Se i Brics diventano l'alternativa al G7

I temi principali dei colloqui di Brisbane sono stati la riforma del FMI e lo sviluppo di istituti finanziari congiunti (Foto: Alexei Druzhinin / Ria Novosti)

I temi principali dei colloqui di Brisbane sono stati la riforma del FMI e lo sviluppo di istituti finanziari congiunti (Foto: Alexei Druzhinin / Ria Novosti)

Giunto al summit G20 in Australia, il Presidente Putin ha incontrato i leader dei paesi con le maggiori economie emergenti. Il leader russo ha ottenuto da loro il sostegno necessario in materia di sanzioni, discutendo inoltre della creazione di istituti finanziari che dovrebbero aiutare a far fronte alla crisi globale

Disegnare una nuova mappa dell'economia mondiale. Partendo dalla critica alle sanzioni contro la Russia. Come ha riferito in seguito l'assistente del presidente russo, Jurij Ushakov, nel corso dell'incontro del 15 novembre al G20 di Brisbane, i leader dei BRICS hanno fatto ben intendere che proprio le sanzioni contro la Russia sono illegali. “Tutti loro hanno dichiarato che i provvedimenti che hanno colpito la Federazione sono contro la legge, violano lo Statuto delle Nazioni Unite e ostacolano la ripresa economica”, ha osservato Ushakov. “A Brisbane, Putin si è ritrovato bersaglio di una serie di bieche provocazioni, a partire dall'essere accolto, all' arrivo, da una serie di funzionari di rango assai più basso, per finire con il gesto del premier canadese Stephen Harper. Solo i partner dei paesi BRICS hanno dimostrato comprensione nei confronti del presidente russo”, ha sottolineato il presidente del Centro di Tecnologie Politiche, Igor Bunin.

 
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Ma a parte questo, i temi principali dei colloqui di Brisbane sono stati la riforma del FMI e lo sviluppo di istituti finanziari congiunti. Nel comunicato stampa pubblicato al termine del summit viene anche annotato che i leader dei paesi BRICS si sono detti insoddisfatti per la mancata attuazione della riforma del Fondo Monetario Internazionale e hanno proposto di discutere i le mosse conseguenti nel caso in cui gli Stati Uniti non dovessero ratificare la decisione di rivedere le quote entro il 2014.

Al G20 si è delineata una scissione

Il tacito confronto fra BRICS e FMI è in corso già da molto tempo. Al summit G20 a San Pietroburgo del settembre 2013, i leader BRICS avevano espresso la speranza di vedere attuata, entro il gennaio 2014, la quindicesima revisione delle quote. Quest'ultima prevede di aumentare le quote dei paesi BRICS nel capitale del fondo. La Cina con le sue quote occuperebbe il terzo posto dopo Stati Uniti e Giappone; l'India, l'ottavo; il Brasile, il decimo. Come conseguenza, si abbasserebbe la quota degli USA ed è appunto per questo che il Congresso finora non ha ratificato la decisione. Con ciò, i paesi BRICS hanno fatto notare che un eccessivo ritardo nell'attuazione della riforma contrasta con gli impegni presi dai leader del G20 sin dal 2009.

La riunione dei BRICS a Brisbane ha confermato che nell'ambito del G20 vi siano da una parte il gruppo dei sette, rappresentante l'Occidente, mentre dall'altra quello dei cinque, il gruppo dei BRICS. E che l'intero operato del G20 si svolge nella cornice della discussione fra Occidente e BRICS, in particolare sulla riforma dell'architettura della finanza internazionale, - ha detto a RBTH il vice presidente del consiglio scientifico del Comitato Nazionale di ricerca sui paesi BRICS, direttore dell'Istituto di America Latina dell'Accademia delle Scienze russa (RAN), Vladimir Davydov. -Gli Stati Uniti stanno grossolanamente sabotando la soluzione riguardante la ripartizione delle quote nel FMI ed agiscono nello spirito di un mondo unipolare, ma questo non porterà ad alcun dividendo”.

I BRICS creano il sostituto di FMI

I leader dei BRICS hanno sottolineato a Brisbane che la sottoscrizione, a luglio (al quinto summit dell'organizzazione), dell'accordo riguardante la creazione di una banca per lo sviluppo e di un pool di riserve valutarie condizionali convenzionali “ha condotto a un livello di cooperazione più alto all'interno dei BRICS”. A Brisbane hanno annunciato la formazione di un Consiglio temporaneo dei direttori della Nuova Banca di Sviluppo, il cui capo verrà eletto entro il prossimo (sesto) summit dell'organizzazione, che si svolgerà sotto la presidenza della Russia. Questo vertice, come ha reso noto Putin, si terrà l'8-9 luglio 2015 ad Ufa. Secondo le sue parole, la Russia preparerà per l'occasione “progetti strategici di partenariato economico e una road map di investimenti congiunti”.

Vladimir Davydov ha evidenziato che i paesi BRICS mirano ora ad approfondire la collaborazione. “Nella cornice dei BRICS sono emersi alcuni progetti di carattere puramente pratico, primo fra tutti, la Nuova Banca di Sviluppo e il pool di riserve valutarie. Il volume sommario del capitale è assolutamente impressionante: 200 miliardi di dollari. Le nuove possibilità di credito comune permetteranno di ampliare i legami commerciali e di investimento fra i cinque paesi. Per questo motivo la Russia, come gli altri membri BRICS, sono interessati a portare avanti questa iniziativa.”, afferma Davydov. L'interazione fra i paesi BRICS si rafforza anche in altri ambiti. Secondo le parole di Vladimir Putin, la cooperazione industriale e tecnologica diverrà più effettiva, compariranno nuovi progetti di collaborazione nel settore energetico, nella produzione e lavorazione dei minerali, nell'industria agro-alimentare e nel settore dell'alta tecnologia.Sosteniamo le stesse posizioni nelle questioni di sicurezza dell'informazione, condividiamo le esperienze nella risoluzione dei problemi sociali più urgenti come la questione sanitaria e l'istruzione”- ha aggiunto Putin.

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