Un nuovo stabilimento a Rybinsk per l'italiana Prysmian Group

All'interno del nuovo impianto di Prysmian Group a Rybinsk (Foto: Ufficio Stampa)

All'interno del nuovo impianto di Prysmian Group a Rybinsk (Foto: Ufficio Stampa)

L'investimento della società nel distretto industriale di Yaroslavl ammonta a 55 milioni di dollari. “Puntiamo a crescere dagli attuali 80 milioni di euro di ricavi annui fino a 200 milioni entro il 2016”, anticipa il ceo in Russia Cesare Biggioggera

In tempi di crisi fa notizia chi non rinuncia ad investire, soprattutto su un mercato dinamico e ancora in espansione com’è quello russo. Lo fa ad esempio la Prysmian Group, multinazionale italiana leader mondiale nel settore dei cavi per l’energia e le telecomunicazioni: si parla di 55 milioni di dollari principalmente destinati all’apertura di un nuovo stabilimento nella città russa di Rybinsk, 350 chilometri a Nord-Est di Mosca, che ospiterà alcune delle produzioni più strategiche per l’azienda.

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Cesare Biggioggera,
ceo di Prysmian Group Russia
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“In un ambito come il nostro - assicura il ceo di Prysmian Group Russia, Cesare Biggioggera, - si tratta di un piano davvero impegnativo, a coronamento di un progetto partito nel 2010”. L’obiettivo del resto non è meno ambizioso: Prysmian punta a rafforzare la sua presenza nel Paese, dove è entrata solo in anni recenti grazie all’acquisizione della Rybinskelectrocabel e poi della Neva Cabel di San Pietroburgo.

Nato a Milano nel 1879 come Pirelli Cavi e Sistemi, il gruppo è presente oggi in 50 nazioni, con 20mila dipendenti e un fatturato di circa 8 miliardi di euro nel 2012 che lo collocano al primo posto tra i produttori mondiali del settore. Per ora la sua fetta di mercato in Russia resta relativamente limitata, ma l’apertura della nuova struttura a Rybinsk apre prospettive di sviluppo molto più vaste.

Prysmian Group in Russia

Negli ultimi anni il Gruppo è stato coinvolto nella realizzazione di reti ad alta tensione a San Pietroburgo e nella riqualificazione della rete di trasmissione di Mosca. Nel settore telecom, Prysmian ha installato i suoi sistemi FTTH in molte delle principali città del Paese ed è attualmente impegnata nella ristrutturazione dello stabilimento Neva Cable a San Pietroburgo, che consentirà la produzione di cavi telecom standard in rame, cavi ottici e OPGW, per rispondere meglio alle esigenze del mercato delle telecomunicazioni russo

“Puntiamo a crescere dagli attuali 80 milioni di euro di ricavi annui fino a 200 milioni entro il 2016”, spiega ancora Biggioggera. Il valore complessivo del fabbisogno di cavi per usi domestici e aziendali in Russia è stimato in oltre 2,2 miliardi di euro e dovrebbe salire ulteriormente nell’arco dei prossimi tre anni.

Lo stabilimento di Rybinsk, che produrrà cavi destinati anche al settore oil & gas, cavi per le costruzioni resistenti al fuoco (Low Smoke Zero Halogen) e cavi per l'industria automotive, coprirà così la gamma completa di applicazioni nel business dei cavi energia, inclusi i cavi di media tensione a 35 kV e di alta tensione a 330 kV di sezione massima fino a 2500 mm2 e isolamento in polietilene reticolato (Xlpe).

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Valerio Battista,
amministratore delegato di Prysmian

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L’amministratore delegato di Prysmian, Valerio Battista, ha sottolineato come l’impianto di Rybinsk sarà “uno dei pochi al mondo a realizzare cavi ad extra alta tensione”, incrementando la capacità produttiva di 10mila tonnellate all’anno e collocandosi così tra i cinque insediamenti più importanti del gruppo.

Per l’economia locale della città, considerata la capitale industriale del distretto di Yaroslavl, significa in concreto l’assunzione di quasi cento nuovi addetti in uno stabilimento che ne occupa già 220, e che può programmare ulteriori ampliamenti in futuro: solo 30mila metri quadrati dei 120mila disponibili, infatti, sono attualmente occupati dall’area produttiva.

Il governatore dell’oblast di Yaroslavl, Sergei Nikolaevich Yastrebov, saluta la scommessa dell’azienda italiana come una grande opportunità per questa città di 200mila abitanti distesa sulle rive del Volga: “In una regione che non ha risorse come il gas naturale, è importante riuscire ad attrarre investimenti di questo genere”.

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, Rybinsk, un tempo nota come porto fluviale, assicurò la sopravvivenza di quasi tutte le industrie moscovite grazie alla gigantesca centrale idroelettrica, costruita a spese della vicina cittadina di Mologa e di molti altri villaggi, che scomparvero sotto le acque del bacino artificiale.

Oltre all’energia idroelettrica, Rybinsk conta diverse storiche produzioni industriali, dai motori per aerei ai macchinari per l’industria tipografica. Il sindaco, Yuri Lastochkin, confida che dal settore dei cavi elettrici verrà un rinnovato impulso alla vocazione tecnologica del centro: “Non solo in termini di occupazione, ma anche di formazione e innovazione”.

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