Business all’estero: gli imprenditori russi alla conquista del mondo

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Piccolo è bello? Per ora il grosso delle aziende aperte in Europa e Asia da cittadini della Russia è nel campo della ristorazione e del turismo e ha dimensioni ridotte. Ma qualcosa sta cambiando e promette una crescita futura

Con l’economia russa che ora sta ufficialmente uscendo dalla crisi, gli investitori stranieri possono iniziare a prendere seriamente in considerazione di investire in un mercato in crescita. Secondo i dati del Servizio fiscale federale russo, nel 2017 i russi hanno registrato più società individuali e aziende agricole rispetto all’anno precedente. Il numero di nuove imprese ha raggiunto quota 336 mila, 16 mila più del 2016. Ma, invece, come va il business russo a livello internazionale? Esiste? E se sì, dove? 

Dove e perché

“Un gran numero di russi apre società in Europa. I Paesi più gettonati sono Germania, Spagna, Italia e Repubblica Ceca”, spiega a Russia Beyond Pavel Butenko, direttore di marketing, vendite dirette e sviluppo dell’innovazione della compagnia assicurativa moscovita InTouch. “Gran parte di queste società sono aperte da russi che vivono all’estero, e si tratta in maggioranza di piccole e medie imprese”.

Mettere in piedi una società in Europa non è così semplice: ci sono molti requisiti da rispettare, e le tasse sono alte. Ma vale la pena, perché l’Europa garantisce un alto livello di sicurezza per la proprietà privata e un sistema più trasparente. “Aprire un business in Europa, potrebbe non promettere enormi profitti, al contrario della Russia, ma sicuramente presenta meno rischi”, spiega Butenko.

A partire dal 2015, quando la crisi è scoppiata in Russia, molti imprenditori hanno trasferito il loro business all’estero o hanno seriamente pensato di farlo. In quei giorni del 2015 si tenne persino uno speciale forum per gli imprenditori russi, a Berlino, su come organizzare la propria compagnia in Europa. 

Nel maggio scorso, Rbc ha scritto un articolo sulle aziende russe che hanno spostato la produzione in Cina, India o Europa, perché è più semplice o economico o la cosa le aiuta a entrare sul mercato locale. In certi casi, è più economico produrre un bene all’estero e poi “esportarlo” in Russia, che produrlo direttamente ne Paese. “Ovviamente, ci piacerebbe esportare i nostri prodotti dalla Russia, ma il problema è che è difficile trovare supporto qui. In Europa, il business si sviluppa più velocemente e in modo più efficiente”, spiegava nell’articolo Evald Aliev, co-direttore di Prodgreen, azienda produttrice di gastronomia dietetica. 

Piccole e medie imprese

I russi che vivono all’estero di solito si buttano nel business della ristorazione o del turismo. Queste aziende sono spesso piccole e connotate come russe. Si tratta di locali di cucina russa, negozi di alimentari russi, guide turistiche per russi, servizi di traduzione da e per il russo. Si possono trovare non solo in Europa, ma anche in Asia, nei Paesi popolari tra i turisti russi. Anche Konstantin Pinajev, che prima lavorava a Londra come consulente, ha aperto una di queste attività. Dal 2013 la sua compagnia offre tour guidati in giro per Londra in lingua russa.

Altre aziende hanno una audience più grande, per esempio nel campo della ristorazione. Sia a Londra che a New York si possono trovare diversi caffè della catena russa Ziferblat, in cui si paga un tanto al minuto, per il tempo che si passa all’interno del locale; mentre gli abitanti di Barcellona possono divertirsi con i giochi-avventura organizzati da una compagnia russa. La proprietaria di quest’ultima società dice: “A Mosca è possibile fare tutto in una notte, se davvero devi. A Barcellona, no. Ma in Spagna le regole per il business sono chiare e corrette, ed è più facile lavorare. In Russia puoi crescere in modo veramente veloce, impetuoso, ma allo stesso modo, all’improvviso, puoi perdere tutto. Qui lo sviluppo è lento e stabile. E l’interesse e la fiducia dei consumatori si conquistano con molta gradualità”. 

La ricerca dei partner

Ci sono delle joint venture, ma di solito si tratta di grandi compagnie o aziende del comparto dell’information technology. “Tutto ciò che riguarda le tecnologie all’avanguardia ha un alto potenziale per le joint venture con partner stranieri”, dice Pavel Sigal, vicepresidente di Opora Rossii, un’associazione di piccole e medie imprese.

“Gli investitori esteri possono fornire preziose competenze nel campo, e attrarre professionisti altamente qualificati per sviluppare nuove tecnologie, ha dichiarato Sigal a Russia Beyond. “Questo può essere applicato in tutte le sfere, dal retail all’e-commerce”.

Un esempio di questo tipo è Cloudike, una soluzione di cloud personalizzato sviluppata da professionisti russi nel 2013. Dopo aver ricevuto un milione di dollari di investimenti da fondi di venture capital sudcoreani nel 2014 e aver trovato un socio nel sudcoreano Sun Ung Lee, gli sviluppatori hanno potuto esportare la loro tecnologia all’estero: realizzando dieci grandi progetti con aziende straniere tra cui Vodafone Turkey, la compagnia di telefonia mobile indonesiana Indosat Ooredoo e il gruppo turco Vestel, che opera in ambito elettronico e tecnologico. Ora lavorano in Messico, Turchia, Indonesia e Corea del Sud. 

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