La manicure al tempo del coronavirus: il business di chi sfida il lockdown per non perdere i clienti

Aleksandr Kryazhev/Sputnik
Dai trattamenti di bellezza allo shooting fotografico, dai massaggi erotici alla messa in piega: servizi tutt’altro che essenziali, ma in molti casi ugualmente disponibili, nonostante la pandemia. A Mosca e in varie città della Russia alcune attività commerciali continuano a lavorare, in barba ai divieti. E non mancano le multe

La pandemia spegne le luci nei negozi e nelle piccole attività commerciali di Mosca e di tutta la Russia. Saracinesche abbassate per bar, ristoranti, centri estetici, parrucchieri e negozi di abbigliamento, costretti a chiudere per frenare i contagi da Covid-19. Ma non tutti si attengono alle regole: il 15 aprile il proprietario di un salone di bellezza di Mosca è stato multato di 50.000 rubli (670 dollari) per non aver rispettato il lockdown. Due giorni prima, un altro commerciante è stato sanzionato per essersi messo fuori da una stazione a vendere cibo fast food. 

La multa per gli esercenti che non rispettano le regole può variare da 50.000 (670 dollari) a 150.000 rubli (2.000 dollari), mentre per le persone giuridiche va da 200.000 (2.680 dollari) a 500.000 rubli (6.700 dollari). Oltre alla multa, le imprese rischiano una sospensione dell’attività fino a 90 giorni.

A San Pietroburgo la situazione non è molto diversa: ad aprile sono stati pizzicati ben 620 trasgressori. Sembra infatti che bar, centri estetici, saloni di narghilè e compro oro continuino ad accogliere i clienti, in barba ai divieti. Casi simili sono stati registrati non solo nelle due maggiori città della Russia, ma in tutto il paese. 

Molti infatti si ritrovano a dover scegliere se mandare in fallimento la propria attività o infrangere le regole, rischiando una multa salatissima. Inoltre, in assenza di un’offerta adeguata di servizi, la domanda è molto elevata, e ciò spinge alcuni piccoli imprenditori a riaprire in sordina i battenti. 

È il caso di un salone di massaggi erotici a San Pietroburgo, che continua ad accogliere i clienti nonostante i divieti. Al telefono ci risponde Lena, un’impiegata: “Funziona così: si sceglie un giorno e un'ora, ci si presenta con il proprio partner, e noi vi aspettiamo con la vasca idromassaggio pronta e lo spumante. Si beve, ci si rilassa, e quando si è pronti, entrano due massaggiatrici per le procedure richieste”. Il salone è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e accoglie clienti singoli o in coppia. Costo del servizio: 10.500 rubli per due ore (140 dollari). Quando le si chiede maggiori informazioni sulla sicurezza per i clienti e il rischio di possibili contagi, Lena scoppia a ridere: “Non esiste nessun coronavirus, questo è sicuro. È tutta una finzione! In ogni caso, dopo ogni cliente laviamo tutte le stanze, contagiarsi è impossibile”.

Il business degli studi fotografici

Alcuni studi fotografici di Mosca restano aperti a fotografi e modelle: basta concordare l’orario su Instagram o tramite WhatsApp. Scriviamo a uno di loro, per avere maggiori informazioni, e l’amministrazione ci dice che lo studio è aperto solo su appuntamento, ed è meglio controllare l’orario disponibile sul sito internet. A giudicare dal calendario, ogni giorno ci sono svariati clienti: il 28 aprile, ad esempio, risultava tutto occupato dalle 11 alle 17. 

“Non facciamo entrare nel nostro studio più di cinque persone alla volta, proprio per rispettare il distanziamento sociale. All’ingresso ci sono alcol e disinfettanti. Quindi è tutto gestito in massima sicurezza. Insomma, dobbiamo pur pagare l’affitto in qualche modo… non possiamo chiudere completamente”, ci spiega l'amministratore al telefono.

Anche il Loft 812, un altro studio fotografico di Mosca, è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. "Ogni giorno disinfettiamo lo studio con una lampada UV battericida e abbiamo ordinato maschere, candeggina e guanti", dice l'amministratore.

I saloni di bellezza che sfidano la quarantena 

A Mosca e nella regione circostante continuano a operare anche alcuni saloni di bellezza. Riusciamo a contattarne uno tramite WhatsApp, per sapere se è possibile prendere appuntamento per una semplice manicure. 

“Ora il salone è chiuso, quindi accolgo le clienti a casa mia: ho tutta l'attrezzatura che serve. Pulisco gli strumenti con l'alcol e indosso una mascherina. Insomma, se le donne non possono togliersi lo smalto da sole, cosa devono fare? È importante essere belle, anche a casa”, ci dice Marina.

Su Instagram circola l'hashtag #Безопаснееевсалоне (più sicurezza nel salone), con cui alcuni centri estetici, ufficialmente chiusi per il Covid-19, cercano di salvare qualche cliente.  

“Non ha senso temere il contagio in un salone dove tutto viene sterilizzato come in una clinica medica! La principale minaccia per il nostro settore è quello di chiudere e mandare tutto in fallimento. Noi possiamo garantire procedure sicure al 100%, non solo contro il virus, ma anche contro pericolose infezioni come l'HIV e l'epatite", annunciano all'unisono i saloni di bellezza di tutta la Russia.

Quando potranno riaprire le attività commerciali? 

Al momento non c’è ancora una data ufficiale per la riapertura. Ma Rospotrebnadzor, il Servizio federale russo per la difesa dei diritti e della salute dei consumatori, si sta già preparando e ha pubblicato alcune raccomandazioni su come i saloni di bellezza, le lavanderie, le officine di riparazione auto e in generale i negozi diversi da quelli dei generi alimentari potranno operare quando il virus avrà superato il picco di contagi e il paese inizierà a uscire dall'isolamento. 

In particolare, il documento stabilisce che nei centri estetici non si potrà servire tè e caffè alle clienti, mentre i parrucchieri potranno accogliere non più di una persona in una stanza. Prima di ogni turno, i dipendenti saranno tenuti a misurarsi la febbre e i locali dovranno essere puliti e disinfettati a fondo. 

“Siamo stati proattivi nel redigere un elenco di raccomandazioni per le imprese che sono ancora chiuse nella maggior parte delle regioni - ha dichiarato il 24 aprile Anna Popova, responsabile di Rospotrebnadzor -. Lo abbiamo fatto affinché le imprese capiscano le condizioni in cui potranno operare in sicurezza in un contesto di pandemia”.

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