La caduta del rublo

Un rublo svalutato avvantaggia gli esportatori russi, ma assesta un duro colpo a chi opera sul mercato interno (Foto: Reuters)

Un rublo svalutato avvantaggia gli esportatori russi, ma assesta un duro colpo a chi opera sul mercato interno (Foto: Reuters)

Il rublo russo è precipitato ai minimi storici rispetto al dollaro statunitense. Tuttavia, la Banca Centrale ha smesso di effettuare interventi valutari su larga scala e di vendere dollari americani per consolidare il tasso di cambio

Il 30 settembre il rublo russo ha raggiunto il minimo storico contro il dollaro statunitense. Tuttavia, malgrado incredibili pressioni sulla valuta nazionale, la Banca Centrale non sta vendendo dollari americani. In precedenza, l’organo di controllo aveva eseguito interventi monetari per cercare di stabilizzare il tasso di cambio. Secondo fonti del quotidiano russo economico Vedemosti, la Banca Centrale potrebbe vendere sul mercato “svariate decine di milioni di dollari”, ma come hanno fatto notare le fonti di RBC-Daily, l’organo di controllo non ha affatto partecipato alle contrattazioni.

 

Gli investimenti stranieri
in Russia e nel mondo

“Le informazioni sugli interventi monetari della Banca Centrale sono rese note con un certo ritardo, perché le contrattazioni sono calcolate per domani. Tuttavia, se pure ci sono stati interventi, sono stati del tutto irrilevanti, inferiori ai 350 milioni di dollari, quel che era sufficiente ad allargare i margini del corridoio per le fluttuazioni del tasso di cambio” ha detto a RBTH Mikhail Khromov, research fellow presso il Centro per la Ricerca Strutturale dell’Istituto per la Ricerca Economica Applicata dell’Accademia Russa dell’Amministrazione nazionale economica e pubblica. Al confronto, egli ha detto che nel marzo 2014, quando la situazione politica in Crimea era quanto mai acuta, la Banca Centrale in un solo giorno ha effettuato interventi per 11 miliardi di dollari. Secondo gli esperti, questo è il primo tentativo del governo russo di controllare la transizione che ha annunciato verso un tasso di cambio fluttuante per il rublo.

La Banca Centrale dietro le quinte

Le ultime transazioni finalizzate a sostenere il rublo si sono verificate all’inizio di maggio 2014, ha detto Anton Soroko, analista presso la holding di investimenti FINAM. In seguito, l’organo di controllo ha dovuto vendere rubli, ma non a lungo. “Negli ultimi mesi, il trend di svalutazione del rublo è stato più o meno lungo quanto all’inizio dell’anno, ma ancora non c’è stato alcun intervento da parte della Banca Centrale. Non penso che si dovrà arrivare a interventi come quelli visti a marzo, in termini di volume”, ha detto l’esperto. Gli attori di mercato dicono che l’attacco al rublo è il più acuto dalla primavera del 2014. Tuttavia, questa volta l’attacco ha fatto sì che “Bloomberg” riferisse che la Russia sta pensando di attuare controlli sui capitali transfrontalieri. La Banca Centrale ha smentito tale notizia. “È prematuro affermare che l’assalto al rublo è stato respinto” ha detto l’economista capo all’USF IC Alexei Kozlov. “Gli attori di mercato si rendono conto che il perdurante calo dei prezzi petroliferi esercita pressioni sul rublo, e questo li induce a drammatizzare l’indebolimento del rublo. La debole dinamica economica russa degli ultimi tempi, l’instabilità stessa del rublo, e il fatto che la Banca di Russia sia stata costretta a irrigidire la sua politica monetaria non aggiungono alcun fattore allettante per investire in Russia, e ciò facilita la fuoriuscita di capitali”, ha detto Kozlov.

Le conseguenze sull’economia

Molte società russe – per la precisione quelle esportatrici – stanno ricavando ingenti profitti dal rublo in deprezzamento. L’ufficio stampa di Rusal, una delle aziende più importanti al mondo per la produzione di alluminio, ha riferito a RBTH che l’azienda ha ritoccato al rialzo le previsioni dei suoi risultati finanziari proprio a causa della svalutazione del rublo. Sullo sfondo di aumenti nei prezzi dell’alluminio nella prima metà dell’anno, per la prima volta in oltre un anno Rusal è stata in grado di generare profitti nel secondo trimestre.

L’azienda russa si aspetta adesso di ottenere profitti anche nel terzo e nel quarto trimestre del 2014. Nel frattempo, Magnitogorsk Iron and Steel Works (MMK), il complesso metallurgico più grande in Russia, orientato verso il mercato interno (verso di esso è convogliato l’82,2 per cento delle commesse complessive della società), sta traendo ancora beneficio dal calo del rublo.

“Soltanto il 50 per cento dei costi di MMK è in rubli. Ora che il rublo si sta svalutando rispetto al dollaro statunitense, stiamo riducendo la spesa in rubli in termini di dollari”, ha detto un portavoce di MMK a RBTH. Secondo i calcoli della società, un calo del 2,5 per cento del rublo comporterebbe un aumento di 0,9 punti percentuali dell’EBITDA (il margine operativo lordo), mentre un calo del rublo del 15 per cento comporterebbe un aumento del 4,9 per cento dell’EBITDA. Per i settori industriali che concentrano la propria attività esclusivamente sul mercato russo, gli effetti di un rublo più debole non sono altrettanto chiari.

“Le importazioni sono sempre più costose e di conseguenza i consumatori preferiscono i prodotti locali. La nostra azienda opera nella zona rublo: non abbiamo prestiti in valuta straniera e quindi la svalutazione non ci colpisce così forte” ha detto a RBTH Alexander Kostikov, il portavoce del Gruppo Cherkizovo, uno dei leader nel mercato del bestiame russo. In ogni caso, egli ha aggiunto che una delle conseguenze negative è che alcune materie prime indispensabili, e in particolare i farmaci veterinari, sono acquistati all’estero. Gli analisti finanziari sono molto più cauti nelle loro valutazioni della situazione.

“É ancora difficile dire se le nuove iniziative della Banca Centrale finalizzate a un tasso di cambio fluttuante siano state un successo. Il rublo è ancora relativamente instabile e il calo su base annua del potere d’acquisto della valuta interna sembra troppo forte” ha detto Soroko. Dal suo punto di vista, vale la pena attendere fino a quando le pressioni politiche sul rublo si saranno alleggerite. A quel punto il tasso di cambio sarà più fluido e più prevedibile. “In linea teorica è possibile che la Banca Centrale possa intervenire sul mercato riducendo la pressione sul rublo, ma è impossibile dire in quali circostanze potrebbe farlo” ha messo in guardia Khromov.

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