Crollano le vendite di vodka e vini spumanti in Russia, bene invece il sidro

Igor Zarembo/RIA Novosti
Registrato un calo rispettivamente del 36% e 23% nei primi nove mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Giro d’affari in crescita per le bibite fermentate come il sidro e l’idromele

Cala il consumo di bevande alcoliche in Russia. Lo rivelano alcune statistiche ufficiali che hanno analizzato le vendite tra gennaio e settembre 2017. Si tratta di una flessione piuttosto considerevole, se paragonata allo stesso periodo dell’anno scorso. Le principali “vittime” sono state il vino spumante e la vodka.

Lo champagne e altri vini spumanti hanno perso il 36% del volume totale delle vendite; mentre gli acquisti di vodka e altri liquori sono diminuiti del 23% (durante i primi nove mesi dell’anno sono stati venduti 54,4 milioni di decalitri).

Anche la birra, il cognac e altri vini hanno registrato una riduzione della loro popolarità.

Le bibite fermentate come il sidro e l’idromele, invece, stanno guadagnando posizioni: le loro vendite sono triplicate, toccando i 9,7 milioni di decalitri.

Secondo alcuni esperti, intervistati dal giornale Izvestia, il crollo del consumo di vodka sarebbe da attribuire alla politica del governo che ha puntato sull’aumento delle accise nel tentativo di promuovere uno stile di vita più sano.

Il sidro, invece, starebbe guadagnando popolarità soprattutto tra i giovani.

Tuttavia la diminuzione delle vendite di vodka non indica affatto che i russi abbiano perso la loro passione per la bevanda nazionale: il mercato nero, notano gli esperti, continua a esistere.

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