Cresce l’export della carne russa: Cina primo acquirente

Reuters
Tra gennaio e giugno di quest’anno, l’industria russa della carne ha registrato più di 336 milioni di dollari di export. Tra i maggiori importatori c’è la Cina, che fa slittare l’Ucraina in seconda posizione

Nel primo semestre del 2020 la Russia ha registrato un balzo del 220% nelle sue esportazioni di carne. Lo rivelano i dati del Centro di Studi industriali di Rosseliozbank, pubblicati dal giornale RBK. 

Tra gennaio e giugno di quest’anno, l’industria russa di carne ha esportato più di 336 milioni di dollari di carne e derivati. Nello stesso periodo dell’anno scorso, le esportazioni non avevano superato i 149 milioni di dollari. 

L’export di pollame è aumentato del 250%, arrivando a 193 milioni di dollari; la carne di maiale, invece, ha registrato un +400%, per un totale di 85 milioni di dollari; +300% per la carne di manzo, che tocca quota 16 milioni di dollari. 

Quasi la metà della carne prodotta in Russia è stata acquistata dalla Cina. Alla fine del primo semestre del 2020, la Cina si è infatti rivelata il primo importatore di carne russa, mettendo in secondo piano l’Ucraina, che ne ha acquistato il 28%. 

Tra gennaio e giugno 2020, l’Ucraina ha importato 40.900 tonnellate di carne russa, mentre la Cina ne ha acquistato quasi il doppio (79.900 tonnellate), secondo il Centro federale di agroesportazione. 

L’aumento dell’export è il risultato di un lungo lavoro condotto dal governo russo per aprire ai prodotti nazionali le porte del mercato cinese, ha spiegato al giornale RBC Sergej Yukhin, capo del Comitato esecutivo dell’Associazione nazionale della Carne. 

A gennaio, infatti, i produttori nazionali avevano ottenuto l’autorizzazione per esportare in Cina non solo pollame, ma anche carne di vacca congelata.

I protocolli bilaterali che consentono l'esportazione reciproca di carne di pollame sono stati firmati da Russia e Cina nel novembre 2018.



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