ether, che ora hanno un valore di 1,09 miliardi $, secondo Forbes Usa, che lo ha incoronato “cripto miliardario più giovane del mondo”.

Banca europea per gli investimenti

Buterin aveva anche un’enorme quantità di altre criptovalute, come si può evincere dalle sue recenti attività di beneficenza. Il 14 maggio 2021 ha donato 1,14 miliardi di dollari all’India COVID-Crypto Relief Fund per la lotta contro il coronavirus sotto forma di varie monete, la maggior parte delle quali sotto forma di 50,7 trilioni di “monete meme” Shiba Inu, scrive Forbes. Ha anche donato circa 400 milioni di dollari in criptovalute alla Methuselah Foundation, che sviluppa ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa, nonché a Givewell, che sovrintende a fondazioni di beneficenza in tutto il mondo.

Secondo lui, la blockchain può passare alla storia e, grazie alla tecnologia, molti Paesi potranno migliorare la qualità della vita della popolazione.

Un crematorio destinato ai morti per Covid, Nuova Delhi, India, 20 aprile 2021; nel maggio scorso Buterin aveva donato 1,14 miliardi di dollari all’India COVID-Crypto Relief Fund per la lotta contro il coronavirus

“Secondo me, la criptovaluta è allo stesso tempo una sorta di progetto morale. Se ti interessa solo la capitalizzazione e la creazione di un gettone costoso che ti aiuterà a diventare ricco, il progetto non avrà successo a lungo termine. Ci sono stati molti progetti che hanno attirato centinaia di milioni di dollari da fondi di capitale di rischio. Ma in realtà, centinaia di milioni di dollari non possono comprare un’anima”, ha affermato Vitalij in un’intervista a “Inc.Russia”.


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