I businessmen più popolari di Russia

L'oligarca russo Roman Abramovich, patron del Chelsea dal 2003 (Foto: Reuters)

L'oligarca russo Roman Abramovich, patron del Chelsea dal 2003 (Foto: Reuters)

Un’indagine online ha svelato che nel mondo degli affari ogni generazione ha i suoi idoli, da Prokhorov, amato da tutte le età, ad Abramovich, preferito dai più giovani

I russi vedono in Mikhail Prokhorov, proprietario del gruppo “Oneksim” e fondatore del partito politico “Piattaforma civile”, il più interessante uomo d’affari del Paese. Lo hanno scoperto gli specialisti del centro di ricerche del portale Superjob.ru, dopo aver intervistato, su richiesta di Vedomosti, tra il 2 e il 5 agosto 2013, 3.000 adulti di 303 città e centri abitati della Federazione. Gli intervistati dovevano scegliere tra una ventina di imprenditori russi (quelli più citati dai mass media), quello più simpatico oppure suggerire delle alternative.

Top Ten: chi entra e chi no

Il 13 per cento degli intervistati simpatizza per il fondatore del gruppo “Oneksim”, Prokhorov. Al secondo posto in classifica c’è il miliardario Roman Abramovich, proprietario del Chelsea per il quale ha votato l’8 per cento degli intervistati. Al terzo si trova il famoso esperto di sicurezza informatica, Evgenij Kaspersky, fondatore del Kaspersky Lab, a cui è arrivato il 7 per cento dei voti.

Con un buon distacco dai primi tre troviamo Mikhail Khodorkovsky (4 per cento), ex proprietario della Yukos. Tra i primi dieci rientra Oleg Tinkov (3 per cento), il fondatore della birra “Tinkoff”, della banca “Tinkoff. Sistemi di credito” e della marca di pelmeny “Darja”.

La stessa percentuale ha votato per Pavel Durov, padre del social network VKontakte, per Evgenij Chichvarkin, fondatore di “Evroset”, e per Vladimir Potanin, proprietario di “Interros”.

Sfiorano la Top Ten degli uomini d’affari nelle grazie dei russi Oleg Deripaska, proprietario di “Bazel” e tycoon mediatico, e Alisher Usmanov, padrone di “Metalloinvest” (2 per cento).

Perchè li amano

Sulla base del risultato dell'indagine di Superjob.ru, le simpatie di uomini e donne, come quelle degli esponenti di altre generazioni, coincidono soltanto in relazione a Prokhorov. Per Abramovich votano con maggiore frequenza i giovani (14 per cento degli gli intervistati sotto i 24 anni e soltanto il 4 per cento sopra i 45 anni); inoltre la maggior parte delle simpatie si spiega con il fatto che Abramovich finanzia il calcio. Kaspersky è apprezzato soprattutto dagli uomini (8 per cento contro il 5), che lo vedono come un intellettuale che si guadagna da vivere “con il proprio cervello”.

Per Chichvarkin propendono le persone di media età (il 4 per cento tra i 25 e i 45 anni contro il 2 per cento dei giovani e delle persone più anziane). Tinkov è stimato dai giovani (5 per cento contro il 2), e lo fanno per “la capacità di gestire gli affari” e perchè “la sua birra è buona”.

Chodorkovskij si impone alla generazione più anziana (lo vota il 6 per cento degli over 45 e soltanto il 2 degli under 24). “Incredibilmente bravo in tutti i sensi. Ha messo in piedi una squadra incredibile. La Russia non apprezza; sfrutta e basta persone così. Questa è la nostra disgrazia”, scrivono gli intervistati.

Perché sono in pochi a essere amati

Secondo i dati dell’indagine di Superjob.ru il 27 per cento dei russi non simpatizza per alcuna delle persone elencate, mentre il 18 per cento ha preferito non rispondere.

Valerij Fedorov, direttore del Centro nazionale di studi dell’opinione pubblica (Vtsiom) è sicuro che la maggior parte dei russi abbia un atteggiamento negativo nei confronti dei rappresentanti del mondo degli affari (la sua organizzazione sta studiando la situazione da più di un decennio). “Il rapporto con gli imprenditori si è formato negli anni Novanta in seguito alla privatizzazione e all’influsso degli affari sulla politica, - ricorda Fedorov. - Entrambe le motivazioni hanno prodotto nelle persone soltanto negatività”.

Il direttore aggiunge che oggi l’intensità delle emozioni è crollata; “molti si sono abituati allo stato di cose esistente, in più il distacco del grande business dalla politica ha svolto un ruolo positivo”, osserva il dirigente di Vtsiom. “Finora, però, la maggior parte è sicura che enormi quantità di beni siano stati generati per vie non del tutto oneste, a spese della ridistribuzione dell’eredità dell’industria sovietica”.

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