Il miglior clima d'investimenti? Nell'Estremo Oriente russo

A Vladivostok, capitale degli investimenti nell'Estremo Oriente russo (Foto: RIA Novosti)

A Vladivostok, capitale degli investimenti nell'Estremo Oriente russo (Foto: RIA Novosti)

A dirlo è una ricerca condotta da "Puls biznesa" in base alle risposte arrivate da uomini d'affari che bocciano, però, Mosca e San Pietroburgo, che non reggerebbero a loro dire il confronto con l'estero

Il clima più favorevole agli investimenti è quello dell'Estremo Oriente russo, nonostante le inondazioni e l'isolamento; quello più ostile si trova invece nelle due capitali, nonostante le decine di programmi di sostegno alle imprese e le infrastrutture sviluppate. Questi i risultati inattesi di una ricerca condotta da "Puls biznesa", un progetto analogo a Doing Business.

Puls Biznesa è un progetto congiunto del Fondo Obschestvennoe Mnenie (Fom), dell'Agenzia per le iniziative strategiche (Asi) e di Itar-Tass. Questo rating possiede una caratteristica peculiare: è stato stilato sulla base di un sondaggio condotto tra gli uomini d'affari e i loro collaboratori, e pertanto è soggettivo.

"La posizione che una regione ottiene nella classifica non è dovuta solo alla situazione obiettiva del business in quella parte del Paese, ma anche a quanto sono esigenti i suoi abitanti", spiega il direttore del Fom Aleksandr Oslon. Secondo l'esperto, il principale nemico del clima degli investimenti nella capitale è l'amore dei cittadini per i viaggi. "I moscoviti, avendo viaggiato all'estero, si rendono conto che anche se le cose vanno bene potrebbero andare ancora meglio. Pertanto, gli abitanti della capitale non fanno un confronto tra Mosca e Kostroma, ma tra Mosca e Londra", aggiunge Oslon.    

Gli abitanti dell'Estremo Oriente russo, invece, che in maggioranza non sono mai stati a Londra, sono molto soddisfatti del clima degli affari. Nel gruppo delle regioni virtuose secondo Puls Biznesa sono entrati sei dei nove soggetti amministrativi del distretto federale più orientale del Paese: le regioni dell'Amur, di Sakhalin, della Kamchatka, il Territorio del Litorale (Primorskij Kraj) e quello di Khabarovsk, e la Yacutia.  Aleksandr Oslon confessa di non sapere come ciò sia potuto accadere, ma ipotizza che il risultato sia stato ottenuto grazie ai vicini del Distretto Federale dell'Estremo Oriente, come Cina, Corea e Giappone, Paesi in continuo e rapido sviluppo.

E poi, gli stessi pionieri russi nella regione dell'Estremo Oriente sono sempre stati intraprendenti, aggiunge Oslon. Il responsabile dell'Asi Andrei Nikitin osserva che nel Territorio del Litorale la percentuale della popolazione desiderosa di fare impresa è doppia rispetto alla media del Paese.

Nel terzo gruppo della classifica, quello dai risultati peggiori, sono finite alcune regioni assai benestanti: in particolare, quelle di Chelyabinsk, di Saratov e di Astrakhan. Anche se, solo per fare un esempio, nella regione di Chelyabinsk nel 2012 sono stati creati 25mila nuovi posti di lavoro e sono stati avviati circa 150 progetti di investimento; la regione di Saratov ha attirato 64 miliardi di rubli di investimenti e gli indicatori macroeconomici nella regione di Astrakhan hanno raggiunto i massimi storici.

Andrei Nikitin spiega questa divergenza tra i dati del sondaggio e la realtà di fatto con una reazione ritardata: la gente per inerzia continua a pensare che tutto vada male, benché la situazione nel frattempo sia notevolmente migliorata. 

Secondo Nikitin, il materiale raccolto sul campo permetterà all'Asi di lavorare in modo più efficace per migliorare il clima per le imprese nelle diverse regioni del Paese. Uno dei mezzi per realizzare questo obiettivo sarà la creazione di fondi di sostegno alle imprese sul modello di quello istituito nella capitale.

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