In Russia si brinda con lo spumante italiano

Brindisi di Capodanno (Foto: PhotoXPress)

Brindisi di Capodanno (Foto: PhotoXPress)

Il 2014 si chiude con un record storico di bottiglie esportate all’estero, grazie soprattutto ai nuovi mercati come quello della Federazione

Per il Capodanno 2015 si brinderà con le bollicine italiane, anche in Russia: il 2014 si chiude infatti con il record storico di bottiglie di spumante italiano esportate all’estero, grazie soprattutto ai nuovi mercati, come la Cina e la Federazione. Secondo la Coldiretti, l’export di spumante made in Italy è cresciuto del 24% nel 2014, con una velocità quattro volte superiore a quella dello champagne francese (+6%) e 350 milioni di bottiglie vendute nel mondo. Un fenomeno che non conosce crisi: da prima dell’inizio della recessione, nel 2007, le esportazioni di spumante italiano sono aumentate del 180%, con un consolidamento dei mercati “tradizionali” e la conquista di nuove frontiere, tra cui appunto Cina e Russia.

Sul mercato della Federazione, spiega Domenico Bosco, responsabile Vino di Coldiretti, "nei primi nove mesi del 2014 abbiamo registrato una crescita del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di 8,5 milioni di kg, pari a 11,3 milioni di bottiglie da 0,75 litri. Tra gennaio e settembre 2013 le esportazioni di bollicine italiane verso la Federazione erano state pari a 7,4 milioni di kg, che corrispondono a 9,8 milioni di bottiglie".

La crescita negli ultimi anni è stata ininterrotta: "Il dato più interessante riguarda proprio l’andamento dell’export dal 2007, che in Russia è aumentato del 300% - sottolinea Bosco -. Nel 2007 l’Italia aveva esportato nella Federazione 3,7 milioni di kg di spumante, pari a 4,9 milioni di bottiglie: sei anni dopo il 2013 si è concluso con 14,7 milioni di kg esportati, per circa 19,6 milioni di bottiglie".

Lo spumante non ha risentito, come altri prodotti dell’agroalimentare made in Italy, delle sanzioni introdotte a seguito della crisi ucraina. "Per fortuna vini e spumanti sono rimasti fuori dalla lista dei prodotti sotto embargo", conferma Bosco. Per questo i russi potranno continuare a stappare bottiglie italiane. "All’estero c’è un forte apprezzamento per lo spumante italiano, e la Russia non fa eccezione: è sotto gli occhi di tutti la grande popolarità di alcuni prodotti, come il Prosecco e l’Asti". Anche qui, però, bisogna fare attenzione e accertarsi che nel bicchiere ci sia vero spumante italiano: la Coldiretti sottolinea che sono in crescita in tutto il mondo le imitazioni, come il Kressecco o il Meer-Secco, finti Prosecco prodotti in Germania e dal nome evocativo. "In questi anni – aggiunge Bosco – le aziende italiane hanno investito molto nella promozione dei loro marchi nei nuovi mercati, come la Russia, e questo sta producendo buoni risultati. Lo spumante italiano ha grande successo perché piace molto e ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: le esportazioni crescono infatti più di quelle dei prodotti francesi e spagnoli. In Russia, poi, il made in Italy esercita sempre una grande attrazione sui consumatori".

In questo scenario, brillano le performance di uno dei marchi simbolo delle bollicine italiane, la Gancia di Canelli (Asti), che dal 2011 è controllata dalla Russian Standard Corporation del magnate Roustam Tariko. "Gancia ha registrato ripetutamente una crescita a due cifre nelle esportazioni di spumanti e aperitivi sul mercato russo – fa sapere l’azienda – e sta per festeggiare un altro anno di successi, grazie in particolare ai suoi prodotti di punta, come Gancia Asti, Gancia Prosecco e gli aperitivi Gancia a base di spumante". Il mercato della Federazione "continua ad essere uno dei più importanti mercati esteri per l’azienda di Canelli, dal 1850 una dei produttori italiani più rinomati di spumanti e aperitivi".

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