Perché le compagnie straniere stanno investendo in Russia?

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Produttori di automobili, aziende meccaniche e farmaceutiche, giganti dell’alimentazione aprono i loro impianti, pompando nell’economia russa miliardi di dollari. Cinque casi recenti

La scorsa settimana la società tedesca di abbigliamento e articoli sportivi Adidas ha annunciato il piano di chiusura di 160 punti vendita in Russia entro la fine del 2017. La società sta ridimensionando la sua presenza nel Paese e ha già abbassato la saracinesca di molti negozi negli ultimi tre anni, come conseguenza della crisi economica e del calo del giro di affari.

Secondo fonti vicine alla società, Adidas ha ripensato la propria strategia di business dal 2014 e le chiusure rappresentano uno dei modi per ottimizzare le vendite, tagliando le perdite.

Anche altre compagnie internazionali sono state costrette a ripensare le proprie strategie in Russia. “Ma il deprezzamento del rublo ha reso la delocalizzazione delle attività produttive in Russia una delle opzioni più interessanti”, ha dichiarato a Rbth Pavel Sigal, vice presidente di Opora Rossii un’associazione di piccole e medie imprese russe. “Scoraggiate dalle sanzioni e dalla crisi, la maggior parte delle società non osava scommettere sulla Russia, ma il graduale adattamento dell’economia russa alle sanzioni li condurrà finalmente a farlo. Il costo del lavoro in Russia è diventato più basso di quello in Cina e le grandi aziende non possono ignorare questo fatto”.

Se investire in Russia non è ancora diventata una tendenza di massa, ci sono già stati però casi importanti. Ecco cinque aziende internazionali che si sono mosse per delocalizzare in Russia negli ultimi tre anni.

Dmg Mori

L’azienda Dmg Mori che produce macchine per la fresatura e tornitura di metallo. Fonte: Ufficio stampaL’azienda Dmg Mori che produce macchine per la fresatura e tornitura di metallo. Fonte: Ufficio stampa

L’azienda tedesco-giapponese che produce macchine per la fresatura e tornitura di metallo ha iniziato ufficialmente a produrre in Russia nel settembre del 2016, dopo la firma di uno speciale contratto con il Ministero dell’Industria e del Commercio russo. Questo tipo di accordi sono stati introdotti nel 2015 e prevedono una vasta serie di benefit e aiuti di Stato per i potenziali investitori in possesso di determinate caratteristiche.

Dmg Mori ha ora il suo impianto produttivo a Uljanovsk (città sul Volga, circa 900 chilometri a est di Mosca) e sta cercando di aumentare la localizzazione della sua produzione in Russia fino al 70 per cento. Serve principalmente clienti russi, ma l’azienda prevede anche di esportare fino al 5 per cento dei macchinari prodotti qui.

Mercedes-Benz (Daimler)

Un momento dell’inaugurazione del parco industriale Mercedes-Benz a Yesipovo. Fonte: Sergej Bobylev/TASSUn momento dell’inaugurazione del parco industriale Mercedes-Benz a Yesipovo. Fonte: Sergej Bobylev/TASS

A febbraio anche la società automobilistica tedesca Daimler ha deciso di localizzare la produzione di uno dei suoi marchi in Russia. Mercedez-Benz avrà un nuovo stabilimento vicino a Mosca dopo la firma di un accordo di investimento speciale tra Daimler e il governo russo. L’investitore tedesco pomperà nel mercato russo più di 279 milioni di dollari per la costruzione di una nuova fabbrica Mercedes, che produrrà più di 20 mila veicoli all’anno e impiega circa mille persone. L’investimento significa che Mercedes diventerà ufficialmente un produttore russo e questo darà all’azienda l’accesso agli ordini statali. Probabilmente presto vedremo crescere il numero delle auto blu Mercedes con alti papaveri a bordo che sfrecciano per Mosca.

Haval (Great Wall Motors)

Un altro produttore automobilistico, la cinese Haval, specializzata in Suv e controllata della Great Wall Motors, sta costruendo il suo impianto a ciclo completo nella regione di Tula (circa 200 chilometri a Sud della capitale). La fabbrica dovrebbe aprire nel 2018 e si prevede che crei 2.500 posti di lavoro e che produca 150 mila vetture all’anno. L’investimento totale è stato di mezzo miliardo di dollari e questo sarà il primo impianto automobilistico cinese in Russia a quattro processi produttivi. Del progetto beneficeranno anche l’industria chimica e quella metallurgica della regione di Tula che, con ogni probabilità, diventeranno i fornitori della Great Wall

Sun Pharma

L'azienda farmaceutica indiana Sun Pharma. Fonte: Sun PharmaL'azienda farmaceutica indiana Sun Pharma. Fonte: Sun Pharma

La più grande azienda farmaceutica indiana, la Sun Pharma, ha piantato la sua bandiera in Russia nel 2016, rilevando la compagnia russa Biosintez per 60 milioni di dollari.

L’accordo ha dato all’azienda indiana l’accesso alla produzione locale, inclusi i prodotti farmaceutici per iniezioni, sostituti del sangue, conservanti del sangue, ampolle, compresse, unguenti, creme, gel, supposte e principi attivi. L’acquisizione segue un piano obbligatorio di localizzazione in Russia entro il 2020 per tutte le società farmaceutiche che vogliono proseguire a vendere i loro prodotti nel Paese.

McDonald’s

Il ristorante McDonald's in piazza Pushkin a Mosca. Fonte: Valery Sharifulin/TASS Il ristorante McDonald's in piazza Pushkin a Mosca. Fonte: Valery Sharifulin/TASS

Nel 2016 il gigante americano McDonald’s ha annunciato l’obiettivo di produrre tutti gli ingredienti in Russia. Da allora, la società sta sostituendo gradualmente le proprie importazioni con prodotti locali, nel tentativo di attutire l’impatto delle oscillazioni valutarie e delle sanzioni alimentari. Oggi il livello di produzione locale ha raggiunto l’88 per cento e si prevede che entro la fine del 2017 salga al 90 per cento, con il lancio della produzione di patatine in Russia.

 

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